>ANSA-FOCUS/Camera cambia veste per la Costituente,tra picchetti d'onore e orchestre

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di Michela Suglia L'aula della Camera si veste a festa con i Tricolori e, al completo, celebra l'Assemblea costituente e i suoi 80 anni. Era il 25 giugno del 1946 quando i padri e le madri costituenti si riunirono per la prima volta, nel progetto comune di partorire la Costituzione. Un anniversario tondo dominato dalla musica. Quella dell'orchestra del teatro dell'Opera di Roma che per un giorno sembra rubare la scena alla politica. E segnato dalla presenza eccezionale del Capo dello Stato. E da alcune assenze, che si fanno notare.
    Sergio Mattarella - accolto in piazza da un picchetto d'onore interforze - torna nell'Aula alla Camera per la seconda volta, dal suo ultimo giuramento, il 3 febbraio 2022. L'allestimento è quello da 'cerimonia solenne' (nel linguaggio del cerimoniale).
    Entra alle 11 'scortato' dai presidenti delle Camere,Ignazio la Russa e Lorenzo Fontana. Ad accoglierlo, con un lungo applauso, 700 persone,tutte in piedi. Fra vertici istituzionali, parlamentari, ministri, una delegazione di studenti. C'è la premier Giorgia Meloni in tailleur color burro. Poco più in là l'ex presidente della Camera, Laura Boldrini in giallo ocra e accanto Gianfranco Fini. Fra i leader di partito Elly Schlein, in completo monacale nero, è vicina a Giuseppe Conte e prima della cerimonia, parlano a lungo. Le tribune sono intervallate dalle bandiere tricolori, altre spuntano ai lati dei coristi.
    Tutti in nero e in piedi, là dove normalmente siede il governo.
    Al centro gli orchestrali diretti da Michele Mariotti.
    Tutt'intorno deputati e senatori, seduti in ordine sparso.
    L'aula al completo non consente di rispettare la tradizionale divisione degli schieramenti. Saltano all'occhio alcune assenze.
    Quelle di parecchi leghisti (compresi i capigruppo) e di tutta la squadra di Futuro Nazionale. Degli otto deputati della "sporca dozzina" di Roberto Vannacci non c'è traccia. Alcuni, tra cui Edoardo Ziello, raccontano di aver lasciato l'aula per andare al flashmob organizzato contro la "censura" della Rai.
    Annunciato il giorno prima e fissato alle 10.45 per denunciare che la tv pubblica ignora i futuristi. Rossano Sasso l'aveva anche scritto che sarebbe stato lì a quell'ora. Altri sono fuori città: Laura Ravetto è a Parigi con la figlia, Emanuele Pozzolo accampa un impegno di partito, nel suo Piemonte. Mancano all'appello pure numerosi ministri: nove sono assenti giustificati, perché volati ad Antibes per vertice Italia-Francia. Compreso Antonio Tajani. L'altro vicepremier, Matteo Salvini, è in ufficio al ministero. Alle prese - fa sapere poi il suo staff - con l'amministratore delegato di Fs, Stefano Donnarumma, pronto alle dimissioni. A scaldare l'Aula sono alcuni passaggi del discorso di Mattarella, che ripercorre l'avventura dei Costituenti, e segnati da applausi. Il primo è per Angela Guidi Cingolani, madre costituente e prima sottosegretaria donna in Italia. Il presidente rimarca che fu "la prima a prendere la parola a Montecitorio, pochi giorni dopo l'insediamento, il 1° ottobre 1945, con un elevato discorso di pace". Le mani battono più forti sui nomi di Giacomo Matteotti e Giovanni Amendola, citati come "martiri assassinati dal fascismo". Un applauso trasversale che vede alcuni parlamentari scattare in piedi (i primi sono un gruppetto di centrosinistra).
    Gli altri, quasi spiazzati, restano tiepidi o indecisi finché non si associano al tributo e si alzano. Ma è la musica, nell'ultima mezzora, a superare ogni imbarazzo e ridurre le distanze politiche. Prima con un'aria della Traviata, poi con una sinfonia del Nabucco e sul finale il "Va pensiero". Il presidente Fontana lo canta tutto, altri sfidano i divieti e filmano il momento con i cellulari.
   

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