Paratici detta la linea: "Club non in vendita. Kean resta centrale, Ndour incedibile"

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Il ds viola fa chiarezza sugli obiettivi: "Sarà una squadra competitiva e duratura. I Commisso rappresentano il presente e il futuro". Il dg Ferrari: "Spero che la situazione con Antognoni si risolva" 

Ilaria Masini

Collaboratore

18 giugno - 12:57 - BAGNO A RIPOLI (FI)

Sarà una Fiorentina “competitiva e duratura”. Sono questi i due aggettivi utilizzati dal direttore sportivo Fabio Paratici “per far arrivare negli anni il club al massimo della competitività ed è una situazione molto più ampia del calcio mercato. È un discorso che parte da competenze specifiche di alto livello e una forma mentis che deve iniziare dall’organizzazione societaria. Bisogna fare in modo di lavorare affinché gli obiettivi diventino sogni realizzati”. E il direttore generale Alessandro Ferrari ribadisce ancora una volta: “La società non è in vendita e i Commisso rappresentano il presente e il futuro della Fiorentina. Rocco voleva vincere? Fa sempre parte della mentalità della famiglia e ci sono tanti step su cui lavorare e da raggiungere insieme”. 

il posto giusto

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Il direttore sportivo Fabio Paratici e il direttore generale Alessandro Ferrari di ritorno ritorno dagli Stati Uniti, dove si sono confrontati con il presidente Giuseppe Commisso e sua madre Catherine, espongono al Viola Park le linee guida che accompagneranno la Fiorentina: “È stato un incontro ottimo con la proprietà - dice subito Paratici - che ci ha ribadito di voler costruire una Fiorentina competitiva e duratura. C’è bisogno di tempo perché le cose non si fanno in pochi mesi. Io per primo ho una mentalità molto competitiva e per fare un esempio non accetto che si possa arrivare ottavi per quattro anni di seguito, semmai un anno quattordicesimo e poi fra il quarto-sesto porto. Questo per dire che non ammetto situazioni ‘piatte’, ma che serve costruire qualcosa di continuativo con un’organizzazione che porti stabilmente il club a essere di livello, anche con cadute che però poi portino a forti ripartenze. Sono arrivato con grande entusiasmo e sono uno totalitario sul lavoro cioé penso solo a quello. Bisogna prima costruire e poi pensare alla classifica che è una conseguenza”. 

kean

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Uno degli uomini al centro dell’interesse di Firenze é Kean per il quale ieri c’è stato un primo incontro con l’entourage e su cui Paratici dice: “Siamo in un periodo di mercato e ci sono interlocuzioni con i vari entourage. Moise è un patrimonio del calcio italiano e della Fiorentina e siamo molto felice di averlo con noi. L’ho conosciuto che aveva nove anni e l’ho visto crescere e posso dire che speriamo che sia il nostro centravanti, poi nessun club è mai completamente padrone del proprio mercato perché nessuno può trattenere giocatori di fronte a offerte importanti. Vale per tutte le società e per tutti i giocatori”. In pratica Kean partirà di fronte a un’offerta veramente vantaggiosa, sennò la Fiorentina sarà più che felice di ripartire dal centravanti della Nazionale. Altri singoli di cui parla sono Comuzzo: “Ha grande valore e dobbiamo avere cura di lui ancor più perché è molto giovane” e Dodo: “Ha 28 anni e legittime ambizioni quindi vediamo cosa accadrà”. Ma soprattutto su Ndour che il direttore sportivo valuta praticamente incedibile: “È al centro del progetto della Fiorentina, anche perché ha appena iniziato, ha fatto una buonissima seconda parte di stagione e ci aspettiamo migliori ancora”. 

mercato

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Pochissime indicazioni su acquisti e cessioni, ma Paratici parla di un mercato che dovrà essere “elastico” cioè in base a offerte e opportunità: “Il budget fa parte di una totalità del club, non solo del mercato. È chiaro che in generale abbiamo delle strategie ma è altrettanto chiaro che non si può raccontare sempre tutto. Abbiamo tanti giocatori sotto contratto che dovremo sistemare, poi abbiamo un’idea in entrata di ciò che vogliamo fare, ma è tutto correlato e il mio obiettivo è creare qualcosa di importante che non è per forza legato al monte ingaggi. La Fiorentina non ha certo perso appeal perché ha una storicità che è indipendente dal risultato sportivo. Autofinanziamento? Il calcio non è un conto della serva, ma dipende da tanti fattori”. Infine la scelta di Fabio Grosso come allenatore: “Ci piace il suo profilo con le caratteristiche che cercavamo. Da un tecnico moderno e di livello ci aspettiamo anche che ragioni un po’ in termini aziendali, comprendendo tutte le sfaccettature del club”.

stadio e nodo antognoni

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Tocca invece al d.g. Alessandro Ferrari commentare la volontà di Giancarlo Antognoni che, in disaccordo da anni con la società, non parteciperà al festeggiamento del centenario: “Spero che la situazione si risolva. Ricordando anche che non è il centenario della famiglia Commisso, ma della Fiorentina e anche che la signora Catherine era rimasta molto colpita in positivo da Antognoni nel giorno della Messa commemorativa per Rocco in Duomo. Mediacom? Continuerà a rimanere il main sponsor della Fiorentina, indipendentemente dalla scritta sulla maglia. Il restyling dl Franchi? Confermiamo la nostra manifestazione di interesse per aiutare economicamente nel progetto di ristrutturazione”. Infine un passo indietro sulla stagione appena finita con Alessandro Ferrari che conclude: “Prima di tutto ci auguriamo che non si ripeta in futuro una stagione di sofferenza come lo scorso anno. Serve una Fiorentina stabile e solida, in un percorso di crescita e sostenibilità, che permetta di costruire qualcosa di sempre più forte. Ringraziamo Vanoli e il suo staff per il lavoro enorme e la serietà che ci ha portato alla salvezza”.

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