Stellantis: chiude la storica fabbrica Opel/Vauxhall di Luton. 1.100 posti a rischio

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Dopo 120 anni di storia, lo stabilimento Vauxhall di Luton chiude i battenti. Dei 1.100 dipendenti, qualche centinaio sarà ricollocato a Ellesmore, mentre l'impianto sarebbe stato acquistato da un compratore anonimo

Matteo Corsini

2 aprile - 17:40 - MILANO

Uno dei più antichi stabilimenti automotive al mondo ha terminato le proprie attività. Si tratta dello storico impianto Luton della Vauxhall, originariamente inaugurato nel 1905 e impiegato nei successivi 120 anni per la produzione di veicoli del marchio inglese, passato nel corso negli anni sotto l'egida General Motors dal 1925 fino a diventare un semplice equivalente sul suolo inglese della Opel. Nel 2017 l'acquisizione di Psa, a cui nel 2021 segue l'ingresso in Stellantis. Alleanza che ha comportato una razionalizzazione dell'utilizzo dei vari stabilimenti dei propri numerosi marchi, che ha coinvolto anche lo stabilimento di Luton stesso. Prima della chiusura, infatti, si occupava della produzione delle sole varianti elettriche dei furgoni Vauxhall Vivaro, Peugeot Boxer, Citroen Jumper e Fiat Ulysse.

l'impianto

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Lo stabilimento di Luton impiegava 1.100 dipendenti. Di questi, Stellantis ne ricollocherà alcune centinaia presso l'impianto di Ellesmere Port, altro storico caposaldo della Vauxhall e dell'industria automobilistica britannica. Qui vengono prodotte le versioni elettriche dei van Stellantis di piccole dimensioni, Fiat Doblò, Opel/Vauxhall Combo, Peugeot Partner e Citroen Berlingo. A questi, si aggiungeranno tutti i veicoli commerciali attualmente prodotti a Luton, con il trasferimento delle linee di montaggio e un investimento da 50 milioni di sterline (59.800.000 euro) per gli ampliamenti necessari. L'impianto di Luton, invece, secondo quanto riportato alla Bbc dalla contea, è stato ceduto a un acquirente anonimo. La decisione di terminare la produzione a Luton è stata inizialmente accolta con sorpresa in occasione del primo annuncio, nel corso del mese di novembre 2024, perché solo nel febbraio dello stesso anno Stellantis aveva annunciato l'avvio della produzione su larga scala di veicoli commerciali elettrici. 

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