"La piattaforma ha smesso di essere un'agorà per diventare la più grande data-farm in tempo reale del pianeta. Smantellando la moderazione in nome di una specifica visione del free speech, X si è trasformata in una formidabile macchina di propaganda politica fortemente sbilanciata a destra e permeabile alla disinformazione". Così l'esperto di mondo digitale Vincenzo Cosenza traccia all'ANSA la parabola dell'ex Twitter a vent'anni dal primo tweet lanciato dal co-fondatore del microblog Jack Dorsey il 21 marzo 2006.
"Questo ecosistema iper-polarizzato non è solo il nuovo volto del social, ma è il bacino di addestramento da cui l'Intelligenza Artificiale di casa, Grok, impara a capire il mondo", aggiunge l'esperto. Per Cosenza, però, "la vera fine di un'era si misura su un altro fronte: la perdita della rilevanza assoluta". "Per quindici anni Twitter è stato il monopolista indiscusso del tempo reale, il secondo schermo obbligatorio durante un'elezione, una crisi o un evento globale. Oggi ha perso quello scettro - osserva l'esperto, autore del libro 'Esercizi di Intelligenza aumentata' - La piazza pubblica si è frammentata: l'opinione, il commento alle notizie e il polso della realtà hanno trovato nuove case. L'attenzione si è spostata su Instagram e, in modo dirompente, su TikTok, che hanno saputo intercettare nuove generazioni e nuovi linguaggi per raccontare l'attualità".
"Oggi X resta un luogo utile per commentare le notizie, soprattutto tecnologiche, ma non è più l'unico luogo - conclude Vincenzo Cosenza - E la sua utilità residua è legata a una condizione non negoziabile: bisogna disinnescare la sua natura algoritmica. Sopravvivere su X oggi richiede un lavoro certosino di cura del proprio feed, ignorando le sezioni consigliate per rifugiarsi in liste di persone ben selezionate".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

1 ora fa
1









English (US) ·