L'Aula della Camera ha approvato la risoluzione di maggioranza su Kiev che, tra le altre cose, impegna il governo "a continuare a sostenere l'Ucraina, in coordinamento con la Nato, l'Unione europea, i paesi G7 e gli alleati internazionali, attraverso un contributo coerente con gli impegni assunti e finalizzato alla difesa della popolazione, delle infrastrutture critiche ed in prospettiva alla sicurezza complessiva del continente europео". Il documento impegna anche a "valorizzare il rafforzamento degli aiuti di carattere civile". Il termine sostegni "militari" non è inserito nel dispositivo con gli impegni ma compare nelle premesse.
"Sostenere l'Ucraina non significa voler prolungare il conflitto, significa evitare che la fine dell'ostilità si trasformi in una pace apparente e fragile, costruita sull'ingiustizia e destinata a spezzarsi nuovamente. Interrompere oggi il sostegno, l'aiuto all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita". Così il ministro della Difesa Guido Crosetto, nella sua informativa alla Camera sugli aiuti a Kiev.
Per il ministro "l'Ucraina ha bisogno di una capacità di difesa adeguata non per attaccare, non per vincere una guerra, non per sconfiggere un nemico, ma per proteggere il proprio territorio, la propria popolazione" e "un arretramento del supporto internazionale non porterebbe alla pace, al contrario favorirebbe un'ulteriore escalation dell'aggressione".
"Non esistono mezzi buoni e cattivi ma esistono mezzi che possono essere utilizzati in modo negativo o positivo. Un'arma è una cosa negativa quando si usa contro qualcuno, ma quando un'arma impedisce a un'altra arma di cadere su un ospedale, su una centrale elettrica o su un palazzo, è una cosa diversa. Lo spirito con cui l'Italia ha aiutato l'Ucraina finora è stato quello di impedire che chi vuole distruggere la popolazione ucraina e di piegarla potesse farlo. Di questo qualcuno di voi si vergognerà, io mi sento orgoglioso", ha aggiunto.
"Se avessi avuto la possibilità, non ce l'ho perché non le abbiamo, di dare all'Ucraina i mezzi per impedire a tutte quelle bombe di cadere, gliel'avrei data", ha detto. Crosetto ha anche aggiunto: "Mi auguro che l'unica parte che noi useremo di questo decreto sia quella civile, sia la possibilità di ricostruire ospedali, di mandare vivere i medicinali". Inoltre "vorrei che questo decreto non ci obbligasse a dare nessun altro pacchetto di aiuti militari, perché vorrebbe dire che la guerra è finita".
Nell'Aula della Camera alla fine dell'intervento del ministro della Difesa, che ha spiegato come "interrompere oggi il sostegno all'Ucraina significherebbe rinunciare alla pace prima di averla costruita", tra i banchi della maggioranza si sono alzati ad applaudirlo i deputati di Forza Italia e Fratelli d'Italia. Non si sono alzati invece quelli della Lega che, però, interpellati in merito, ribadiscono che sulla risoluzione voteranno con il resto della maggioranza.
"La popolazione ucraina vive senza il 90% dell'energia, del gas e della luce. Nel 2025 le vittime civili hanno superato le 2.500 unità, i feriti 11.000 con un incremento del 26% rispetto al 2024 e del 70% rispetto al 2023. Gli attacchi da lunga gittata hanno causato il 51% delle vittime civili colpendo soprattutto centri urbani che nulla hanno a che fare col fronte di guerra. L'Ucraina affronta un'emergenza umanitaria paragonabile per intensità alla stessa di Gaza da oltre 1.421 giorni, ormai quattro lunghissimi anni. Il presidente Putin parla di pace e si presenta come chi difficilmente vuole farlo. Oltre il 90% degli attacchi, il 93% degli attacchi russi colpisce, lo ricordo, obiettivi civili." ha detto Crosetto.
"Tra il 6 e il 12 gennaio - ha aggiunto il ministro - sono stati documentati 44 attacchi russi contro impianti energetici e solo a Kiev oltre 1.000 edifici sono rimasti senza riscaldamento. Il 13 gennaio, due giorni fa, Mosca ha condotto il bombardamento più intenso degli ultimi 24 mesi". Crosetto ha anche spiegato che "la Russia non ha mai interrotto guerre e bombardamenti, nemmeno per un solo giorno. Persino Hamas, un'organizzazione terroristica brutale e priva di giustificazioni, a un certo punto ha accettato una tregua, ha sospeso i combattimenti e ha inventato un percorso diverso. La Russia finora no, nessuna pausa, nessun segnale, nessun gesto concreto".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA

2 ore fa
3











English (US) ·