Troppi risultati insoddisfacenti: 7 sconfitte nelle ultime 10 partite. Occhio a D’Aversa
23 febbraio - 00:14 - GENOVA
Il momento della riflessione è cominciato un attimo dopo la conclusione di una partita, quella di Genova, iniziata con il verso sbagliato e finita pure peggio. Non sono, però, solo gli ultimi novanta minuti, certamente lontani anni luce dallo spirito da Toro, a spingere la proprietà granata a ponderare con attenzione il futuro del tecnico Marco Baroni. Nelle ultime dieci giornate di campionato (dal 27 dicembre, Toro-Cagliari 1-2), i granata hanno raccolto sette sconfitte, un pareggio e appena due vittorie. Più in generale, la società è delusa dall’andamento e dal cammino avuto da una squadra costruita in estate con ben altre premesse e che, finora, in ventisei giornate di campionato, ha perso tredici volte e da ieri è tornata ad avere la peggiore difesa del campionato: i tre gol di Genova appesantiscono il bilancio portando a 47 il numero delle reti subite. Sono queste, dunque, ore molto delicate per il futuro della guida tecnica: fino a questo punto della stagione, la proprietà è stata sempre molto prudente e ha sempre rinnovato, e — va detto — con convinzione, la fiducia al tecnico Baroni. Lo ha fatto anche dopo la pesante sconfitta di un mese fa a Como, quando non era affatto un passaggio scontato. Gli avvenimenti delle ultime due giornate, però, prima con la sconfitta casalinga contro il Bologna e poi con quella di ieri, nella casa del Genoa, sia per l’entità sia per il modo con cui sono arrivate, impongono una riflessione approfondita.
il silenzio
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Ieri, a Marassi, alla fine della partita, il tecnico del Toro Marco Baroni ha scelto di vivere nel silenzio una sconfitta che fa molto male a tutto l’ambiente. Anche Baroni è rientrato a Torino nel pomeriggio (naturalmente insieme al gruppo) con una profonda amarezza per quello che non è riuscito a dare alla squadra in tutti questi mesi, fino a questo punto del suo governo torinista pur avendo conosciuto delle finestre apprezzabili nel cuore dell’autunno. Da fine novembre, poi, c’è stata una progressiva caduta: anche per lui questo è un momento di sincero dolore. L’allenatore ha dato appuntamento alla squadra domani pomeriggio al Filadelfia per la ripresa degli allenamenti, e aspetta le decisioni della società. Ieri il presidente Urbano Cairo ha seguito la partita dalla tribuna di Marassi, poi è rientrato a Milano insieme al direttore sportivo, Gianluca Petrachi. Oggi la riflessione entrerà nel vivo, si esamineranno in maniera approfondita tutte le possibilità che, in questo momento, lo scenario e il mercato presentano.
la candidatura
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Non c’è ancora nulla di deciso, ma ovviamente la panchina di Baroni è appesa a un filo. All’orizzonte, tra gli allenatori disponibili, prende quota la candidatura di Roberto D’Aversa, da seguire con attenzione: il tecnico pescarese ha il 3-5-2 come marchio di fabbrica, questo gli agevolerebbe da subito il processo di integrazione. Nel caso, insieme a lui arriverebbe anche il vice Salvatore Sullo, ex molto apprezzato, che conosce bene il mondo granata. Sullo è stato il braccio destro di Gian Piero Ventura nel Toro che arrivò agli ottavi di Europa League nel 2015, quando il ds era ancora Petrachi.










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