L’ex ds della Roma: "Il tecnico così stimola l’ambiente, è stato bravo a convincere tifosi che non lo amavano. Venturino e Vaz due talenti, si sta costruendo un futuro da scudetto"
Conosce decisamente bene Ricky Massara, stima Gian Piero Gasperini e sa che nella Capitale le divisioni sono all’ordine del giorno fin dai tempi antichi. Walter Sabatini è stato uno dei dirigenti più importanti nella storia giallorossa e ha lavorato con l’attuale direttore sportivo della Roma per quasi dieci anni. Oggi Sabatini è un attento osservatore delle dinamiche di mercato, e non solo.
In questo momento sembra esserci una contrapposizione tra Massara e Gasperini. Che ne pensa?
“La contrapposizione esiste da parecchio, mi sembra un fenomeno abbastanza ripetitivo nel calcio di oggi. Succede spesso di lamentarsi in pubblico. Ma quello di Gasperini è anche un modo di essere, di negoziare. Credo sia anche una strategia, non troppo elegante devo ammettere”.
C’è il rischio che Gasp possa andare via a fine stagione?
“Non credo. Lui comunica così da sempre, lo faceva anche a Bergamo per stimolare l’ambiente. Non penso sia scontento del mercato, fa parte del suo metodo di lavoro. Gasperini ha sempre costruito nel tempo e continuerà a farlo anche con questi atteggiamenti. Anzi la prossima stagione avrà il vantaggio di poter individuare prima i calciatori e di conoscere meglio i rumori di questa città”.
Con lei si sarebbe scontrato?
“Ho pensato di portarlo alla Roma nel primo anno della gestione Pallotta, ma i nostri caratteri non si sarebbero sposati bene. Però, è riuscito a conquistare l’affetto dei tifosi, questo è un merito in una piazza che non lo amava. Rimpiango invece di non aver preso Sarri e Bielsa, anche se in tempi diversi”.
Ma possiamo dire che Massara è promosso o no?
“Ah, per me non ci sono dubbi. La Roma ha fatto il miglior mercato in Serie A ma se lo dico io poi mi accusano di nepotismo. Massara ha messo su un mercato pensato e coerente che ha sentito le necessità della squadra stessa. La Roma giocava già bene, aveva una sua identità, ma aveva bisogno di una profondità diversa in attacco per avere più soluzioni durante le partite. Oggi il reparto è decisamente più completo e ha giocatori forti fisicamente come Malen e Vaz e con velocità e dribbling come Zaragoza”.
Tra le trattative sfumate c’è stata quella per Raspadori.
“Giocatore importante, ma quando hai dubbi di venire a giocare nella Roma qualcosa non va. Io avrei subito abbandonato la trattativa, bisogna avere una voglia feroce di giocare per quella maglia”.
Tempo fa definì Massara "il Salah dei dirigenti".
“E lo penso ancora oggi. Massara è uno che lavora senza isterismi, non si fa condizionare dalla pressione. Ha centrato obiettivi importanti e ha dato coerenza al progetto. Poi in questo campo ti serve pure un po’ di fortuna, non sempre ce l’hai”.
Il rischio è che a giugno debba partire qualcuno per i limiti del Fair Play Finanziario.
“Spero non Koné. Lui deve essere il futuro del centrocampo: fa reparto, mi ricorda un po’ Nainggolan. Ma di Radja ce n’è uno solo. Un altro che cambia le partite è Wesley, cresce di gara in gara”.
Lei ha portato Nainggolan nel gennaio del 2014. Oggi Malen può essere paragonato come impatto al belga?
“Come ho detto, di Radja ce ne è uno solo, ma l’olandese è un giocatore davvero interessante e darà un contributo importante. Gli vedo fare dei movimenti in campo che sono come algoritmi. Uso questo termine così sono tutti contenti...”.
A chi si riferisce?
“A chi pensa che i dati raccontino tutto. Per vedere le qualità di un calciatore occorre ancora osservare, sentirne il profumo. Poi i dati possono aiutare”.
Anche lei pensa che Venturino e Vaz siano troppo giovani per dare una mano nel presente?
“Per i calciatori esiste un solo valore: che siano bravi. E Vaz e Venturino lo sono. Quest’ultimo mi sembra più pronto, a Udine mi ha dato l’idea di poter essere utile già oggi. Vaz è un diamante grezzo, ma ha talento naturale. Vedrete che farà divertire tutti i tifosi della Roma in poco tempo”.
Come sta facendo Vergara a Napoli?
“Ecco, appunto. Quella è la risposta a chi dice che in Italia i giovani non trovano spazio. Se sei forte lo spazio lo trovi eccome, l’attenzione ce l’hai se la meriti. Vergara è impressionante, ha numeri formidabili e Conte lo sa bene. Un altro che sa già come muoversi è Arena, il gol che ha fatto col Torino lo dimostra”.
A proposito di giovani, stupito da De Rossi?
“Come si fa a essere stupiti? Ho sempre saputo fosse un grande allenatore, ce l’ha nel sangue. Il Genoa è forte tatticamente ed emotivamente. Prima o poi lo rivedremo a Roma”.
In conclusione, questa Roma ora vale la Champions?
“Senza dubbio, la rosa lo era anche prima del mercato e Gasperini resta un valore aggiunto. Detto questo per la Roma la Champions deve essere l’obiettivo minimo. Si sta costruendo per il futuro e vedo una speranza importante di poter lottare per lo scudetto”.










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