A luglio il Lambretta Club Milano riporterà sulle strade lombarde lo spirito dell’impresa del 1951, quando 573 concorrenti attraversarono la regione in una sola giornata. La rievocazione storica si svilupperà in due tappe tra Brianza, Lario, Valsassina, Orobie e Valtellina
Valerio Boni
27 giugno - 14:01 - MILANO
Negli anni Cinquanta, quando condivideva la popolarità con la Vespa, la Lambretta non era soltanto uno scooter. Era un mezzo di libertà, di mobilità popolare, di orgoglio industriale e anche di avventura. Un simbolo dell’Italia che ripartiva, che scopriva la voglia di muoversi e di misurarsi con strade ancora lontane dall’essere comode come quelle di oggi. In quel clima, l’8 luglio 1951, nacque il primo Giro di Lombardia in Lambretta, una manifestazione che portò sulle strade della regione 573 concorrenti e che venne raccontata all’epoca come un evento motoristico di massa senza precedenti. Settantacinque anni dopo, quella pagina torna a vivere. Il Lambretta Club Milano sta infatti organizzando per il 18 e 19 luglio 2026 la prima rievocazione storica del Giro di Lombardia in Lambretta, iniziativa nata per celebrare l’anniversario dell’edizione del 1951 e per trasformare una memoria motoristica in un viaggio attraverso il territorio. Non sarà una copia dell’evento originale, perché l’idea di attraversare in un solo giorno tutte le province lombarde oggi non sarebbe più riproponibile con lo stesso spirito e le stesse condizioni. Sarà piuttosto una rievocazione ragionata, destinata a diventare biennale, capace di unire passione per la Lambretta, cultura del viaggio lento e valorizzazione dei paesaggi lombardi.
il ritorno
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L’edizione storica del 1951 aveva il sapore dell’impresa. Il percorso misurava 437 chilometri e la filosofia era semplice solo in apparenza: dimostrare che quaranta chilometri orari (la media imposta per i controlli orari), mantenuti con regolarità, potevano bastare per affrontare un grande giro regionale con un veicolo agile, resistente e alla portata di molti. Oggi quella velocità sembra appartenere a un altro mondo, ma proprio lì sta il fascino dell’iniziativa. La rievocazione non punta a celebrare la prestazione pura, bensì il rapporto tra uomo, macchina e strada. Un rapporto fatto di pazienza, meccanica essenziale, rumore di motore a due tempi, soste, salite, discese e spirito di gruppo.
si parte da concorezzo
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Il nuovo Giro di Lombardia in Lambretta partirà da Concorezzo, in Brianza, sabato 18 luglio. Il ritrovo è previsto al Bar Il Granaio, con partenza alle 8 in direzione del lago di Lecco. Da lì il gruppo salirà verso uno dei tratti più scenografici del percorso, la strada panoramica che da Varenna porta al passo Agueglio. È una delle balconate più suggestive sul Lario, con scorci sui tre rami del lago di Como e sulle montagne lecchesi. La prima parte della giornata sarà quindi un’immersione nel paesaggio prealpino, tra lago, boschi e tornanti, fino alla pausa pranzo allo chalet Cainallo, nel parco delle Grigne. Nel pomeriggio la carovana proseguirà attraverso la Valsassina, il passo Culmine San Pietro, la Val Taleggio e la Val Brembana. Sono strade che sembrano fatte per raccontare la Lombardia meno scontata: non quella delle tangenziali e dei capannoni, ma quella dei borghi, delle valli, dei pascoli, delle antiche vie commerciali e delle montagne che hanno modellato per secoli la vita delle comunità locali. La prima giornata si concluderà a Serina, nel cuore delle Orobie bergamasche, località legata alla storica via Mercatorum. Qui sono previsti cena, pernottamento e una cerimonia con la consegna di una medaglia commemorativa ai partecipanti, ideale richiamo alla medaglia originale del 1951.
verso passo san marco
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La seconda tappa, domenica 19 luglio, porterà la rievocazione ancora più in alto. Da Serina il gruppo salirà verso il passo San Marco, valico a 1.992 metri di quota che collega la Val Brembana alla Valtellina. Anche questo tratto ha un forte valore storico, perché per secoli fu un importante confine, oltre che una via commerciale strategica tra la Lombardia e il mondo alpino, con il rifugio Cà San Marco, edificato nel 1593, a testimoniare il passaggio di mercanti, viaggiatori e uomini di montagna. Per le Lambretta sarà uno dei momenti più simbolici del percorso, su una salita vera, lunga, alpina, lontana dalle comodità della mobilità contemporanea e per questo perfetta per restituire il senso dell’impresa. Dopo lo scollinamento, la discesa porterà i partecipanti verso Morbegno, con sosta in città, e poi in località Forcola per il pranzo al ristorante La Brace, nel cuore della tradizione valtellinese. Nel pomeriggio il rientro avverrà lungo il ramo lecchese del lago di Como, quello manzoniano, prima di attraversare nuovamente la Brianza e chiudere il giro a Concorezzo intorno alle 18. In due giorni la rievocazione toccherà le province di Milano, Monza e Brianza, Lecco, Bergamo e Sondrio, scegliendo quindi il “versante nord” della regione come primo capitolo di un progetto più ampio.
un appuntamento nazionale
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All’evento sono attesi lambrettisti provenienti non solo dalla Lombardia, ma anche da Piemonte, Veneto, Emilia-Romagna e Marche. Un dettaglio importante, perché conferma come la Lambretta continui a essere molto più di un oggetto da collezione. È un linguaggio comune, un modo di riconoscersi, una memoria condivisa che attraversa generazioni diverse. Per alcuni partecipanti sarà un ritorno alle origini familiari, per altri la scoperta di un mezzo che ha segnato la storia della mobilità italiana. Per tutti sarà l’occasione di vivere la Lombardia a un ritmo diverso, più vicino a quello del 1951 che a quello del traffico contemporaneo.









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