A Buenos Aires, Rio e Santiago tribune piene e tanta passione, ma il Golden Swing è a rischio: dal 2028, a febbraio, irrompe il Masters saudita
Si è concluso il mese in cui il tennis si riconcilia con il suo pubblico nella maniera più autentica e viscerale. I campi in terra battuta, ormai sempre meno presenti nel circuito, la passione dell’America Latina: in una parola, la “Gira”; in due, il “Golden Swing”, variante lessicale in onore dei cileni Massu e Gonzalez, medaglie d’oro olimpiche. Buenos Aires, Rio de Janeiro, Santiago del Cile, una settimana dopo l’altra, in un febbraio che nel calendario fa da passaggio tra l’Australian Open e il dittico statunitense Indian Wells-Miami. Questo mini-tour esiste da 25 anni, fino a qualche stagione fa includeva quattro eventi e ora è a forte rischio. Non nel 2027: tutto confermato. Ma nel 2028, quando si disputerà la prima edizione del nuovo Masters 1000 in Arabia Saudita, sul cemento, che verrà collocato a febbraio. Nella sua visita in Argentina e Brasile, il presidente dell’Atp Andrea Gaudenzi avrebbe dato ampie rassicurazioni. Almeno così ha riferito Martin Jaite, direttore del 250 di Buenos Aires: “Ci ha detto che l’Atp vuole mantenere e rafforzare la Gira. E che la data non verrà cambiata”. Nelle chiacchiere informali, però, serpeggia molta preoccupazione tra gli organizzatori sudamericani che, nel frattempo, possono difendersi mostrando numeri importanti.
numeri
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Al Buenos Aires Lawn Tennis Club l’affluenza è stata di oltre 62mila spettatori, distribuiti nell’arco della settimana. Il campo centrale è stato ristrutturato nel 2024, nella prospettiva di ottenere l’upgrade da 250 a 500. “Nel mio match di primo turno le tribune erano piene, e non è una cosa che capita facilmente. Ho sempre desiderato venire qui, l’atmosfera sia in partita sia in allenamento è fantastica. Il Sudamerica merita un tour importante perché ama il tennis”, ha detto Matteo Berrettini. Al Rio Open, che vanta già lo status di Atp 500, gli spettatori sono stati circa 70mila: biglietti esauriti anche grazie al trionfo nel doppio dell’idolo di casa Fonseca, e record di 44 sponsor. L’ultima tappa, a Santiago, ha visto oltre il 70% dei biglietti venduti in anticipo e partner tecnologici che hanno portato innovazione nei servizi, dagli assistenti con intelligenza artificiale ai maxi-schermi Led sul campo centrale.
arabi
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Insomma, la Gira, con un budget complessivo di 10-15 milioni di dollari, resiste e lotta. Di certo non può rivaleggiare con i petrodollari. In attesa dei sauditi, in Medio Oriente si giocano già, nello stesso mese di febbraio, i tornei 500 di Doha e Dubai, la cui forza economica è tale da attrarre giocatori molto meglio piazzati in classifica grazie alle cosiddette “promotional fee”, gli ingaggi che integrano il montepremi: in Qatar, quest’anno, c’erano addirittura Alcaraz e Sinner insieme. “Il Sud America non mi ha mai offerto un accordo abbastanza buono da prenderlo seriamente in considerazione. Il Medio Oriente è sempre stato molto migliore in termini di compensi per la partecipazione. Quando la differenza economica è grande, davvero non hai altra scelta che restare con ciò che sostiene la tua carriera”, ha spiegato qualche giorno fa Stefanos Tsitsipas a Clay. “Se non vogliono venire qui, che non vengano”, ha risposto piccato l’argentino Francisco Cerundolo, uno dei giocatori che in queste settimane si sono spesi di più per salvare la Gira. Certo, i petrodollari possono essere una tentazione irresistibile, ma gli addetti ai lavori sottolineano la necessità di preservare le tradizioni e i legami territoriali, pur in un’era consacrata al business. Fatto sta che in Sud America, nonostante non ci fosse nemmeno un top ten in tabellone, gli spalti erano pieni. Al contrario, in Medio Oriente, per porre rimedio allo scarso interesse della popolazione locale verso il tennis, diverse aziende offrivano biglietti gratuiti ai dipendenti, esortandoli a mostrare il timbro della loro effettiva presenza una volta rientrati al lavoro.
esperienza
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Luca Del Federico, manager di diversi tennisti tra cui Darderi, è appena rientrato dalla trasferta sudamericana e racconta: “Il Golden Swing è un circuito di una bellezza unica. Viaggiando ogni mese per tornei con i miei giocatori, lo considero un evento che viene immediatamente dopo le tappe degli Slam. Penso che sia come un patrimonio dell’Unesco da salvare. Sono stato in tutte le sue tappe: gli stadi sono sempre pieni, c’è un coinvolgimento impressionante dei tifosi e delle città, e un’attenzione straordinaria da parte degli organizzatori. Sono appena tornato da Santiago del Cile e devo dire che la famiglia Fillol fa un lavoro incredibile organizzando un torneo spettacolare, che si gioca a ridosso delle Ande, con vista sul ghiacciaio dell’El Plomo. Ritengo che, per rendere ancora più interessante il Golden Swing, serva una soluzione radicale: il cambio di superficie, dalla terra rossa al cemento, nel tentativo di richiamare i migliori talenti. Al contempo si dovrebbe fare in modo che Buenos Aires passi alla categoria 500. Ciò significherebbe che il Golden Swing potrebbe estendersi fino a collegarsi idealmente al Sunshine Swing (Indian Wells e Miami)”.
prospettive
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Gli organizzatori delle tappe sudamericane sono i primi a sapere che, per sopravvivere, devono fare fronte comune ed essere pronti, tutti assieme, ad adeguarsi ai cambiamenti. Come salvare la Gira? Buenos Aires scalpita per ottenere la promozione: programmare in America Latina due 500, uno dopo l’altro, vorrebbe dire mettere in palio 1000 punti Atp ed aumentare l’attrattiva complessiva. Se c’è grande scetticismo sull’ipotesi di cambiare collocazione scivolando in autunno, sono state fatte invece aperture sul cambio di superficie. Investimenti tutto sommato sostenibili: a Rio sono già pronti, a Buenos Aires bisognerebbe costruire almeno tre nuovi campi. “Se mi dite che si deve giocare sul cemento perché veniamo prima di un Masters 1000 sul cemento, allora sarebbe la cosa più logica per un tennista. Certo, come Paese e per tradizione, sarebbe un peccato perdere quella che è la cultura della terra battuta, ma il tennis sta cambiando. È importante mostrare al mondo che noi, come Gira, siamo disposti a fare il necessario per far crescere il tennis della regione”, ha affermato Catalina Fillol, direttrice del torneo di Santiago. Presto le nubi si diraderanno: l’Atp dovrebbe ufficializzare il calendario 2028 tra luglio e agosto.








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