In Italia convivono due modelli di rotatoria con regole di precedenza opposte, in un Codice della Strada che non le disciplina in modo specifico. Ecco come riconoscerle e come percorrerle
Martin Fedrizzi
26 giugno - 15:25 - MILANO
Ogni giorno, su migliaia di rotonde italiane, si ripete la stessa scena: un'auto che si ferma all'ingresso con dentro un automobilista che non sa se può entrare, un'altra che si infila con un guidatore convinto di avere ragione, un colpo di clacson, una frenata improvvisa. Le rotatorie sono uno dei punti in cui si concentrano più dubbi e pericoli per gli automobilisti. Il motivo non è tuttavia da ricercarsi solo nel modo in cui guidiamo: il Codice della Strada non dedica infatti alle rotatorie un articolo specifico e non chiarisce al meglio il comportamento da tenere, ma le regole si ricavano indirettamente da tre norme generali come l'art. 143 sulla posizione in carreggiata, il 144 sulla circolazione per file parallele e il 145 sulla precedenza a destra in assenza di segnaletica. Per questo, nel 2017, il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha emanato la Circolare 6935, un documento nato per disciplinare la procedura per ottenere la patente B ma diventato, di fatto, l'unico riferimento davvero chiaro sull'argomento. Anche oggi, però, conoscerlo non basta a togliere ogni dubbio, perché in Italia sono presenti contemporaneamente due tipologie di rotatoria che funzionano in modo opposto.
rototaria all'italiana e alla francese
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La differenza più importante tra le due tipologie di rotatoria riguarda chi ha la precedenza all'ingresso. Nelle rotatorie all'italiana, quelle senza cartello triangolare di "dare precedenza", si applica la regola generale di dare la precedenza a destra. Chi sta entrando in rotatoria, arrivando da destra rispetto a chi già circola nell'anello, ottiene quindi il diritto di passaggio; chi è in rotonda è invece tenuto a fermarsi. È un meccanismo che ribalta l'abitudine di gran parte dei guidatori e che nella pratica produce incertezze, code e pericoli. Nella rotatoria alla francese, il modello più diffuso in Europa e ormai prevalente anche in Italia nelle realizzazioni più recenti, la logica è rovesciata dal segnale stesso: c'è il cartello di dare precedenza all'ingresso, che impone a chi vuole entrare di cedere il passo a chi è già nell'anello, qualunque sia la sua provenienza. Qui la priorità è sempre e soltanto di chi sta circolando dentro la rotatoria. Il vero problema italiano è che questi due sistemi non si escludono, ma convivono e l'unica cosa che li distingue è una segnaletica che l'automobilista deve saper leggere al momento giusto, senza poter fare affidamento sull'abitudine.
LA CIRCOLARE
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A fare chiarezza su chi ha la precedenza nelle rotatorie è stata la Circolare 6935/2017, che dedica una sezione al “Comportamento da tenere quando si deve affrontare un'intersezione con circolazione rotatoria”. Questa distingue quattro casistiche precise, pensate in origine per uniformare i criteri di valutazione degli esaminatori della patente B, ma che in realtà fotografano la condotta corretta per qualunque automobilista.
- Il primo caso riguarda la rotonda a una sola corsia con strada d'accesso a una sola corsia per senso di marcia: qui ci si immette restando vicino al margine destro, senza alcun obbligo di freccia sinistra in ingresso, ma con la freccia destra attivata se si intende uscire al primo braccio; se l'uscita non è la prima, si entra senza indicatori e si aziona la freccia destra solo dopo aver superato il braccio precedente a quello scelto.
- Il secondo caso riguarda invece le rotatorie a due o più corsie quando l'uscita desiderata è sulla destra: ci si avvicina tenendo il margine destro della carreggiata d'accesso, si percorre l'anello sulla corsia di destra e, se l'uscita non è la prima, la freccia destra va inserita solo dopo aver superato il braccio precedente.
- Il terzo caso è quello di chi deve proseguire dritto in una rotonda a più corsie: in assenza di traffico si mantiene la corsia di destra senza usare le frecce, attivando quella destra solo in prossimità dell'uscita prescelta; se invece il traffico è intenso, la circolare consente di occupare qualsiasi corsia libera all'ingresso, a patto di mantenere la stessa posizione anche all'interno dell'anello (un comportamento che il testo stesso paragona alla marcia per file parallele) per poi spostarsi verso destra con dovuto anticipo prima di uscire, verificando di non tagliare la strada a chi percorre la corsia esterna.
- Il quarto caso è quello dell'uscita sul lato sinistro dell'anello: si affronta come una normale svolta a sinistra, portandosi sulla corsia sinistra della strada d'accesso e attivando subito l'indicatore sinistro, che resta inserito anche durante la percorrenza dell'anello sulla corsia interna; solo quando si è prossimi al braccio d'uscita si attiva la freccia destra e si rientra sulla corsia esterna, sempre verificando di non creare intralcio. La circolare prevede però un'eccezione di buon senso per quest'ultimo caso: se il traffico nel ramo d'accesso e nell'anello è troppo intenso per occupare la corsia di sinistra, il conducente può restare sulla corsia di destra anche dovendo poi svoltare a sinistra.
A parte questa circolare, tuttavia, il Codice della Strada continua a non disciplinare le rotatorie in modo specifico e sulle strade italiane restano in uso due regole di precedenza opposte. Anche per questa ragione l’unica vera tutela per chi guida resta la prudenza: rallentare in avvicinamento, individuare per tempo il cartello di precedenza, scegliere la corsia giusta con anticipo e non dare mai per scontato che la rotonda successiva funzioni come quella appena lasciata.








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