Zverev e i problemi con il sensore: perché con il caldo è difficile controllare la glicemia

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Il caso Zverev riporta l'attenzione sulla gestione della glicemia in estate

Sofia Vitali

13 luglio - 09:49 - MILANO

Alexander Zverev, durante la finale di Wimbledon, si è dovuto iniettare dell'insulina a causa del diabete di tipo 1 di cui soffre. Ed è fresco anche il ricordo del tennista tedesco costretto a chiedere un medical timeout dopo essersi somministrato una quantità eccessiva di insulina sulla base di una lettura errata del sensore durante la semifinale del torneo di Halle. “Il dispositivo indicava valori molto alti quando in realtà erano bassi. Così mi sono iniettato molta più insulina del necessario”, aveva raccontato dopo quel match. Per contrastare la grave ipoglicemia che ne è derivata ha dovuto assumere circa 350 grammi di zucchero, l'equivalente di una decina di lattine di cola. Un episodio eccezionale, ma che riporta l'attenzione su un aspetto spesso sottovalutato: il caldo estivo può rendere più difficile la gestione del diabete e, in alcune condizioni, influenzare anche il funzionamento dei sistemi di monitoraggio continuo della glicemia (CGM). In questo approfondimento realizzato da Medikea per Gazzetta Active, la Società Italiana di Diabetologia spiega cosa sapere per evitare che il caldo estivo diventi un rischio per il controllo del diabete.

Perché il caldo modifica il controllo della glicemia

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Le alte temperature mettono sotto stress l'organismo e possono alterare il delicato equilibrio della glicemia. “La sudorazione abbondante favorisce la disidratazione che, a sua volta, può concentrare il sangue, far aumentare la glicemia e interferire con il corretto assorbimento dell'insulina”, spiega Raffaella Buzzetti, presidente della Società Italiana di Diabetologia (SID). Ma c'è anche un altro meccanismo. Il caldo provoca una vasodilatazione della pelle che accelera l'assorbimento dell'insulina iniettata. Se a questo si aggiunge un'attività fisica intensa - come una partita di tennis o una corsa - il rischio di ipoglicemia aumenta sensibilmente. Durante le ondate di calore, inoltre, le oscillazioni della glicemia possono diventare più frequenti, soprattutto nei bambini, nei giovani con diabete di tipo 1 e nelle persone che praticano sport. Anche una semplice scottatura rappresenta uno stress per l'organismo e può contribuire a far aumentare la glicemia.

Il caldo può influenzare anche i sensori della glicemia?

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I sistemi di monitoraggio continuo del glucosio hanno rivoluzionato la gestione del diabete, ma non sono completamente immuni alle condizioni ambientali. “Questi dispositivi misurano il glucosio attraverso una reazione enzimatica calibrata sulla temperatura corporea, intorno ai 37 °C”, spiega Buzzetti. “Un'esposizione prolungata a temperature molto elevate può alterare questa reazione e rendere le letture meno stabili”. Non solo. Il sudore e l'umidità possono ridurre l'adesione del sensore alla pelle. Se il dispositivo si sposta anche leggermente, il microambiente sottocutaneo cambia e la misurazione può diventare meno affidabile. Anche il trasmettitore e la batteria possono risentire del calore eccessivo. Per questo motivo gli specialisti consigliano una regola semplice: se il valore mostrato dal sensore non coincide con quello che si avverte fisicamente, è sempre opportuno verificare la glicemia con il classico glucometro prima di modificare la terapia.

Zverev insulina

Attenzione all'insulina

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Non è soltanto il sensore a soffrire il caldo. Anche l'insulina è particolarmente sensibile alle alte temperature. I flaconi ancora chiusi devono essere conservati in frigorifero tra 2 e 8 °C, mentre quelli in uso possono rimanere a temperatura ambiente solo entro i limiti indicati dal produttore, generalmente fino a circa 25-30 °C. Mai lasciare insulina, strisce reattive o sensori di ricambio in automobile, sotto il sole o in ambienti molto caldi. Durante gli spostamenti estivi è consigliabile utilizzare una borsa termica.

Sport sì, ma scegliendo gli orari giusti

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L'attività fisica resta uno dei pilastri della cura del diabete, anche d'estate. Il consiglio è però quello di evitare gli allenamenti nelle ore più calde della giornata, quando caldo e movimento possono favorire sia la disidratazione sia l'ipoglicemia. Meglio allenarsi al mattino presto o dopo il tramonto, bere con regolarità e controllare più spesso la glicemia prima, durante e dopo lo sport.

Le 8 regole per affrontare l'estate

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Secondo la presidente della Società Italiana di Diabetologia, bastano alcune semplici precauzioni per ridurre i rischi legati alle alte temperature. “La prima regola è mantenere una buona idratazione, bevendo acqua regolarmente durante tutta la giornata per prevenire la disidratazione. È altrettanto importante conservare correttamente insulina, sensori e strisce reattive, evitando di lasciarli in auto o esposti al sole e utilizzando, quando ci si sposta, contenitori termici”. I sensori vanno, inoltre, protetti dal caldo e dal sudore, applicandoli su pelle pulita e asciutta e, se necessario, rinforzandoli con cerotti adesivi nelle giornate più umide. “Durante l'estate - prosegue Buzzetti - è consigliabile controllare la glicemia con maggiore frequenza perché il caldo, l'esposizione al sole e l'attività fisica possono provocare variazioni rapide dei valori. Se la lettura del sensore non è coerente con i sintomi avvertiti, è sempre opportuno verificarla con un glucometro prima di modificare la terapia”. L'attività fisica resta fondamentale, ma è preferibile praticarla nelle ore più fresche della giornata per limitare il rischio di ipoglicemia, disidratazione e colpo di calore. “È inoltre importante proteggere la pelle con cappello, occhiali da sole e creme solari ad ampio spettro, perché anche le scottature possono influire sul controllo della glicemia. Infine, chi ha il diabete dovrebbe prestare particolare attenzione ai piedi, evitando di camminare scalzo e controllando con cura anche le lesioni più piccole, che possono complicarsi più facilmente”.

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