Il portiere della sorpresissima di questi primi giorni di Mondiale è passato da 50mila follower ad oltre 2,5 milioni di seguaci sui social, un boom folle giustificato dalla grande prestazione contro Pedri e compagni
Ha gli occhi lucidi, Vozinha. Si è commosso ripensando a quello che c’è dietro ai suoi 40 anni e al premio di migliore in campo che tiene in braccio e coccola come fosse un figlio. Ripensa ai suoi nonni, a una vita non semplice: "Non ho mai vissuto con i miei genitori, mio padre era nell’esercito e mia madre doveva lavorare per mantenerci. Così sono cresciuto con i nonni. Adesso non ci sono più e in campo ho pianto pensando a loro. Mamma non è venuta qui per problemi con il visto, ma sarà sicuramente molto felice". Come il popolo di Capo Verde: "Il loro amore ci dà tanta forza - dice Vozinha -. Abbiamo fatto la storia del nostro Paese contro una delle squadre migliori del mondo. Sono molto orgoglioso e spero di raggiungere la seconda fase del Mondiale".
vozinha e il boom social
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Prima del fischio d’inizio, Vozinha aveva 50mila follower su Instagram: tre ore dopo la gara, era arrivato a quota 2,5 milioni. Popolarità meritatissima. Il nome per esteso è Josimar José Evora Dias ed è un omaggio a Josimar Higino Pereira, terzino destro del Brasile al Mondiale 1986. Sono stati i nonni a dargli il soprannome di Vozinha, quando viveva sull’isola di Sao Vicente. Ieri, per la partita, il governo di Capo Verde aveva dichiarato mezza giornata di vacanza: il debutto al Mondiale era un momento storico e ciascuno dei 550.000 abitanti meritava di viverlo come e con chi voleva. L’abbraccio al fischio finale è uno di quei ricordi che accompagnerà per sempre questa gente. Lo dice anche Roberto Pico Lopes, difensore centrale dello Shamrock Rovers, ieri insuperabile: fu convocato tempo fa grazie a LinkedIn, la piattaforma dove ricevette un messaggio dall’allora c.t. Rui Aguas. Non rispose, convinto fosse uno spam. Nove mesi dopo gli arrivò un altro messaggio e ha fermato gli attaccanti della Spagna. "Abbiamo lottato tutti insieme - racconta -. Possiamo giocare meglio di così, in modo più offensivo, ma è un momento speciale". Nella rosa di Bubista, ossia Pedro Brito, ex difensore e nazionale e dal 2020 c.t. nonché ideatore di un percorso virtuoso che ha portato questa nazionale per la prima volta al Mondiale, ci sono elementi che giocano in Spagna (Logan Costa, al Villarreal), in Olanda (Monteiro), in Portogallo (sette, tra cui l’ex Verona Livramento), in Turchia (tre), negli Usa (due), in Russia (due) e in altri otto campionati. Ognuno porta qualcosa e tutti hanno fatto la storia. Chissà quanto grogue, la bevanda nazionale simile al rum, è stato consumato ieri sera dalle parti di Praia, capitale dell’arcipelago più felice del mondo.









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