Tamberi alla Cerimonia di Apertura: "Che emozioni l'inno e il tram, vinceremo tante medaglie"

1 ora fa 1

Il portabandiera delle Olimpiadi 2024 era a San Siro: "Mattarella e Valentino indimenticabili, personaggi diversi e uniti. Brividi per la Pausini"

Paolo Marabini

Giornalista

7 febbraio - 08:17 - MILANO

Tra i tanti spettatori d’eccezione che ieri sera hanno assistito alla cerimonia d’apertura allo stadio di San Siro non poteva certo mancare lui, uno dei simboli dello sport italiano, uno dei personaggi che più ha impresso il proprio nome nella storia olimpica. Chi si dimentica il nostro giorno dei giorni, quel 1° agosto 2021 nello stadio di Tokyo, e il suo abbraccio a Marcell Jacobs, che lo aveva appena raggiunto nell’empireo vincendo l’oro nei 100, tredici minuti dopo il suo trionfo nella finale del salto in alto? Gimbo Tamberi stavolta era spettatore e non più protagonista, come due anni fa a Parigi quando attraversò la Senna su un battello, bandiera tricolore in mano, a braccetto con la schermitrice Arianna Errigo, alla testa della spedizione azzurra. 

Gimbo, quanto le è piaciuta questa cerimonia così particolare? 

"Tantissimo, non mi aspettavo potesse essere così bella, coinvolgente, emozionante". 

Cosa le ha procurato più emozione? 

"Quando Laura Pausini ha cantato l’inno di Mameli m’è venuta la pelle d’oca. Il finale, poi, è stato da brividi. Commovente. Non ho mai sentito un inno così bello. E un po’ ne ho sentiti...". 

Altri momenti da non dimenticare? 

"Beh, il presidente Mattarella sul tram con Valentino Rossi. Mi ha fatto tanto strano vederli insieme. Due personaggi così iconici ma così diversi, uniti sotto il segno dell’Olimpiade. Bellissimo". 

E poi? 

"Il ricordo di Giorgio Armani è stato molto toccante. Poi quando ho visto salire i cinque cerchi e si sono accesi in quel modo. E l’omaggio alle eccellenze italiane. Non chiedetemi nulla di balletti e coreografie, non me ne intendo, non saprei dare un giudizio". 

Nelle sue tre Olimpiadi, a parte la sfilata di Parigi, aveva mai visto dal vivo la cerimonia d’apertura? 

"Mai. Quindi non sapevo cosa potevo aspettarmi". 

L’aver fatto sfilare gli atleti in più sedi ha tolto qualcosa allo spettacolo? 

"Un po’ sì, ma è stata una scelta obbligata, non si poteva far diversamente in un’Olimpiade spalmata su più località come questa". 

Che differenza di emozione si prova da protagonista e da spettatore? 

"Sono emozioni completamente differenti. A Parigi avevo addosso l’orgoglio di essere lì a rappresentare l’Italia a capo di tanti atleti che come me si stavano apprestando a vivere il loro momento in gara, con il loro carico di sogni. Mi sentivo come una donna incinta che è prossima a diventare mamma. C’era l’emozione e l’eccitazione del coinvolgimento. Su quel battello abbiamo cantato a squarciagola tutti insieme per un’ora e mezza, è stato bellissimo. Però mi rendo conto che per uno spettatore forse è meglio assistere alla cerimonia da dentro uno stadio". 

 Flag bearers Arianna Errigo and Gianmarco Tamberi of Italy take a selfie aboard a boat in the floating parade on the river Seine during the Opening Ceremony of the Olympic Games Paris 2024 on July 26, 2024 in Paris, France. (Photo by Nir Elias - Pool/Getty Images)

Lei ha portato la fiaccola all’inizio del viaggio italiano e il passaggio della torcia col suo amico Polonara è stato indimenticabile. 

"Un momento che non potete immaginare. Conosco da tantissimo tempo Achille (che tre giorni fa ha perso il padre Domenico, ndr). Siamo cresciuti nella stessa zona, s’è giocato a basket insieme. Con quello che stava passando in quei giorni, per la sua malattia... Quella fiaccola ha significato molto per me". 

Che cosa pensa possa fare la squadra italiana nei Giochi in casa? 

"Penso che vinceremo molte medaglie. Quando gareggi in un evento così importante davanti alla tua gente, soprattutto ai tuoi cari, ti si moltiplicano le energie. Ogni Paese ospitante vince sempre tanto". 

Andrà ad assistere a qualche gara? 

"Vorrei vedere una finale di pattinaggio di figura. E una gara di Federica Brignone, ma non so se ce la farò. Il suo infortunio mi ha ricordato il mio alla vigilia dei Giochi di Rio. Vedevo sfumare sul più bello quattro anni di sogni e di fatiche. Quando si è fatta male le ho scritto subito, ho provato a trasmetterle quello che io avevo imparato dal mio percorso. Le auguro tutto il meglio. È una grandissima".

Leggi l’intero articolo