Dopo le frizioni della scorsa estate, con Washington che ha cancellato la legge californiana che vieta la vendita di auto termiche dal 2035, si allarga lo scontro fra le parti. Con l'azione legale intentata contro Sacramento, Trump e gli Stati Uniti puntano ad ottenere una sentenza che dichiari illegittimi gli obblighi imposti dal governatore Gavin Newsom. Che, attraverso il suo portavoce, attacca
Alla Casa Bianca le attenzioni sono tutte rivolte verso la guerra in Medio Oriente, con il conflitto tra gli Stati Uniti e Israele contro l'Iran, con appendici e ripercussioni anche sull'attualità, in particolare sull'aumento del prezzo dei carburanti a causa della chiusura temporanea dello Stretto di Hormuz, e sullo sport, dalla Formula 1 alla Coppa del mondo Fifa in programma dall'11 giugno prossimo con partite negli States, in Canada e in Messico. Nel frattempo, come riportato dalla Reuters, Donald Trump ha rispolverato una sua vecchia battaglia: quella contro le auto elettriche e, più in generale, contro gli standard proposti da alcuni governatori in materia di emissioni inquinanti dei veicoli. E così, nella giornata di giovedì 12 marzo 2026, da Washington è partita un'azione legale contro lo Stato della California, da sempre all'avanguardia e particolarmente attento ai temi relativi ai gas che fuoriescono dai tubi di scarico delle auto. Di fatto si tratta di un nuovo capitolo dell'aspra battaglia con Sacramento che, non più tardi della scorsa estate, ha visto il Tycoon cancellare la legge californiana che vieta la vendita di auto termiche dal 2035. Trump, inoltre, ha criticato ripetutamente i prezzi (i più alti del Paese, principalmente a causa delle tasse e delle normative ambientali) della benzina nello Stato guidato Gavin Newsom, il governatore democratico che potrebbe anche sfidarlo nella campagna elettorale del 2028.
normative e sentenze
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Affonda nel passato degli Stati Uniti questo confronto che, inevitabilmente, avrà delle ripercussioni anche sul presente (anche di alcuni marchi dell'automotive) e sul futuro (di Sacramento e non solo). La California, infatti, è stata esentata dagli obblighi previsti dalla legge sulla qualità dell'aria del 1967 che regola, attraverso appositi standard (stabiliti in accordo con l'Epa, l'Agenzia per la protezione ambientale) sulle emissioni di inquinanti atmosferici per i nuovi veicoli a motore, il settore nei 50 Stati membri e nel Distretto di Colombia. A finire sul banco degli imputati sono stati, soprattutto, il California Air Resources Board, l'agenzia statale che definisce le politiche sulla qualità dell'aria, e l'Advanced Clean Cars II che prevede, fra le altre cose, la vendita di veicoli nuovi a zero emissioni di CO2 (compresi gli ibridi plug-in) a partire dal 2035. A partire dallo scorso anno a Sacramento è stata utilizzata questa facoltà per ottenere oltre 100 deroghe alla preemption federale per nuovi standard statali sulle emissioni dei veicoli e per la modifica di quelli esistenti. Il portavoce di Gavin Newsom, Anthony Martinez, ha contestato duramente la causa intentata da Washington proprio in un momento in cui i costi dei carburanti sono in costante aumento a causa della guerra con l'Iran. "I prezzi della benzina stanno salendo alle stelle in tutto il Paese a causa delle scelte sconsiderate di Trump - ha dichiarato -, e ora attacca la California per aver cercato di dare ai californiani maggiore libertà e opzioni più economiche". Dalla Casa Bianca, però, si punta ad ottenere una sentenza che dichiari illegittimi gli obblighi imposti dallo Stato occidentale, ma anche da New York, in materia di veicoli a emissioni zero, anche per scongiurare la creazione di un ipotetico sistema parallelo (a livello di standard e di normative da applicare e seguire) per la già sofferente industria automobilistica.









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