Volvo, 70 anni fa nasceva la prima cintura di sicurezza

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Nel 1956 sul prototipo della Amazon apparve per la prima volta una cintura diagonale a due punti. Oggi siamo al modello multi-adattivo montato sulla nuova EX60. Storia di un elemento che ha cambiato le auto

Maurizio Bertera

21 marzo - 08:07 - MILANO

Secondo recenti analisi, senza la cintura di sicurezza avremmo almeno un milione di morti in più sulle strade del mondo da quando è stata introdotta. Numeri difficilmente calcolabili con precisione pensando che sino agli anni ’70, i costruttori non erano obbligati a montarle sulle auto di serie. In Italia, per esempio, solo nel 1976 viene introdotto l’obbligo di dotare tutte le vetture nuove degli attacchi per le cinture di sicurezza, ma è solo la legge 111, dell'11 aprile 1988, che ne rende obbligatorio l’uso sui sedili anteriori, a fronte di sanzioni economiche per gli inadempienti. Nel 2003, con la “patente a punti”, si aggiunge anche la decurtazione di cinque punti, infine dal 2006 diventa obbligatorio usarla anche sui sedili posteriori. Detto questo, se c’è una Casa che sul tema ha dato un contributo fondamentale per l’intero settore automotive, è Volvo.

BREVETTI ANTICHISSIMI

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Perché, a parte singoli esperimenti persino nel XIX secolo (il primo brevetto, in America, risale al 1885) fu la casa svedese a cercare di portare il concetto della cintura di sicurezza (già presente sulle auto da corsa) nella produzione di serie 70 anni fa. Nel 1956, sul prototipo della Volvo Amazon (conosciuta in alcuni mercati come Volvo 120 Series) infatti apparve per la prima volta una cintura diagonale a due punti, posizionata sul torace. Merito di un ingegnere aeronautico (all'epoca venivano cercati moltissimo dalle Case automobilistiche), lo svedese Nils Bohlin, che comprese quanto fosse importante per conducente e passeggeri, in caso di urto, non essere catapultati violentemente in avanti.

IL DEBUTTO SULLA PV544

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Dopo anni di studi, nel 1958 arriva la cintura di sicurezza a tre punti, registrata con brevetto libero in modo tale da renderla utilizzabile senza costi aggiuntivi anche da altre case automobilistiche. La Volvo la monta di serie dapprima sulla PV544, auto prodotta a partire dal 1959, e successivamente, dal 1963, la estende a tutta la propria gamma in produzione. Nel 1968 le cinture di sicurezza diventano avvolgibili, in grado di bloccarsi in caso di incidente; nel 1991 si aggiunge la possibilità di regolare la cintura in altezza e l'anno dopo i pretensionatori, che in caso di impatto bloccano le cinture, mantenendo il corpo saldamente assicurato al sedile. Il più è fatto, non a caso ancora oggi la struttura fondamentale di una cintura è sostanzialmente quella degli Anni ’90, ovviamente costruita meglio e perfezionata in più punti.

LA NUOVA FRONTIERA

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Oggi, a 70 anni di distanza da quei primi esperimenti, Volvo continua a essere leader indiscusso nel campo della sicurezza. La nuova EX60, Suv di medie dimensioni completamente elettrico presentato ufficialmente a gennaio 2026 e con produzione avviata nel corso dell'anno, introduce la cintura di sicurezza multi-adattiva: un sistema di ultima generazione che sfrutta dati in tempo reale provenienti da sensori avanzati interni ed esterni all'abitacolo. A differenza delle cinture tradizionali a pretensionamento standard, la nuova tecnologia è in grado di personalizzare la protezione in base a molteplici variabili: l'altezza e il peso dell'occupante, la posizione di seduta, le caratteristiche del singolo passeggero e il tipo di impatto rilevato. Il sistema regola così dinamicamente la tensione e il comportamento della cintura, offrendo un livello di protezione ottimizzato per ogni scenario di incidente e per ogni corporatura. Impensabile in quel 1956, ma senza la prima intuizione che un bravo ingegnere in forza a Volvo, non saremmo qui a parlarne.

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