Gnl in Italia: cos'è, da dove arriva e dove si trovano i rigassificatori

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Il gas naturale liquefatto è una fonte energetica sempre più rilevante nel nostro Paese. Da dove lo importiamo e cosa succede prima che venga immesso nella rete nazionale

Martin Fedrizzi

1 aprile - 13:26 - MILANO

Il gas naturale liquefatto (Gnl) è un gas naturale, in prevalenza metano, che raffreddato a una temperatura di -162° C passa allo stato liquido. Questo processo di raffreddamento riduce il volume del gas naturale di circa 600 volte, facilitando notevolmente stoccaggio e trasporto di una fonte di energia a tutt'oggi fondamentale per molti Paesi. Tra questi c'è anche l'Italia, che nei primi sei mesi del 2025 ha importato quasi 10 miliardi di metri cubi di Gnl. Questa risorsa ha infatti il cruciale vantaggio di superare i limiti infrastrutturali legati ai gasdotti, potendo essere destinata a mercati geograficamente lontani attraverso il trasporto marittimo. Il gas naturale, una volta raffreddato e trasformato in Gnl negli impianti di liquefazione, viene infatti pompato a bordo di navi metaniere, dotate di serbatoi e di impianti criogenici che mantengono il necessario isolamento termico per tutto il trasporto. Una volta giunto nel Paese di destinazione, il Gnl viene riportato allo stato gassoso da appositi impianti rigassificatori, che rendono disponibile questa fonte di energia per le utenze domestiche e industriali. Il Gnl ha acquisito negli ultimi anni sempre maggior rilevanza in Italia come fonte energetica, in linea con una politica di diversificazione delle fonti resasi particolarmente urgente dopo lo scoppio del conflitto in Ucraina e il taglio alle forniture di gas russo. In Italia la produzione di Gnl è di gran lunga inferiore al fabbisogno nazionale e per questa ragione la scelta dei partner commerciali da cui acquistare il metano liquido ha un forte valore strategico

Da dove importiamo il gnl

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A gennaio 2026 l'Italia ha importato, secondo i dati del ministero dell'Ambiente e della Sicurezza energetica, 5,591 miliardi di metri cubi di gas naturale. La maggior parte arriva tramite gasdotto, ma il 32% (1,791 miliardi di metri cubi) delle importazioni di gas è invece costituito dal Gnl. L'Italia acquista il metano liquido principalmente da tre Paesi: Stati Uniti, Qatar e Algeria. Gli Stati Uniti sono attualmente il principale fornitore di Gnl per il nostro Paese, che compra Oltreoceano circa il 48% del proprio fabbisogno di gas naturale liquefatto, come emerge dai dati ministeriali e dell'agenzia statunitense per l'informazione sull'energia (Eia). Le importazioni dagli Usa hanno visto una rapida impennata negli ultimi quattro anni, quando il taglio delle forniture di gas russo in seguito allo scoppio del conflitto in Ucraina ha imposto la necessità di acquistare altrove il gas. Dal 2021 al 2025 le importazioni di Gnl dagli Stati Uniti in Italia sono infatti decuplicate, arrivando a sfiorare i 10 miliardi di metri cubi lo scorso anno e si sono rivelate nelle ultime settimane una fonte d'approvvigionamento di gas difficilmente sostituibile, almeno nel breve periodo.

Gli altri paesi esportatori

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Le importazioni italiane dal Qatar, sino al 2024 il Paese da cui provenivano i volumi maggiori di Gnl, sono infatti vittime di un'improvvisa instabilità legata alla situazione di conflitto che sta attraversando il Medio Oriente. Nel 2025 sono arrivati in Italia dal Qatar 6,7 miliardi di metri cubi di Gnl, ma da alcuni giorni le metaniere con il Gnl destinato all'Italia sono state bloccate. I fornitori qatarioti ritengono di poter mettere in stand-by i contratti di esportazione, considerati i danni subiti di recente dagli impianti di produzione di Gnl e la chiusura di fatto dello Stretto di Hormuz. Il terzo canale di accesso del Gnl in Italia è quello attivo con l'Algeria, Paese da cui importiamo anche gas naturale tramite gasdotto. È di pochi giorni fa la visita della presidente del Consiglio Giorgia Meloni proprio in Algeria, dove si è recata per rafforzare i rapporti con questo Paese e discutere un aumento delle forniture di gas.

i rigassificatori italiani

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Il gas naturale liquefatto arriva in Italia attraverso cinque punti di ingresso: Livorno, Panigaglia (La Spezia), Piombino, Porto Viro (Rovigo) e Ravenna, dove sono collocati gli impianti rigassificatori attualmente in funzione nei nostri confini. Una volta giunto in prossimità delle coste italiane, infatti, il Gnl trasportato dalle metaniere viene trasferito ai rigassificatori, infrastrutture dove il metano liquido viene riportato allo stato gassoso prima di essere stoccato e immesso nella rete nazionale. A livello pratico, questi impianti ritrasformano il Gnl a -162° C in gas naturale a temperatura ambiente, sfruttando un sistema di scambio di calore tra Gnl e acqua marina, prelevata e poi reimmessa in mare al termine del processo. Dei cinque rigassificatori attivi in Italia quello di Porto Viro, in provincia di Rovigo, è quello che gestisce i volumi maggiori di Gnl. L'impianto offshore al largo di Porto Viro, amministrato della società Adriatic Lng, ha una produzione massima annuale di 9,5 miliardi di metri cubi di gas. L'unico impianto di terraferma è invece quello di Panigaglia, in provincia di La Spezia, realizzato negli anni Settanta e con una produzione massima annuale di 3,5 miliardi di metri cubi di gas. I terminali di Ravenna, Livorno e Piombino, invece, sono delle navi rigassificatrici, che fungono da piattaforme galleggianti per riportare il Gnl allo stato gassoso. 

le polemiche

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A questi impianti sono spesso legate polemiche che arrivano dalla popolazione locale, come accaduto a Piombino, nel cui porto è installata la nave rigassificatrice Italis Lng operativa dal luglio 2023. L'impianto avrebbe infatti dovuto essere ricollocato al largo della costa di Vado Ligure a partire da quest'anno, ma con un decreto legge dell'11 marzo scorso è arrivata la proroga all'autorizzazione per mantenere il rigassificatore nel porto di Piombino oltre la scadenza prevista del 31 luglio. Ciò ha ridestato le critiche da parte degli abitanti di Piombino e dello stesso presidente della Regione Toscana e commissario straordinario per il rigassificatore di Piombino, Eugenio Giani: "Se il Governo porterà avanti la linea dura" - senza quindi che siano realizzate le opere compensative promesse già nel 2022, ndr - "non firmerò l'autorizzazione alla proroga". I timori della popolazione riguardano in particolare il possibile impatto ambientale, anche su flora e fauna, dell'opera, oltre che i temi della sicurezza e di possibili danni al turismo legati a un grande impianto installato direttamente nel porto della città. 

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