Stretto di Hormuz: quanto è grande e quante navi ci passano all'anno

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Ottavo al mondo per transiti (secondo il Fmi), dallo stretto passa ogni giorno un quinto del fabbisogno mondiale di petrolio e gas

Marco Bruckner

5 marzo - 15:18 - MILANO

Non è raro che le crisi geopolitiche mettano al centro del mondo zone del nostro pianeta solitamente sconosciute ai più. È quello che sta accadendo allo stretto di Hormuz, già noto a chi nella vita si occupa di import-export di materie prime o di analisi commerciali/geopolitiche, ma che negli ultimi giorni sta venendo scoperto da sempre più persone. Il nome Hormuz rimbalza da un titolo di giornale all'altro da quando l'Iran, in seguito all'attacco ricevuto da Stati Uniti e Israele sabato 28 febbraio, ha annunciato la chiusura dello stretto. Da quel giorno l'attività nello stretto stesso si è sostanzialmente bloccata, con il traffico che si è ridotto del 90%. Una situazione legata sia all'annuncio di Teheran che all'impennata dei costi assicurativi, con le compagnie naturalmente preoccupate dalla crisi bellica mediorientale. Un blocco che in parte ha già avuto e rischia di avere un ulteriore grande impatto sul costo di materie prime essenziali come petrolio e gas naturale: da Hormuz infatti passa ogni giorno un quinto del fabbisogno mondiale di greggio, vale a dire circa 20,3 milioni di barili al giorno, (fonte U.S. Energy Information Administration) e Gnl (gas naturale liquefatto). 

quanto è grande e quante navi ci passano

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Con 34mila transiti (poco meno di 3mila al giorno, dati del Fondo monetario internazionale), nel 2025 lo stretto di Hormuz è stato l'ottavo più trafficato al mondo. Già limitato a livello di espansione (nel suo punto più stretto misura 33 chilometri), le parti navigabili dello Stretto sono ulteriormente ridotte a causa dei fondali bassi e di ferree regole di navigazione. Sono due i tratti principali: quello che separa il Golfo Persico (a est) dall'oceano Indiano (a ovest), in acque territoriali dell'Oman, e quello che separa Emirati Arabi Uniti e Iran, dove le acque sono invece sotto la giurisdizione di Teheran. Nel tratto sotto il controllo dell'Oman ci sono due corsie differenti per chi entra (a nord) e chi esce (a sud) dal Golfo, entrambe larghe 3,7 chilometri e separate da una corsia lasciata appositamente vuota per prevenire eventuali collisioni tra petroliere. Anche nel tratto iraniano la navigazione è a due corsie. 

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