Rapina in un negozio di carte Pokemon, ma la Tesla non parte: colpo fallito e fuga su un'altra auto

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È successo a Veglie, in provincia di Lecce. I rapinatori, intenzionati a fuggire con la Tesla del titolare del negozio, non sono riusciti a far partire l'auto e hanno abbandonato la refurtiva sui sedili, dandosi alla macchia con una Volvo del padre del giovane casualmente di passaggio

Armando Bavaro

5 marzo - 16:51 - MILANO

Si è risolto con un grosso spavento il tentativo di rapina avvenuto nella serata di mercoledì 4 marzo 2026, intorno alle ore 21.00, in un negozio di carte da gioco Pokemon a Veglie, in provincia di Lecce. Il gestore, un giovane di 26 anni, si trovava nel negozio con un amico, quando due individui incappucciati, e con il volto coperto, hanno fatto improvvisamente irruzione nel locale. Uno dei malviventi, armato di pistola, ha immobilizzato i presenti, arrivando a legarli per impedire loro ogni possibile reazione. Successivamente avrebbero prelevato 500 euro in contanti, prendendo possesso dei telefoni cellulari e rubando numerose box di carte da collezione (dal valore piuttosto elevato per gli appassionati), facendosi infine consegnare anche le chiavi della Tesla dal proprietario del Pokemon Store. La dinamica ha preso una piega inaspettata una volta fuori dall'ufficio. I malviventi sono saliti a bordo della vettura, ma non sono riusciti ad avviarla. Il caso ha voluto che, proprio in quegli istanti di concitazione, sopraggiungesse una Volvo XC60 con a bordo il padre del 26enne. Una volta sceso dalla vettura, l'uomo si è trovato davanti i rapinatori armati che, sotto la minaccia della pistola, lo hanno costretto a lasciare le chiavi del Suv con cui poi si sono dati alla fuga.

refurtiva abbandonata

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Sul posto sono intervenuti i carabinieri e attualmente sono in corso le indagini per risalire all'identità dei responsabili. Detto che la vicenda si è risolta senza feriti, va anche segnalato come i fuggitivi abbiano lasciano una buona parte della refurtiva a bordo della Tesla rimasta ferma sul posto. La natura specifica dell'attività suggerisce che non si sia trattato di un assalto casuale, ma di un piano studiato, tuttavia naufragato proprio sul finale, forse a causa dalla scarsa dimestichezza dei malviventi con la tecnologia della vettura elettrica.

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