Il Ministero dei Trasporti rafforza la campagna per sostituire gli airbag Takata potenzialmente pericolosi. I centri revisione potranno verificare i veicoli coinvolti, informare i proprietari e applicare specifiche misure di tutela nei casi classificati come “Stop Drive”
Il Ministero dei Trasporti accelera sull’annosa questione degli airbag Takata. L’obiettivo è di mettere prima possibile in sicurezza i veicoli ancora equipaggiati con i cuscini salvavita potenzialmente pericolosi, che sono oltre un milione. Le condizioni estive assomigliano alla tempesta perfetta: esposizione prolungata alle alte temperature, importanti livelli di umidità e forti sbalzi termici possono infatti accelerare il deterioramento di alcuni componenti interni degli airbag Takata, compromettendone il corretto funzionamento. Perciò, sottolinea il Ministero, l’urgenza di accelerare la sostituzione preventiva delle unità difettose.
NUOVE MISURE
—
Il Mit ha adottato delle nuove misure per rendere più incisiva la campagna di richiamo per gli airbag Takata. Dopo aver introdotto a febbraio la possibilità di verificare direttamente online se il proprio veicolo è coinvolto nel richiamo tramite numero di telaio, il Ministero dà adesso ai centri autorizzati gli strumenti per verificare se il mezzo da sottoporre a revisione dispone o meno degli airbag Takata difettosi. Gli operatori possono così informare il proprietario sulle modalità per effettuare l’intervento e possono applicare delle misure specifiche di tutela per i veicoli classificati come “Stop Drive”, ossia con un livello di rischio più elevato. Nei casi potenzialmente meno gravi, invece, verranno indicati i tempi per procedere alla sostituzione dell’airbag - che, vale la pena ricordarlo, è a carico dei costruttori e dunque senza costi per il cliente. L’integrazione con i centri revisione permetterà quindi di raggiungere anche coloro che, nonostante le lettere di richiamo inviate in passato, non sanno di utilizzare un veicolo potenzialmente difettoso a causa di passaggi di proprietà, cambi di residenza o, banalmente, dell’età del veicolo. In seguito, specifica ancora il Mit, per rendere più efficace la campagna il sistema sarà integrato con l’archivio nazionale veicoli e verranno estese le verifiche ai passaggi di proprietà, alle pratiche automobilistiche e ai controlli su strada.
GLI AIRBAG TAKATA
—
I primi incidenti causati dagli airbag Takata risalgono agli Anni 2000. L’azienda giapponese aveva trovato già da qualche anno un composto chimico differente per gonfiare in pochi istanti i suoi airbag, più economico e facilmente reperibile ma anche meno stabile di quella usata in quel momento. Le inchieste avviate dopo i primi incidenti e i relativi risarcimenti hanno condotto la Takata al fallimento nel 2017. Il problema però è rimasto, e ha riguardato milioni di veicoli in tutto il mondo. Adesso il Mit vuole risolverlo nel minor tempo possibile.








English (US) ·