Dopo il blitz della premier Meloni che ha assegnato la delega al turismo a Gianmarco Mazzi al posto di Daniela Santanché (dimissionaria dopo un lungo pressing), nel puzzle del governo restano scoperti alcuni tasselli. Da riempire, volendo. Se ne contano cinque, oltre all'incarico che era di Andrea Delmastro, l'ex sottosegretario alla Giustizia che si è dimesso dopo le polemiche sulle quote societarie che il meloniano aveva con la famiglia di Mauro Caroccia, vicino al clan camorristico di Michele Senese. In attesa di un eventuale successore di Delmastro, le sue deleghe sono state assegnate e redistribuite fra il sottosegretario leghista Andrea Ostellari (a lui quella sul Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria e la polizia penitenziaria) e il viceministro di FI, Francesco Paolo Sisto (sul Dipartimento informatico tecnologico e la magistratura onoraria).
E' invece vuota da tre anni la casella lasciata da Augusta Montaruli. Prima a cadere nel governo Meloni, il 18 febbraio 2023 la deputata di Fratelli d'Italia dà le dimissioni da sottosegretaria all'Università. Decisiva, la condanna definitiva per l'uso improprio di fondi dei gruppi del Consiglio regionale del Piemonte nella sua precedente esperienza politica. Un anno dopo, è Vittorio Sgarbi a dire addio al governo. Sul critico d'arte pesa l'inchiesta - da cui poi è uscito assolto - su un quadro rubato e l'accusa di attività non compatibili con il suo incarico da sottosegretario alla Cultura. Ma le sue dimissioni arrivano dopo due settimane di un estenuante tira e molla. All'epoca a condividerne l'incarico, nel ministero guidato da Gennaro Sangiuliano, c'è anche Mazzi: l'ex manager musicale ha la delega allo spettacolo e chissà se, dopo la sua promozione a ministro del Turismo, sarà riassegnata.
Dimissionari più recenti e senza motivi giudiziari o di opportunità politica, sono il leghista Massimo Bitonci e Giorgio Silli di Forza Italia. Il primo lascia il ruolo di sottosegretario alle Imprese il 14 gennaio scorso e torna in Veneto da assessore della giunta del collega di partito Alberto Stefani. Il 9 febbraio Silli lo segue, dimettendosi da sottosegretario agli Esteri, accettando la guida dell'Istituto Italo-America Latina, l'organizzazione intergovernativa che promuove la cooperazione tra l'Italia e 21 paesi latinoamericani.
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