Ora che ha risolto i problemi che lo hanno limitato in passato, ci ritroviamo un campione più solido. Ma dovrà evitare di sottoporsi a stress eccessivi, scegliendo con cura dove e quando giocare
Così c’è più gusto, caro Jannik. Sei il re di Wimbledon per la seconda volta consecutiva e hai regalato un’altra gioia a tutto lo sport italiano. Entri nella storia dalla porta principale e vai a fare compagnia alle altre nove leggende del tennis che prima di te hanno saputo mettere a segno questo bis sull’erba più famosa del mondo. Lo fai dopo una partita dura, dove hai sofferto e lottato contro il miglior avversario che oggi il circuito possa metterti di fronte. Sei il campione che tutti gli altri Paesi vorrebbero avere. Peccato per loro che dovranno aspettare a lungo e sperare in un regalo delle loro mamme. Il numero 1 ce l’abbiamo noi e ne siamo orgogliosi.
zverev
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L’ennesima dimostrazione di forza, se ce ne fosse stato ancora bisogno, l’hai data ieri pomeriggio a Londra. Il tutto con il sorriso stampato sulle labbra e quel "pugnetto" sempre rivolto verso il cielo. È stata una vittoria esaltante, perché arrivata dopo un match combattuto e difficile. Sapevamo che, a differenza del passato, mettere sotto Sascha Zverev non sarebbe stata una passeggiata. Il gigante tedesco è cresciuto molto negli ultimi tempi forse anche grazie al successo del Roland Garros, che l’ha convinto sino in fondo delle sue qualità. La sfida è filata via tra servizi violenti e mazzate da fondo campo. Per lunghi tratti si è scambiato poco, solo vincenti o giù di lì. Sinner, che non difetta certo d’intensità nei colpi, l’ha vinto con il fioretto delle smorzate e di qualche volée davvero ben giocata. E’ stata questa variazione del copione a spegnere con il passare delle ore l’ardore del rivale. Ha avuto pazienza, il nostro campione, lasciando sfogare un avversario che è stato quasi perfetto nei primi due set. Jannik gli è rimasto attaccato come una sanguisuga. Ha digerito errori all’apparenza banali. E’ caduto e si è rialzato da quel poco di erba che era rimasta sul campo centrale. Poi al momento giusto è spuntato fuori come un cobra ed ha colpito facendo la differenza.
primo slam
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È un successo importante perché porta in dote anche il primo Slam della stagione. Sì, i Masters 1000 sono una bellezza (ne ha collezionati cinque nel 2026) ma in questo sport la conta vera si fa con i Major. Agli Australian Open e al Roland Garros il raccolto è stato magro. Adesso Wimbledon sana la ferita, lo porta a quota 5 Slam nel suo personalissimo cartellino, proiettandolo su un’altra dimensione. Da Londra comincia la seconda vita agonistica di Jannik. Il successo di ieri, per come è arrivato, non solo gli consegna una valigia di autostima, ma allo stesso tempo gli consente di buttare alle ortiche tutti i problemi, alcuni dei quali psicologici, che si erano accavallati nell’ultimo mese dopo le vicissitudini di Parigi. Trovato l’antidoto allo spauracchio del caldo con i conseguenti problemi fisici con cui ha dovuto combattere in passato, adesso ci ritroviamo un campione tutto nuovo e ancora più forte di prima. Anche dal punto di vista tecnico. Servirà gestirlo nel miglior modo possibile, scegliere i tornei che contano davvero senza sottoporlo a stress eccessivi. Davanti, Jannik ha una prateria sulla quale cavalcare senza patemi d’animo. Il vantaggio sul numero 2 della classifica mondiale, che da questa mattina sarà Zverev, è abissale. E il suo vero rivale, Carlos Alcaraz, per ora rimane ancora ai box. Il regno di Sinner è saldo come non mai.







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