Braccio di ferro tra i rossoneri e il Corinthians sul centrocampista brasiliano, si rischia di arrivare al giudizio della Fifa. Il primo investimento per l'estate sarebbe su un giovane, sorprendente conoscendo la preferenza di Allegri per i giocatori pronti
Un caso di mercato tra campo e tribunale è strano a prescindere. A inizio marzo, quasi un inedito. A marzo si pensa ad altro e il calciomercato è una prospettiva lontana, da informazioni sottotraccia, al massimo accordi con patto di segretezza ("mi raccomando, che non se ne parli fino a giugno"). Il Milan invece ha quasi chiuso un acquisto e non un acquisto banale: André dal Corinthians per una cifra non lontana dai 15 milioni più 2 di bonus. La particolarità è che la trattativa rischia una coda in tribunale perché, con l'accordo tra club quasi definito, il presidente Osmar Stabile non ha (ancora?) firmato e pare non avere intenzione di farlo dopo che l'allenatore Dorival Junior ha fatto capire pubblicamente il suo pensiero: "Ho espresso la mia opinione al presidente, lui la conosce già. Il club deve decidere se vuole un ritorno tecnico o solo finanziario. Per un giocatore di questo livello, avere questo valore con poche partite giocate significa che vale molto di più sul mercato. Non voglio perdere nessuno durante la stagione".
che cosa può succedere
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La questione è legale e non solo sportiva perché il Milan, secondo ricostruzioni, avrebbe delle carte siglate dall'ufficio legale del Corinthians. Possono costituire un ok preliminare all'accordo? Il club in questo caso potrebbe rivolgersi alla Fifa per vedere affermati i suoi diritti, tema evidentemente non semplice, che complica una trattativa avanzata rapidamente nelle ultime settimane. È presto per arrivare a conclusioni ma certo è improbabile che un tribunale Fifa (la Dispute Resolution Chamber o la Players’ Status Chamber) obblighi un club a trasferire un giocatore. Molto più probabile che, nel caso, si arrivi a un risarcimento economico.
l'investimento e il ruolo di allegri
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Al netto di tutto questo, l'operazione è in linea con la strategia di epoca RedBird - puntare su calciatore giovani, valorizzarli e inserirli tra i pilastri della squadra oppure rivenderli, come accaduto con Reijnders - ma colpisce per due motivi. Il primo: il Milan non ha mai speso 17 milioni per un calciatore non testato in Italia. Thiaw, probabilmente l'esempio di maggior successo tra i giovanissimi, è costato meno di 10 milioni e aveva un passato in Germania. Il secondo: Allegri negli ultimi mesi ha apertamente chiesto calciatori di garanzia, con esperienza, e tutto fa pensare che farà lo stesso in estate, quando il Milan dovrà allungare la rosa per costruire una squadra da campionato e Champions. André invece è un progetto affascinante, non un giocatore pronto. Potrà entrare nelle rotazioni del Milan e guadagnare spazio con il tempo? Sì, se quella questione legale - come sembra logico con un po' di buon senso - si risolverà. Può essere da subito un riferimento nel Milan 2026-27? Questo no, è più ifficile.









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