Wolff: "Già visto: all’improvviso il treno di Hamilton parte e poi è molto difficile fermarlo"

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Il team principal Mercedes dopo il GP di Barcellona: "Se potessi non vorrei giocarmi un titolo con il mio vecchio amico Lewis perché, quando sente l’odore del sangue, lui scatta. Io lo conosco bene"

16 giugno - 08:41 - MONTMELO

"L'ho visto succedere per molti anni: all’improvviso il treno di Lewis Hamilton parte e poi è molto difficile fermarlo". Toto Wolff lo sa meglio di chiunque altro perché è al suo fianco che il britannico ha costruito un impero sportivo che in Formula 1 ha fruttato sei dei suoi sette titoli iridati vinti in carriera. Ora i due si ritrovano avversari: Wolff sempre a capo di una Mercedes che quest’anno sembrava non poter avere rivali e Hamilton, fresco del suo primo successo con la Ferrari, conquistato a Barcellona dopo un digiuno rosso durato 34 Gran Premi. Ed è proprio il team principal delle Frecce d’argento a sapere che cosa potrebbe succedere se la rossa si dovesse inserire, con costanza e risultati, nella lotta per il Mondiale: "Se potessi - ha spiegato l’austriaco - non vorrei giocarmi un titolo con il mio vecchio amico Lewis perché, quando sente l’odore del sangue, lui scatta". 

Pazza idea

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 Nonostante Fred Vasseur chieda di mantenere la calma, ben consapevole di quanto un singolo successo non basti per garantire la continuità di risultati fondamentale per poter pensare di infastidire una Mercedes che, fino a questo punto del campionato, non ha vinto solo una delle sette gare archiviate, la voglia di rivedere il Cavallino impegnato in una sfida per il titolo è tanta, dentro e fuori la squadra. Hamilton sorride non solo guardando la classifica, che oggi lo vede secondo a 41 punti di distacco da Kimi Antonelli e davanti all’altra Mercedes, quella di George Russell, di 9 lunghezze, ma soprattutto pensando a un team che finalmente, dopo un anno d’esordio in rosso difficilissimo, sente di aver compreso e aiutato ad andare nella giusta direzione. La complicità con il suo nuovo ingegnere di pista Carlo Santi, gli input dati al team attraverso "report redatti sul lavoro in fabbrica e in pista" dal britannico per tutto il corso del 2025, e la piena fiducia che Vasseur gli ha dimostrato anche nei momenti più duri, sono una vittoria che oggi vale molto più del 106° successo in F.1 di Hamilton. Basi solide. alle quali hanno contribuito la schiettezza e a tratti anche l’ostinazione del britannico, sulle quali poter costruire la restante parte della stagione, consapevoli a Maranello di avere tra le mani una vettura nata sotto una buona stella, soprattutto dal punto di vista telaistico, migliorata ancora con l’importante pacchetto di aggiornamenti portato in pista a Montmelò. Sulla forza potenziale di questa Ferrari è stato molto chiaro il campione del mondo in carica Lando Norris: "Siamo fortunati che a Maranello non abbiano il motore migliore al momento, altrimenti sarebbero dominanti. Sono loro i migliori in termini di prestazione in curva e noi siamo ancora lontani". 

Motore

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Il cruccio resta dunque la power unit, nell’attesa della pubblicazione ufficiale da parte della Fia dell’Aduo, il meccanismo che garantisce sviluppi extra ai motoristi in difficoltà per questa e la prossima stagione. Ai team è già stato comunicato il verdetto da parte della Federazione ma la pubblicazione tarda ad arrivare a causa delle richieste di chiarimento della Red Bull, a sorpresa indicata come miglior power unit della griglia. Il Cavallino, che accuserebbe un deficit compreso tra il 4 e il 6% avendo così diritto a due sviluppi aggiuntivi in questa stagione e due nella prossima, sarebbe già pronto per portare in Austria, fra due settimane, il primo step evolutivo del suo motore (che inizialmente doveva debuttare a Spa), in un appuntamento coincidente con lo sblocco della terza power unit. Il secondo importante miglioramento dovrebbe invece arrivare a settembre, in tempo per l’appuntamento di Monza. L’obiettivo sarà quello di recuperare in stagione circa 30 cavalli di potenza, necessari per affrontare le gare più sfidanti in termini di velocità, e gestione dell’energia, del calendario. Un passo decisivo, che dovrà però essere superiore anche ai miglioramenti e gli sviluppi che porteranno gli avversari: "La cosa fondamentale quest’anno sarà solo una — ha spiegato Vasseur — la capacità di sviluppo del team per continuare a migliorare la vettura, perché è lì che si deciderà il titolo". Motore e telaio, lavoro in fabbrica e costanza in pista. "Ma non ho mai pensato che non ce la potessimo fare" ha promesso Hamilton.

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