Sanremo da Cannibale, Merckx lancia Pogacar: "Tadej, ecco come si vince"

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Il 19 marzo 1976 Eddy vinceva la settima Classicissima "Cinquant’anni fa feci l’impossibile: dicevano che ero finito. Questa corsa ha segnato la mia vita. Tadej deve staccare Van der Poel sul Poggio, se no..."

Ciro Scognamiglio

Giornalista

17 marzo - 09:04 - MILANO

È il record dei record, e dopodomani saranno cinquant’anni esatti da quando è stato stabilito. Il 19 marzo 1976 Eddy Merckx vinceva la Milano-Sanremo, “una corsa che ha segnato la mia vita”, per la settima volta: mai visto. Alla Classicissima, e in nessun altro grande appuntamento del ciclismo: allora come adesso, quel numero sette è una montagna impossibile da scalare per chiunque. Non stupisce dunque sentire Eddy dire che sabato “sarò a casa, in Belgio, davanti al televisore a vederla. Non penso di averne mai persa una”. Mancano quattro giorni alla Classicissima n° 117 e voleranno, perché mai in tempi recenti l’attesa era stata così spasmodica: riuscirà Tadej Pogacar finalmente a vincerla, dopo cinque tentativi andati a vuoto? Oppure si dovrà di nuovo arrendere a Mathieu Van der Poel che insegue il tris? Non saranno soli, ovvio, la Sanremo è imprevedibile come niente altro, eppure stavolta il pronostico è soprattutto cosa loro: dal Fiandre 2024, d’altro canto, si sono spartiti tutti i Monumenti. 

Merckx, lei che cosa ne pensa? 

“Che per Pogacar può essere la volta buona se... attaccherà al momento giusto. Ma il Van der Poel che abbiamo visto alla Tirreno-Adriatico, per le due tappe vinte e non soltanto, non sarà facile da battere. Anzi. Tadej deve staccarlo, perché dopo 300 chilometri in via Roma se fossero ancora insieme... il favorito sarebbe Mathieu. La lunga distanza può essere amica dell’olandese”. 

Tour de France 2019 - 106th Edition - 1st stage Brussels - Brussels 192 km - 06/07/2019 -  - photo Luca Bettini/BettiniPhoto©2019

Eddy Merckx

Il più vincente

Nato il 17/6/45 a Meensel- Kiezegem (Bel), è il più vincente (525 trionfi): 5 Giri, 5 Tour, 1 Vuelta, 3 Mondiali, 7 Milano-Sanremo

Di recente, ha detto all’Equipe che questo Pogacar le sta ricordando il Merckx di prima della caduta al velodromo di Blois nel 1969… 

“Sì, non vedo tante differenze. C’erano stati dei giorni in cui vincevo con grande margine su tutti, come la Liegi del 1969 o la tappa delle Tre Cime di Lavaredo al Giro del 1968. In Tadej vedo la stessa determinazione. Ma fermiamoci qui, perché come sapete io non amo i paragoni, specie se si mettono a confronto epoche diverse”. 

Che cosa ne pensa del quarto successo che ha ottenuto alle Strade Bianche, dieci giorni fa? 

“Che è il numero uno! Però è chiaro che alla Sanremo, per le caratteristiche della gara, in ogni caso avrà la vita più dura”. 

Dove dovrebbe attaccare per avere più speranze? 

“Sul Poggio. Anche se può staccare tutti sulla Cipressa, l’anno scorso solo Van der Poel e Ganna erano stati capaci di rimanere con lui. È capace di fare fughe lunghe, però alla Sanremo aumenta la possibilità che ti possano riprendere. E se sulla Cipressa ci fosse forte vento contro, fare la differenza diventerebbe molto difficile. Nonostante sia Tadej Pogacar”. 

Di certo, la Classicissima è finora la più grande differenza tra di voi: per lei sette successi su 10 partecipazioni, per l’iridato zero su cinque. E comunque a 7 non ci arriverà...

Sorride. “Beh, vediamo. Dipende pure da quando smetterà e se sabato aprirà la serie. Ma diciamo che è difficile che ce la faccia”. 

L’Italia può sperare con Ganna? 

“Sperare, sì. Se ha fatto due secondi posti, ciò significa che ha nelle gambe la possibilità di vincere. Mi sembra che, rispetto al 2025, abbia cercato di spostare un po’ più avanti l’arrivo del primo picco di forma importante, visto che punta pure sulla Roubaix. Sabato capiremo se è una scelta che ha pagato oppure no”. 

Milano Sanremo 2025 - 116th Edition - Pavia - Sanremo 289km - 22/03/2025 - Tadej Pogacar (SLO - UAE Team Emirates - XRG) - Mathieu Van Der Poel (NED - Alpecin - Deceuninck) - Filippo Ganna (ITA - INEOS Grenadiers) - photo Nico Vereecken/PN/SprintCyclingAgency©2025

Torniamo a 50 anni fa: si aspettava di vincere, superando così i sei successi di Costante Girardengo? 

“Di sicuro non se l’attendevano in tanti. Come dissi nell’intervista ad Adriano De Zan dopo il successo, mi era dispiaciuto che molti giornali avessero scritto “Merckx è finito, Merckx non c’è più”. Io ho dimostrato che non ero ancora sportivamente morto, anche se avevo avuto problemi fisici dopo l’incidente e le fratture al Tour 1975”.

Milano Sanremo 1976 - 67nd Edition - Milano - Sanremo 288 km - 19/03/1976 - Eddy Merckx (BEL - Molteni) - photo Antonio Pisoni/BettiniPhoto©2020

Aveva avuto paura di perdere? 

“Cercai di fare l’impossibile, il tutto per tutto, per staccare De Vlaeminck, Maertens, Sercu… perché in volata avrei rischiato di essere sconfitto. E sono stato sicuro di vincere solo quando ho alzato il braccio in Via Roma”. 

Sette successi: immaginiamo che sia difficile scegliere il più bello... 

“No, invece è facile”. 

Dica pure. 

“Il primo, quello del 1966 (venerdì saranno 60 anni; ndr). Non avevo ancora compiuto 21 anni ed è stato il mio primo, grande successo. Un qualcosa di eccezionale, in rapporto all’età che avevo. Avevo finito il servizio militare da un mese... E poi, è stato il via alla serie di vittorie in Italia. Mi ha reso popolare nel vostro Paese, che poi è diventato una seconda patria. C’era tantissimo pubblico, per strada e all’arrivo. Era un rito, si correva spesso il 19 marzo. Io arrivavo dall’inverno in cui facevo pista, e la cosa mi dava un bel colpo di pedale”. 

In conclusione: la Milano-Sanremo per lei... 

“Mi ha fatto capire che il ciclismo sarebbe potuto diventare la mia vita, come in effetti è stato”

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