Wec, le novità per il 2030: singola piattaforma, trazione posteriore e apertura all'idrogeno

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Alla vigilia della 94esima edizione della 24 Ore di Le Mans, la Fia e l'ente organizzatore Aco hanno delineato l'atteso regolamento tecnico futuro: dal 2030 ci sarà una sola piattaforma per tutti e l'idrogeno sarà ammesso nella massima categoria

Alessandro Follis

13 giugno - 09:40 - LE MANS (FRANCIA)

Il ciclo di omologazione delle Hypercar attuali ha finalmente una data di scadenza: nel 2030 ci sarà una rivoluzione regolamentare che metterà fine alla distinzione tra Lmh e Lmdh. Finora si era parlato tanto delle due vie per interpretare la massima categoria del Mondiale Endurance (Wec), la Lmh con piena libertà di progettazione e possibilità di inserire la trazione ibrida anche sull'asse anteriore e la Lmdh con telaio, cambio e componente ibrida standard. La decisione di Fia e Aco è la via della semplificazione: una piattaforma uguale per tutti, a trazione posteriore e con sistema ibrido obbligatorio per tutti. I costruttori manterranno però la possibilità di acquistare telai e altri componenti da fornitori esterni, come già avviene nelle attuali Lmdh, oppure di sviluppare tutto in casa, una soluzione per cui case come Ferrari hanno lottato a lungo. Inoltre, sarà aggiunta una classe riservata ai veicoli a idrogeno, con lo stesso regolamento tecnico in termini di sistema ibrido e powertrain, ma con un Equivalence of Technology a equilibrare le prestazioni.

Più potenza

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L'obiettivo finale del nuovo regolamento, concordato da Fia e Aco con i costruttori, è quello di ridurre i costi e consentire una piena convergenza attraverso il Wec e la serie americana Imsa, i due campionati principali che vedono impegnate le Hypercar. La libertà sarà comunque garantita ai costruttori in termini di specifiche dell'unità termica, come già avviene al momento, oltre che sulla personalizzazione estetica, mentre molti dettagli aerodinamici saranno limitati nello sviluppo. Inoltre, la potenza del motore a combustione vedrà un aumento di circa 20 kW (27 Cv) rispetto ai 520 kW massimi della generazione attuale. Inoltre, lo sviluppo delle vetture sarà congelato per un ciclo di omologazione di cinque anni, fatto salvo per casi di modifiche relative a questioni di sicurezza o di evidenti deficit di prestazione.

Largo all'idrogeno

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Altro tema di discussione caldo degli ultimi anni è stato quello dell'idrogeno, da tempo considerato una soluzione per il futuro della classe Hypercar e guardato con grande interesse da costruttori come Toyota. Per la prima volta, Fia e Aco hanno trovato un accordo formale sulla sua introduzione nella massima categoria dell'endurance. Le Hypercar di questa classe, denominata H2, seguiranno la base di regolamento spiegata in precedenza, con trazione posteriore e sistema ibrido, con la distinzione di un peso minimo di 1.200 kg e di pneumatici specifici. Sarà applicato un sistema di Equivalence of Technology per equilibrare le prestazioni, senza avvantaggiare alcuna soluzione. In questo contesto si inserisce il lavoro che da anni Toyota sta portando avanti sui motori a combustione con idrogeno liquido come carburante, già impiegati in Giappone nei rally e nella categoria endurance Super Taikyu a bordo di una GR Corolla. Ovviamente, per vedere questa categoria in azione occorrono ancora molti sviluppi in termini di rifornimento e stoccaggio del carburante.

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