Patente di guida con i punti finiti: c'è un errore che può costare carissimo

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Azzerati i punti sulla patente, scatta l'obbligo di esame di revisione entro 30 giorni, ma molti automobilisti aspettano un avviso dal Ministero che la legge non impone. Un errore che può costare oltre 8.000 euro.

Martin Fedrizzi

18 giugno - 13:09 - MILANO

La patente a punti è stata introdotta in Italia da oltre 20 anni, tuttavia ancora oggi molti automobilisti sono all'oscuro di alcune delle procedure previste da questo sistema. Tra gli aspetti spesso meno chiari rientra sicuramente il caso dell'esaurimento dei punti: una volta che il saldo dei punti rimasti scende a zero, la Motorizzazione Civile emana un "decreto di revisione" per informare il guidatore che deve rifare l'esame, entro 30 giorni dalla data di notifica del decreto stesso. Non mancano tuttavia gli automobilisti convinti che l'obbligo di revisione scatti solo dopo aver ricevuto dal Ministero regolari aggiornamenti sul saldo dei punti decurtati. Ed è qui che si nasconde l'errore che può mettere a rischio la propria patente. Il Ministero invia effettivamente una comunicazione ogni volta che il saldo cambia, ma si tratta di un atto puramente informativo

a cosa prestare attenzione

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La legge e la giurisprudenza consolidata stabiliscono che la conoscenza legale della decurtazione si acquisisce già con la notifica del singolo verbale di infrazione. Aspettare un avviso che non è dovuto, ignorando il proprio saldo punti, può significare ritrovarsi con il decreto ufficiale di revisione tra le mani senza essersi mai preparati ad affrontarlo. Per capire perché questo principio sia così solido dal punto di vista legale, vale la pena ripercorrere come funziona il sistema nella pratica. Ogni patente parte da un saldo di 20 punti, che nel tempo può salire fino a 30 grazie ai bonus biennali riservati a chi non accumula infrazioni. Ogni violazione che comporta decurtazione viene accertata con un verbale, che indica esplicitamente quanti punti verranno sottratti. Una volta che quel verbale diventa definitivo, perché è stato pagato o perché i termini per il ricorso sono scaduti, la perdita di punteggio viene registrata e si considera legalmente nota al conducente. Da quel momento, la successiva comunicazione ministeriale con il saldo aggiornato non aggiunge nulla sul piano giuridico, come il Consiglio di Stato ha chiarito in più occasioni, sottolineando che eventuali ritardi o mancanze nell'invio di quella nota non incidono in alcun modo sulla legittimità del successivo decreto di revisione. Quando l'Anagrafe Nazionale degli Abilitati alla Guida registra il punteggio a zero, la Motorizzazione Civile è quindi tenuta per legge a emettere il provvedimento che invita l'automobilista rimasto senza punti sulla patente a sottoporsi all'esame di revisione.

cosa fare con il saldo a zero

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Una volta ricevuto il decreto di revisione, anche se non si è ricevuto il nuovo saldo dei punti, il conducente ha 30 giorni di tempo per presentare l'istanza d'esame presso gli uffici della Motorizzazione Civile o tramite un'autoscuola abilitata e durante questo periodo la patente rimane valida e la circolazione è consentita. Se poi l'esame viene superato, sia nella prova teorica che in quella pratica, il saldo viene riportato a 20 punti. Se invece il conducente non presenta la domanda entro i termini o non si presenta all'esame la patente viene sospesa a tempo indeterminato e il documento resta inutilizzabile fino al superamento delle prove. La sanzione prevista per chi fosse fermato alla guida con patente sospesa va da 2.046 a 8.186 euro, come disciplinato dall'art. 218 del Codice della Strada, cui si aggiunge il fermo amministrativo del veicolo per tre mesi e, in caso di reiterazione, la confisca. Uno strumento utile per conoscere la propria situazione resta il Portale dell'Automobilista, che consente di verificare in qualsiasi momento il proprio saldo punti.

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