Un boato, entra Vlahovic: undici minuti per confermare che tra lui e la Juve è ancora amore

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Il rientro in campo del serbo contro il Sassuolo è stato convincente: i tifosi lo amano, e le bocciature di Openda e David potrebbero aprirgli le porte per un finale da protagonista

Fabio Russo

Giornalista

22 marzo - 11:32 - MILANO

Un boato che sapeva di attesa. L’urlo con cui l’Allianz Stadium ha salutato il ritorno in campo di Dusan Vlahovic 112 giorni dopo l’infortunio alla giunzione muscolo-tendinea dell’adduttore lungo di sinistra ha dato proprio la sensazione della trepidazione con cui il popolo juventino attendeva il ritorno del centravanti serbo. Da calciatore discusso e contestato fino alla scorsa stagione a salvatore della patria il passo è stato breve e poco ci è mancato perché la serata contro il Sassuolo si trasformasse in una favola a lieto fine.

IL FALLIMENTO DEI VICE-VLAHOVIC

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Attesa, trepidazione, perché nei quasi 4 mesi di assenza di Vlahovic la Juve ha svoltato sul campo ma ha sempre dato l’idea di non essere capace di sfruttare appieno la mole di gioco prodotta. Malissimo Openda, bocciato già da inizio 2026 da Spalletti, alla terza panchina consecutiva senza entrare e capace di andare a segno appena una volta (contro la Roma) in 19 apparizione, di cui appena 4 da titolare. Male, però, pure Jonathan David, che pure a un certo punto della stagione aveva lenito l’assenza del serbo, con quei movimenti a liberare l’area per gli inserimenti di McKennie e 4 gol in meno di un mese, tra gennaio e febbraio, che sembravano averlo sbloccato. Invece, il canadese si è fermato lì.

i tifosi gioiscono

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Ecco spiegato il boato che ha accolto il rientro in campo di Dusan Vlahovic. Negli 11 minuti più recupero che ha avuto a disposizione, il numero 9 si è piazzato al centro dell’area e ha fatto il possibile per rivelarsi il deus ex machina: si è conquistato il rigore che Locatelli ha poi maldestramente tirato tra le braccia di Muric, per un soffio non è arrivato sulla respinta del portiere kosovaro sul colpo di testa di Milik, ha lottato (2 duelli vinti su 4 tra aerei e a terra), ma alla fine, è rimasto poco coinvolto (appena 2 palloni toccati) come già era stato prima dell’infortunio. “Lui e Arek sono due rientri importantissimi per noi, ora con questa sosta abbiamo la possibilità di metterli in condizione – festeggia Spalletti –. Con il loro ingresso in campo qualche cosa eravamo riusciti a modificare”. La rincorsa Champions della Juve passa anche dai gol di Vlahovic. E i tifosi attendono di poter scatenare un nuovo boato.

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