
guantoni
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Titolare di un'azienda di farine e peso massimo di ottimo livello, i nove, intensi, anni di carriera di uno dei pugili più istrionici d'Italia
Si va a caccia di storie perché anche la notorietà ha le sue province e la luce dei riflettori lascia nell'ombra troppi angoli nei quali si annodano destini, frammenti e verdetti sui quali vale la pena accendere la torcia della narrazione. Se poi c'è di mezzo un pugile, percepiamo la nobiltà di una fatica alla quale va restituito il senso; se quel pugile è il padovano Federico Friso, ci suggestiona la parabola agonistica di un campione, inteso come atleta rappresentativo della sua gente, che avrebbe meritato perlomeno qualcosa in più, qualche altro titolo - inteso anche nell'accezione giornalistica del termine - ma che alla fine ha avuto la saggezza di farsi bastare ciò che aveva ottenuto, senza troppo stare a rimuginare su ciò che verdetti compiacenti nei confronti dei beniamini di casa, quando combatteva all'estero, gli avevano sottratto.