"Oggi non stiamo semplicemente
portando in approvazione un documento urbanistico. Stiamo
proponendo al Consiglio e alla città un'idea per il suo futuro.
Un'idea di Torino che non si limita a custodire ciò che ha
ereditato, che però rispetta, ma prova a rinnovarlo, che non
separa sviluppo e qualità urbana, che riconosce i quartieri, le
centralità, le differenze, le fragilità e le potenzialità della
città reale. Un'idea di Torino che affida alla pianificazione
non un ruolo ornamentale e burocratico, ma una funzione
essenziale di indirizzo pubblico". Così l'assessore comunale
all'Urbanistica Paolo Mazzoleni ha illustrato la delibera
relativa al progetto preliminare del nuovo Piano Regolatore
Generale di Torino arrivato in Sala Rossa per la votazione.
Mazzoleni lo ha descritto come "un dispositivo tecnico ma
anche un atto politico nel senso più alto del termine, un punto
di arrivo e di partenza" sottolineando che il nuovo Prg "nasce
dalla convinzione che Torino abbia bisogno di una nuova
istituzione urbanistica, più adattiva, più inclusiva, più
innovativa".
Tre le visioni del Piano, ha spiegato ancora, "innovazione,
welfare ed ecosistema sono le tre visioni, dietro a cui ci sono
otto ambiti tematici che sono dimensioni che si intrecciano fra
loro per una città capace di innovare, prendersi cura dei propri
abitanti e agire come un ecosistema urbano più equilibrato".
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2 ore fa
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