La nuova i3 non è soltanto una berlina elettrica che si aggiunge alla gamma, ma il modello con cui Bmw intende inaugurare una nuova fase. Basata sulla piattaforma Neue Klasse, porta in dote architettura a 800 volt, ricarica fino a 400 kW, autonomia dichiarata fino a 900 km e un abitacolo completamente ripensato, con il sistema Panoramic iDrive al posto della strumentazione tradizionale. Con l’ambizione di restare una vera Bmw anche nell’era elettrica
Valerio Boni
2 maggio - 09:01 - MILANO
Con la nuova i3, Bmw non si limita ad aggiungere un’altra berlina a batteria alla gamma. Il punto è un altro, questa è la volta in cui il marchio tedesco introduce il nome e il peso della Serie 3 nell'era elettrica. Non si tratta quindi di una variante derivata o adattata, ma di un modello che nasce per interpretare in chiave elettrica uno dei nomi più importanti della storia Bmw. Ed è proprio per questo che la nuova i3 non può essere considerata come una sorella della i4, ma come l’inizio di un capitolo diverso. Dietro le formule enfatiche usate per il lancio, la sostanza c’è. La nuova Bmw i3 debutta con l’architettura della Neue Klasse e con un pacchetto tecnico che promette un salto rispetto alle elettriche Bmw viste finora. La versione di lancio i3 50 xDrive adotta due motori elettrici, uno per asse, sviluppa 345 kW, cioè 469 Cv, e mette sul piatto 645 Nm di coppia. Tuttavia più ancora della potenza, colpisce il contesto in cui questi numeri arrivano, con un sistema a 800 volt, batteria di nuova generazione con celle cilindriche e una gestione elettronica rinnovata.
autonomia da record, ma con prudenza
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Bmw promette un’autonomia fino a 900 chilometri nel ciclo Wltp. È un dato che, se anche dovesse poi ridimensionarsi un po’ nell’uso reale, resta di grande impatto e dice con chiarezza dove voglia arrivare la casa tedesca. Va però ricordato che i valori dichiarati sono ancora provvisori e che, come sempre, nella vita di tutti i giorni peseranno stile di guida, temperatura, percorsi che non ricalcano quelli dei cicli di omologazione, carico e stato della batteria. Resta comunque evidente l’ambizione: fare della nuova i3 una delle berline elettriche più adatte anche ai viaggi lunghi, un terreno sul quale finora molte elettriche hanno convinto solo in parte, o addirittura fallito. Il secondo numero che merita attenzione è quello della ricarica: fino a 400 kW in corrente continua, con la promessa di recuperare fino a 400 chilometri in 10 minuti, nelle condizioni indicate. Anche qui bisognerà vedere che cosa accadrà nella pratica, perché le prestazioni reali dipendono dalla colonnina, dalla temperatura della batteria e da molti altri fattori. Ma il messaggio è chiaro, Bmw sa che oggi non basta proporre una buona autonomia, bisogna anche ridurre il più possibile il tempo psicologico della sosta. Ed è proprio su questo terreno che la Neue Klasse vuole segnare un cambio rispetto al passato.
un nuovo concetto di batteria
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Uno degli aspetti più interessanti è concentrato nella batteria. Le nuove celle cilindriche promettono una maggiore densità energetica rispetto a quelle prismatiche usate in precedenza, mentre la struttura cell-to-pack e il concetto costruttivo integrato nella scocca servono non solo a migliorare l’efficienza, ma anche a rendere più piatto il pacco batteria e a favorire la rigidità dell’insieme. Tradotto in termini più semplici, non è solo una batteria più moderna, ma un elemento che entra a far parte della logica stessa dell’auto, con vantaggi potenziali anche per comportamento stradale, peso e abitabilità.
elettrica, ma resta una bmw
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Dal punto di vista del design, la nuova i3 prova a restare in equilibrio tra rottura e continuità. Le proporzioni restano quelle che ci si aspetta da una berlina Bmw, con passo lungo, sbalzi ridotti e impostazione sportiva. Però il linguaggio cambia parecchio. Il frontale mette insieme il caratteristico "doppio rene" e fari in un unico segno grafico, il profilo adotta il cosiddetto schema "2.5-box", mentre il corpo vettura appare più levigato, più essenziale, quasi più astratto rispetto a quello delle Bmw attuali. Non mancheranno le discussioni, soprattutto tra i puristi come ai tempi di Chris Bangle, ma il risultato sembra voler dire una cosa precisa: questa i3 deve essere riconoscibile come una Bmw, ma di una nuova epoca.
L’abitacolo rompe con la tradizione
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Le misure raccontano bene il posizionamento del modello: 4,76 metri di lunghezza, 1,865 di larghezza, 1,48 di altezza e quasi 2,90 metri di passo. Numeri che confermano una presenza importante, da berlina di segmento medio-alto, con proporzioni pensate per offrire più spazio interno, senza rinunciare a quell’impostazione dinamica che Bmw considera parte della propria identità. Se fuori la i3 conserva qualche riferimento al passato, dentro cambia quasi tutto. Sparisce di fatto il classico quadro strumenti davanti al guidatore, sostituito da un sistema che proietta le informazioni alla base del parabrezza, da montante a montante. Accanto a questo c’è il display centrale da 17,9 pollici orientato verso chi guida. È una soluzione che punta chiaramente a rafforzare la centralità del conducente, ma con un obiettivo del tutto diverso da quello delle Bmw tradizionali. Il rischio, in questi casi, è sempre quello di confondere effetto scenico e reale ergonomia. La promessa di Bmw è invece quella opposta, vale a dire meno distrazioni, più chiarezza, più immediatezza. Sarà la prova su strada a dire se il risultato è davvero all’altezza dell’ambizione.
panoramic idrive
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Il sistema Panoramic iDrive è probabilmente l’elemento più caratterizzante dell’intera vettura. Le informazioni di marcia si distribuiscono sul parabrezza, mentre il display centrale resta il punto di comando per funzioni e contenuti. A questo si aggiungono volante multifunzione, head-up display tridimensionale opzionale, personalizzazione estesa, e un assistente vocale evoluto. Sulla carta, Bmw vuole fondere cockpit fisico e ambiente digitale senza snaturare il principio "mani sul volante, occhi sulla strada". È una formula affascinante, ma anche impegnativa. Proprio perché promette molto, dovrà dimostrare di funzionare davvero bene nell’uso quotidiano.
il software conta
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La vera svolta, probabilmente, è meno visibile. Bmw parla di quattro superbrain, cioè unità di calcolo dedicate alle principali aree dell’auto: dinamica di guida, assistenza, infotainment e funzioni di comfort. In questo schema trova posto anche il sistema chiamato Heart of Joy, incaricato di gestire in modo integrato motori, frenata, recupero di energia e altre funzioni dinamiche, con tempi di risposta dichiarati dieci volte più rapidi rispetto ai sistemi precedenti. Tolto il nome da brochure, il concetto è interessante, l’auto del futuro potrà non essere definita soltanto da motori e telaio, ma dalla qualità con cui il software saprà far dialogare ogni componente.
oltre le prestazioni
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Bmw insiste molto anche sul piacere di guida, e qui è giusto mantenere una certa prudenza. Ogni costruttore promette precisione, agilità e comfort, ma nel caso della i3 c’è almeno una base tecnica credibile, che è fondata su pianale pensato per l’elettrico, batteria piatta e integrata, baricentro basso, nuova architettura elettronica e sospensioni studiate per tenere insieme sportività e uso quotidiano. Insomma, l’obiettivo dichiarato non è soltanto costruire una berlina elettrica veloce, ma una Bmw che continui a essere piacevole anche al volante, non soltanto efficace nei numeri. Un altro dettaglio, tutt’altro che secondario anche se non inedito, è la ricarica bidirezionale. La i3 potrà alimentare dispositivi esterni, dialogare con la casa e restituire energia alla rete. È uno dei segnali più chiari del fatto che l’auto elettrica stia smettendo di essere vista soltanto come mezzo di trasporto. Diventa anche una riserva di energia mobile, un nodo di un sistema più ampio. Per ora è ancora una funzione che molti guardano con curiosità più che con reale necessità, ma nel medio periodo potrebbe diventare uno degli argomenti più interessanti per chi usa l’auto in modo evoluto.
sostanza oltre la retorica
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Non è casuale nemmeno il fatto che la produzione della nuova i3 sia assegnata allo storico impianto Bmw di Monaco, e non ad altri stabilimenti. Le linee rinnovate entreranno in funzione da agosto 2026, e le prime consegne sono previste dall’autunno. È una scelta che ha anche un valore simbolico, perché Bmw lega uno dei suoi modelli più importanti del futuro al proprio stabilimento di casa, quasi a voler ribadire che la Neue Klasse non è un esperimento collaterale, ma il cuore del prossimo ciclo industriale del marchio. La Bmw i3 è interessante non perché promette miracoli, ma perché sembra finalmente mettere insieme diversi tasselli in modo coerente: autonomia, ricarica rapida, piattaforma dedicata, software evoluto, abitacolo ripensato e una forte volontà di restare una vera Bmw anche nel passaggio all’elettrico. Resta naturalmente da verificare quanto di tutto questo verrà confermato dalla strada, perché fra dati dichiarati e uso reale c’è spesso una distanza notevole.









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