Yildiz il trasformista. Da Motta in poi: tutti i ruoli e la nuova prospettiva di Spalletti

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Dove farlo giocare? La questione è aperta e, dopo la doppietta del turco contro il Cagliari, il tecnico l'ha ulteriormente approfondita: dove può rendere al massimo il 10?

Giovanni Albanese

Collaboratore

30 novembre - 15:12 - TORINO

Serve la maggioranza più uno per stabilire se Yildiz deve giocare più da seconda punta o da esterno. Spalletti, che “prima le sentivo tutte dall’esterno, ora però ci sono dentro”, prova a mettere d’accordo “facendo un po’ e un po’”. La sua idea sul calciatore se l’è fatta eccome, anche se il difficile per il tecnico arriva adesso: convincere il turco a seguire uno spartito, magari con più efficacia rispetto ai suoi predecessori Tudor e Thiago Motta. A concedere il debutto in prima squadra al classe 2005 era stato Allegri, ma in quel momento il giocatore era reduce da una buona stagione in Primavera (impiegato principalmente da punta) e da un breve passaggio in Next Gen per farsi le ossa fra i grandi. 

CON THIAGO MOTTA

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La prima consacrazione di Yildiz nella Juve c’è stata con Thiago Motta, che ha sempre chiesto al giocatore di agire più da attaccante esterno sul versante mancino. Le indicazioni del tecnico andavano principalmente in due direzioni: la prima era quella di venire dentro al campo e cercare la conclusione di destro dal vertice dell’area di rigore avversaria, la seconda di aggredire immediatamente il possesso avversario per interrompere sul nascere la costruzione. Nei due passaggi, che richiedevano di ragionare rapidamente e chiaramente un dispendio di energie importante, l’attaccante non sempre riusciva a reggere i novanta minuti: finendo per essere poco lucido in zona porta. Così, al fine di gestire meglio la tenuta, Yildiz giocava leggermente più indietro: quanto bastava per non andare puntualmente in difficoltà. 

CON TUDOR

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L’arrivo di Tudor sulla panchina della Juve ha concesso qualche libertà in più al giocatore nella fase di non possesso. Sotto la gestione del croato, Yildiz ha avuto qualche responsabilità in meno in difesa ed è stato accompagnato ad aggredire maggiormente per vie centrali, così da essere più vicino alla porta. A differenza di Thiago Motta, che aveva proposto il turco qualche volta anche sulla destra, Tudor lo ha sempre proposto da sinistra o gli ha chiesto di stare più in alto possibile, in modo da potersi appoggiare su Vlahovic o comunque sul riferimento in area di rigore. Yildiz ha mantenuto la tendenza a muoversi più liberamente e a non essere monotematico: proprio il lavoro funzionale a non dare certezze alle retroguardie avversarie ha convinto Tudor a non ingabbiarlo troppo negli schemi tattici, ma di lasciarlo fare dalla trequarti a salire. 

CON SPALLETTI

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Trovando un giocatore molto più consapevole e già in parte evoluto (non più un talento grezzo da modellare) Spalletti ha fatto subito leva proprio sulla sua libertà di movimento. “Una volta fa una giocata dentro e dici che è una seconda punta. Poi lo ritrovi a fare una giocata sulla bandierina e dici che è un attaccante esterno. Poi torna sulla via di mezzo. Poi? E poi va dove gli pare perché sa meglio lui dove può andarsi a trovare lo spazio - ha detto il tecnico della Juve -. Lo metto trequartista di sinistra, così può andare in base alle circostanze. Chiaro che se sta dentro è più vicino alla porta, io vorrei più questo da lui perché è bravo a girarsi sia sul destro che sul sinistro. Ma lì trovi tanti spazi stretti rispetto a stare più aperto, dove salta l’uomo e ti mette nelle condizioni di far gol perché è più difficile farlo da così lontano”. 

LA PROSPETTIVA

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Il desiderio di Spalletti che è che “stesse più centrale, perché quando si gira e guarda la porta suonano le campane, anche in allenamento”. Ma solo il tempo chiarirà il ruolo di Yildiz, che in questo momento per la Juve è molto più importante per i gol: specie dopo l’infortunio di Vlahovic e per il rendimento precario di David e Openda. Il turco potrebbe diventare anche la chiave per sbloccare i due nuovi arrivati in attacco, ma Spalletti ha bisogno di certezze. Sotto la gestione di Thiago Motta, in 42 partite, Yildiz ha messo a segno 6 gol e 5 assist tra campionato e coppe. Con Tudor, invece, il classe 2005 ha incrementando il rendimento personale con 8 gol e 8 assist in 22 gare. Mentre con Spalletti - subito dopo il gol messo a segno contro l’Udinese con Brambilla in panchina - il numero 10 ha siglato 2 gol e un assist in 5 partite.

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