'The Madison', Michelle Pfeiffer e la seconda vita da star della tv

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(di Lucia Magi) Sei episodi, un cast stellare e una storia che scorre tra Manhattan e il Montana: 'The Madison', disponibile su Paramount+, è il nuovo tassello dell'universo creato da Taylor Sheridan, prolifico cantore del neo-western statunitense, con film come 'Sicario', 'Wind River' e serie come 'Landman', '1883', '1923' e 'Yellowstone', di cui 'The Madison' è uno spin-off. In riuscito equilibrio tra una soap opera e una grande saga, The Madison avrà una seconda stagione, secondo quanto annunciato dallo studio.
    La serie diretta da Christina Alexandra Voros segue i Clyburn, famiglia newyorkese che, dopo la morte del patriarca Preston (Kurt Russell) si trasferisce nella valle del fiume Madison, nel Montana centrale. Qui, tra cieli e silenzi immensi, il lutto prende forma e costringe ciascuno a ridefinire il proprio posto nel mondo.
    Al centro c'è Stacy Clyburn, interpretata da Michelle Pfeiffer. A 67 anni, oltre 70 film alle spalle e tre nomination agli Oscar, l'ex femme fatale di Scarface è più impegnata che mai: regina del grande schermo convertita alla tv nell'ultimo anno. "La qualità della televisione oggi è straordinaria, la guardavo con una certa invidia e volevo farne parte", racconta in conferenza stampa.
    Determinante è stato l'incontro con il Re Mida della serialità, Sheridan: "Mi ha colpito il modo in cui parlava del personaggio, della storia d'amore e delle dinamiche familiari.
    Ho sentito subito che era qualcosa con cui potevo entrare in relazione". Pfeiffer non figurava nel cast principale di una serie dagli anni Settanta, ma questa primavera oltre a 'The Madison', debutta anche in 'Margo ha problemi di soldi', una dramedy eccentrica al femminile, dal 15 aprile su Apple Tv.
    Stacy Clyburn è il cuore emotivo di The Madison: una donna abituata alla vita di Manhattan che si ritrova catapultata nel Montana rurale dopo la morte dell'unico uomo che abbia mai amato: "La conosciamo appena dopo questa tragedia indicibile e sconvolgente. Ma lungo quel fiume, troverà anche una parte di lui che non conosceva e che lui aveva cercato invano di condividere con lei e con i figli. C'è quindi un profondo rimpianto che la attraversa e le lavora dentro, che si aggiunge alla curiosità di sapere di più dell'uomo che ha avuto accanto, per il bisogno di trattenerlo".
    Per affrontare un ruolo così impegnativo, l'attrice ha attinto anche alla propria esperienza: "Quando arrivi a un certo punto della vita, hai sperimentato la perdita di amici, familiari, colleghi. Non devi cercare troppo lontano, purtroppo". Ed è forse anche per questo che la serie ha convinto un pubblico così ampio: "Sono colpita dal riscontro che sto avendo dalle persone, vecchi amici e colleghi, persone che conosco nell'industria e in vari ambiti... Ci sono tanti elementi per cui si può vivere un lutto. Alcuni hanno perso le loro case in un incendio. Altri hanno perso un lavoro con cui pensavano di arrivare alla pensione... la perdita è un'esperienza universale".
    Per non farsi divorare dal dolore che doveva portare davanti alla macchina da presa, l'attrice ha usato un'ancora: "Mio marito David (il produttore e sceneggiatore di 'Ally McBeal' e 'Big Little Lies', David E. Kelley) e i miei figli… da quando sono diventata madre ho trovato un equilibrio nella mia vita. E sai, quando sei un'attrice sei costretta a essere costantemente introspettiva, a studiarti dall'esterno, come se ti guardassi da fuori. È un sollievo avere finalmente qualcosa nella vita che ti tira fuori dal tuo narcisismo", riflette.
   

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