Il confronto in casa Mercedes sorride ancora ad Antonelli, secondo in qualifica Sprint, il britannico è solo sesto e non trova feeling con la macchina
George Russell al via del weekend di Miami aveva un obiettivo chiaro: mettersi subito davanti a Kimi Antonelli per cercare di ristabilire in fretta le vecchie gerarchie tra compagni di squadra. Il diciannovenne italiano aveva salutato il paddock, dopo il GP del Giappone dello scorso 29 marzo, con una seconda vittoria consecutiva che gli aveva consegnato la leadership del Mondiale, mantenuta durante il lungo stop forzato della Formula 1 di quattro settimane. Un mese di pensieri e domande per entrambi i piloti, arrivata alla pausa in condizioni molto diverse, tra euforia – per il giovane italiano della Mercedes – e frustrazione, nel caso del compagno di squadra britannico. Tornare a Miami con solidità e consapevolezza era per Russell quindi un requisito necessario ma le cose per lui, nel primo giorno di azione in pista, non sono andate come avrebbe voluto.
niente sviluppi
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La Mercedes che si è vista in azione fino a questo momento a Miami non è quella dominante dei primi tre appuntamenti stagionali: a giocare un ruolo fondamentale è la mancanza di aggiornamenti importanti portati dalla squadra di Toto Wolff in Florida, al contrario di quanto fatto dagli altri top team: Ferrari, McLaren e Red Bull si sono infatti presentate in America con delle vere e proprie versioni riviste delle rispettive vetture, mentre Mercedes avrà il pacchetto di sviluppi aerodinamici più importante solo in Canada, a fine maggio. Il fine settimana di Miami è iniziato così in una condizione più scomoda per la squadra di Brackley, con reazioni da subito diverse nei risultati di Kimi Antonelli e George Russell. Nella sessione di libere, nonostante un problema alla power unit che ne ha bloccato l’attività in pista nei minuti finali e l’occasione di effettuare un giro lanciato con gomma soft, Antonelli è apparso fin da subito più in sintonia con la vettura rispetto a Russell: il britannico ha dovuto cercare a lungo il set-up giusto per la W17, con diversi cambi ai box, mentre Antonelli si è limitato a minime modifiche, trovandosi già a suo agio con la vettura fin dai primi minuti. La situazione è cambiata in qualifica, dove Kimi ha lamentato da subito una vettura più difficile da guidare e particolarmente nervosa, visibile anche dagli on-board. Se da una parte del box però Russell non è riuscito a massimizzare il risultato finale, chiudendo la sessione solo al sesto posto, alle spalle non solo della McLaren, ma anche della Ferrari di Leclerc e della Red Bull di Verstappen, il giovane collega nell’ultimo tentativo lanciato ha colto il meglio dalla vettura portandosi in seconda posizione a due decimi di distacco dal pole man Lando Norris, conquistando così la prima fila in vista della gara Sprint di oggi.
Russell nervoso
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Partiranno lontani, i due rampolli di casa Mercedes, e il nervosismo di Russell non può che farsi più acuto in queste condizioni: “Personalmente ho faticato – ha ammesso il britannico al termine della qualifica – e se devo essere sincero questa non è una pista che amo, soprattutto con temperature elevate. Però non voglio buttarmi giù, perché si tratta solo delle qualifiche sprint e dobbiamo ancora vedere come andrà nelle prossime sessioni”. Russell si è poi concentrato sul passo in avanti fatto dagli avversari durante lo stop di aprile: “Mi aspettavo di vedere McLaren e Ferrari in una buona posizione, ma non immaginavo che sarebbero stati davanti, è impressionante quello che è stato fatto ma dobbiamo continuare a spingere”. Dall’altra parte del box Kimi Antonelli ha ammesso di aver dovuto gestire una sessione di qualifiche piuttosto caotica: “Ho faticato molto con la macchina. Con le gomme medie non riuscivo a fare un buon giro, poi con le morbide all'improvviso la macchina è diventata più reattiva, mi sono sentito più a mio agio. Ho cercato di estrarre il meglio in una condizione non facile, perché con il problema avuto nelle libere non ho potuto provare le gomme soft. Credo che avremmo potuto ottenere anche qualcosa di più ma penso che, nonostante tutto, sia stato un buon risultato e che con il team abbiamo fatto un ottimo lavoro per recuperare in una sessione iniziata in modo difficile”. L’entusiasmo di Kimi è ora rivolto alla giornata di oggi, tra sprint race e qualifiche, con la promessa di poter lavorare con il team per colmare quel piccolo divario che lo ha visto chiudere la “qualifichina” del venerdì in seconda posizione. Toccherà però anche a Russell dimostrare di poter andare oltre ai problemi, della macchina e di una pista che non ama particolarmente, per cercare quantomeno di ristabilire quelle gerarchie di inizio stagione che oggi appaiono più lontane che mai.









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