Il Toro ha accelerato con decisione
sul mercato e ha centrato un colpo per reparto (Marianucci in
difesa, Prati a centrocampo e Kulenovic in attacco), ma adesso
servono le risposte sul campo. Perché se il ds Petrachi ha
provato a mettere una toppa agli errori della scorsa estate,
tanto da aver già salutato Asllani e Ngonge dopo appena sei
mesi, ora c'è Baroni a dover svoltare. Il tecnico sa che la sua
panchina non è mai stata così bollente, la gara contro il Lecce
ha tanto il sapore dell'ultima spiaggia.
I risultati, d'altra parte, non mentono: quattro sconfitte di
fila che diventano otto nelle ultime undici giornate di
campionato, 40 gol subiti in 22 gare che rappresentano la
peggior difesa del torneo, una sola rete segnata negli ultimi
360 minuti. E poi c'è il margine sulla zona retrocessione che si
è assottigliato ad appena sei lunghezze sulla Fiorentina, ma il
Lecce avversario nel lunch-match al Grande Torino è a soli
cinque punti. Così Vlasic e compagni hanno vissuto la marcia di
avvicinamento all'appuntamento in ritiro, una "punizione"
iniziata martedì per cercare di rialzare la testa dopo i sei
schiaffoni presi a Como.
Durante la settimana però l'infermeria non si è svuotata e
Simeone viaggia verso il il terzo forfait di fila, con Njie e
Zapata in ballottaggio per affiancare Adams. Baroni avrà due
armi in più come i volti nuovi Marianucci e Prati ma con ogni
probabilità partiranno dalla panchina, per Kulenovic è in atto
una corsa contro il tempo per completare l'iter burocratico per
il tesseramento, intanto il tecnico ha provato la difesa a tre
con Tameze, Maripan e Coco e la solita mediana formata da
Casadei, Ilkhan e Vlasic. Oltre alle insidie del Lecce, il Toro
dovrà anche fare i conti con la situazione ambientale: i gruppi
organizzati della Maratona hanno annunciato lo sciopero del tifo
in curva, questa volta la contestazione non riguarderà soltanto
il presidente Cairo ma pure la squadra.
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2 giorni fa
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