La stella del Real: "Vivo un momento magico. Gioco male nella Seleçao? Punti di vista..."
13 giugno - 09:39 - MORRISTOWN (STATI UNITI)
Tutti l’aspettano, lui non si nasconde. Vinicius Junior ha preceduto Carlo Ancelotti nell’attesissima e frequentatissima conferenza stampa di presentazione di Brasile-Marocco, prima grande sfida di questo Mondiale. I campioni d’Africa (pur sub iudice) 4 anni fa in Qatar sono arrivati alle semifinali e rappresentano un test assai probante per il Brasile.
Attorno a voi c’è grande fiducia, ed enorme pressione.
"Si, è normale. Io però non ho dubbi, è chiaro che possiamo fare la storia, ci siamo preparati a lungo per arrivare qui, spero che il popolo brasiliano ci appoggi, noi abbiamo il grande desiderio di provare a renderlo felice".
E il peso?
"Si, l’aspettativa è enorme e io capisco che la gente voglia vederci tornare a casa con la coppa. Nelle qualificazioni siamo partiti male ed è ovvio che la cosa abbia minato la fiducia dei tifosi, so che per tanti non siamo favoriti per la vittoria, però ora partiamo tutti da zero e io, come i miei compagni, sono convinto che possiamo fare un bel Mondiale e magari dare quella gioia che tutto il popolo brasiliano attende da tempo. Abbiamo su di noi una grande pressione perché siamo il Paese che ha vinto più volte, ma stiamo formando un grande gruppo, con gente che ha una gran voglia di cambiare la storia calcistica di questo Paese".
Come sta Neymar?
"Spero che possa rientrare al più presto e dare il suo contributo come tutti gli altri. Io sono cresciuto guardando le sue mosse, copiando il suo stile. È stata una figura fondamentale nella mia vita di giovane calciatore. Il calcio ha bisogno di lui, e noi lo stesso, spero che si rimetta rapidamente, mi sembra che tutto proceda per il meglio".
Lei in nazionale ha segnato solo 9 gol in 49 partite, si dice che perché il Brasile pensi in grande i suoi numeri devono migliorare.
"Io penso sia un problema di quantità: al Real Madrid giochiamo ogni 3 giorni, se faccio male in due partite ho subito l’opportunità di rifarmi. Se sbaglio due incontri con la nazionale quelli dopo arrivano dopo diversi mesi e l’immagine negativa resta lì molto più a lungo. Io cerco sempre di dare il massimo, e per questo spero che il Mondiale appena cominciato per me sia meglio dell’ultimo. Il Mister è convinto che io farò una grande coppa, e la cosa mi da grande fiducia e forza".
Sente che questa Coppa può cambiare la sua carriera di calciatore?
"Diciamo che arriva in un momento magico per me, sono all’apice della mia carriera a livello fisico e tecnico, ho appena chiuso un’ottima stagione dal punto di vista personale e la cosa mi ha aiutato ad arrivare bene fin qui. Ho giocato con costanza, anche se le cose col Madrid non sono andate come volevamo. Ora sono in nazionale, dove ripeto, percepisco da parte di Ancelotti grande libertà e una sincera fiducia nei miei confronti: lui è sicuro che posso fare in nazionale ciò che faccio per il Real Madrid. Io gli credo e voglio provare a scrivere la storia del Paese e della nazionale, dobbiamo fare di tutto per vincere".
Cosa dice ai madridisti sul rinnovo? Le resta solo un anno di contratto.
"Che sono con la nazionale e parlo solo della nazionale. Quando tornerò a Madrid penserò al Real e alla prossima stagione".
In questo Mondiale ha un ruolo molto diverso rispetto a quello che aveva nel 2022, lì era all’inizio del suo percorso col Brasile, oggi è uno dei protagonisti della Seleçao, tanto che è qui in conferenza in questa vigilia tanto attesa. Cosa significa per lei questo ruolo?
"Per me è super importante e speciale poter rappresentare tutta la mia famiglia e il Paese intero. È un sogno essere qui a lottare per questa Coppa del Mondo, è il frutto di tanti anni di lavoro quotidiano, giorno per giorno, allenamento dopo allenamento. Ed è una grande opportunità per dimostrare a tutto il mondo che possiamo tornare a essere campioni. Io sono sicuro che in questo Mondiale faremo cose buone: siamo solidi in difesa e pronti al contropiede come ci chiede Ancelotti, che ha portato con sé nella nostra nazionale tutta la sua grande esperienza e il suo bagaglio impressionante di titoli".
Iniziate contro il Marocco, ed è per tutti una sfida assai equilibrata. Il livello della squadra africana è cresciuto tanto, e non è lontano da quello del Brasile. Ritiene che questa sia la Coppa più difficile della storia per la forza media delle squadre?
"Non lo so. Di certo c’è il fatto che il Marocco è migliorato molto negli ultimi anni, basta pensare all’ultimo Mondiale chiuso tra le prime quattro e poi all’ultima Coppa d’Africa vinta. Ha grandi giocatori: io a Madrid vedo Brahim Diaz tutti i giorni, e Hakimi ha vinto le ultime due Champions, non c’è molto da aggiungere. A livello generale c’è stata una crescita media dei valori in tutto il mondo, ora sono tutti competitivi. Per questa nostra prima sfida al Mondiale mi aspetto un grande partita, e il Brasile è senza dubbio preparato per provare a prendersi i 3 punti. I primi, perché vogliamo restare qui in America il più a lungo possibile".









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