Alessandro, morto a 15 anni su un campo da basket, e i girasoli per lui che qualcuno ogni giorno strappa

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I fiori lasciati sul campetto dai genitori vengono ogni giorno tolti da qualcuno, e al messaggio della mamma è seguita una scritta inquietante

Riccardo Cristilli

27 novembre - 11:51 - MILANO

A maggio del 2017 Alessandro Meszley è morto su un campo da basket nel parco di via Dezza a Milano mentre faceva due tiri con alcuni amici, stroncato da un attacco cardiaco a soli 15 anni. Da allora i genitori, Laura Scolari e Giorgio Meszley, per provare ad affrontare un dolore così grande e inimmaginabile, ogni tanto lasciano un girasole sulla rete che circonda il campo. In 8 anni ne hanno lasciati oltre 200. Ma quel fiore, amato da Alessandro, nell'ultimo periodo è strappato  più volte da mani ignote che, come ha raccontato il Corriere della Sera, negli ultimi giorni hanno deciso di lasciare un messaggio ignobile. 

i girasoli in ricordo del figlio

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La signora Laura nell'ultimo mese si era accorta di come questi fiori venissero strappati sempre più frequentemente. Così aveva iniziato a portarli ogni giorno decidendo di lasciare un semplice biglietto: "Non strappatemi. Non mi sono più rialzato dopo essere caduto su questo campo. Questo girasole mi ricorda. Grazie, Alessandro". Non accontentandosi di strappare il fiore, l'anonimo ha deciso di rispondere a quel messaggio scrivendo con un pennarello nero: "Se tutti mettessero un fiore per ogni morto, Milano sarebbe una pattumiera". 

la solidarietà

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Questa storia di incomprensibile cinismo e scarsa umanità, grazie a una lettera inviata al Corriere della Sera, ha superato i confini di quel campetto da basket di via Dezza a Milano, raggiungendo tutta Italia. La redazione del quotidiano ha ricevuto centinaia di mail, messaggi e telefonate di solidarietà, lo stesso è successo ai genitori, senza ovviamente considerare i vari commenti sui social. Sentendo l'ondata di affetto che si riversava sulla loro famiglia, i genitori hanno deciso di dare appuntamento a tutti al campetto, sabato 29 novembre alle 14.30, un appuntamento per ricordare Alessandro, invitando a portare un girasole. I coniugi Meszley, dopo la morte del figlio, hanno dato vita all'associazione The Dab Game per difendere i campi sportivi dei giovani, con cui hanno ristrutturato il campo da calcio di San Vittore. Un modo per mantenere vivo lo spirito sportivo del figlio e creare una comunità unita dalla passione per lo sport e dall'amore per la vita. 

l'abbraccio della comunità

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Questa comunità si ritroverà sul campo da basket per rispondere a chi pensa che un girasole su una rete sia immondizia. La mamma ha detto al Corriere della Sera: "Qualcosa si è mosso. Una crepa si è formata. Dalla crepa è passata l’antica sofferenza, ma anche inaspettato calore". Un'onda di protesta unita dal girasole, il fiore amato da Alessandro, come simbolo di solidarietà e amore. Sui social c'è qualcuno che ha suggerito di realizzare un murales con i girasoli per rendere il ricordo di Alessandro eterno. Quei girasoli otto anni fa avevano invaso la chiesa durante i funerali, tutti gli amici del ragazzo ne avevano portato uno. "Oggi è il punto di contatto con un ragazzino che avrebbe 23 anni, e non c’è più" ha detto il padre. E quella rete nel giro di poche ore si è riempita di girasoli e sabato lo sarà ancora di più.

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