Un po' Leao, un po' Pulisic, tutto flop: il Milan offre a Nkunku 4 partite per cambiare il destino

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Allegri darà spazio al francese contro il Sassuolo, forse addirittura dall'inizio al posto di Pulisic. Pagato 37 milioni e già sul mercato, deve dare segnali di vita altrimenti...

Marco Pasotto

Giornalista

2 maggio - 08:27 - MILANO

Il palloncino rosso è sgonfio. Ha perso pressione settimana dopo settimana, fino a quando è rimasto infilato nel calzettone senza che la mano di Christopher Nkunku riuscisse più a tirarlo fuori per festeggiare. In fondo Christo ha fatto proprio così: anche lui si è sgonfiato col trascorrere del calendario, dopo aver toccato un paio di picchi che lo avevano illusoriamente restituito a un calcio di alto livello. A trecentosessanta minuti dal rompete le righe, è lecito chiedersi se il francese potrebbe riuscire a lasciare un segno sulla sua stagione. Magari un paio di gol buoni per certificare l'ingresso matematico in Champions, utili nelle statistiche per essere ricordato come quello che l'ha resa materialmente possibile.

secondo lavoro

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Vale la pena provarci, anche perché peggio di così non può andare. In effetti Allegri in vista della trasferta col Sassuolo ci sta pensando. Da quanto si capisce, Leao occuperà una delle due caselle d'attacco e l'altra se la giocheranno lui e Pulisic. L'americano non sta riuscendo a scrollarsi di dosso un 2026 orribile e a Reggio Emilia potrebbe iniziare dalla panchina, cedendo il posto al compagno. Che nelle ultime nove partite ha giocato titolare soltanto una volta, nella sconfitta di Napoli. Il resto è un lungo elenco di subentri nell'ultimo spicchio di partita (il massimo sono stati i 23 minuti con la Lazio) che non lo hanno mai consacrato come salvatore della patria. C'è dell'imbarazzo in tutto ciò, perché Nkunku è stato in termini finanziari il pezzo pregiato del mercato 2025. Una ciliegina dell'ultima ora costata 37 milioni più bonus, che nelle idee del club avrebbe dovuto aumentare l'efficacia tecnica dell'attacco, l'imprevedibilità della fase offensiva e, grande equivoco, riempire la casella del centravanti anche se Christo lo ha sempre fatto come secondo lavoro. Di base resta un po' Leao e un po' Pulisic, gli piace cercare spazio allargandosi e svariare per tutto il fronte d'attacco. Ma non è un punto di riferimento fisso là davanti. L'arrivo in fretta e furia a gennaio di Füllkrug - al netto degli stenti del tedesco - certifica l'inefficacia del progetto originario.

liquidità

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Passare da "chicca" di fine mercato a esubero è un attimo, se a quelle cifre fanno da contraltare soltanto 6 gol, di cui 3 rigori, in 31 presenze. In realtà la media stagionale non sarebbe nemmeno del tutto disastrosa - una rete ogni 216 minuti -, ma è l'apporto in generale a essere deficitario, ferme restando le difficoltà di qualsiasi giocatore chiamato a essere risolutivo quando si hanno a disposizione soltanto gli ultimi venti minuti di partita. Christo dunque è sul mercato, il Milan lo considera una buona carta per ottenere liquidità necessaria a virare su altri profili e d'altra parte sulle sue qualità tecniche nessuno discute. Poi, ci sono ancora questi trecentosessanta minuti. A partire da Reggio Emilia, forse dall'inizio o forse no. Conta fino a un certo punto. Il punto semmai è lasciare un segno tangibile per provare a cambiare il proprio destino. Probabilmente è tardi, ma tentar non nuoce.

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