Romario: "Baggio e quel rigore? Lo ringrazio ancora. Mondiale? Il Brasile non è favorito"

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"Neymar, anche non al 100%, è migliore di chiunque ha giocato col Marocco. Auguro a Baresi una pronta guarigione. Che Dio protegga lui, la sua famiglia e la sua salute"

16 giugno - 08:26 - MIAMI

Leonardo ne ha raccontata una quasi imbattibile su Romario. Dice che, quando gli chiedevi "Romario, come stai?", lui rispondeva: "Ricco". Non bene, non male: "Ricco". Un’altra volta, quando Pelé lo invitò a ritirarsi perché troppo vecchio, Romario rispose "Pelé calado é um poeta", "Pelé zitto è un poeta", che, come commento, è decisamente geniale (poi, lo invitò a mettersi una scarpa in bocca ma non bisogna farci caso, era solo amore). L’uomo è sempre stato così, diretto, di personalità, un mondo di talento concentrato in 169 centimetri. Ora che ha 60 anni, Romario fa il politico e guarda il calcio. Nel weekend è stato a New York a vedere il Brasile e non è rimasto soddisfatto.

Brasile-Marocco 1-1: opinioni?

"Il Brasile ha giocato molto male e il pareggio è stato molto importante. Il Marocco avrebbe meritato di vincere, nel primo tempo è stato nettamente superiore: siamo stati fortunati a non subire altri gol... Dopo, per fortuna, la partita si è equilibrata".

Ha segnato Vinicius, che però ha solo 10 gol in 50 partite col Brasile. Non è che lo stiamo sopravvalutando?

"Non direi che sia sopravvalutato, però Vinicius ha davvero le qualità per fare molto di più con il Brasile. Contro il Marocco è stato il migliore ed è quel Vinicius che io voglio vedere in nazionale".

Parliamo di facce nuove: Rayan, Luiz Henrique, Endrick. Chi le piace? 

"Rayan. Per me è l’attaccante più completo della nuova generazione. Subito dietro, allo stesso livello, c’è Endrick".

Il Brasile chiede già ad Ancelotti di cambiare… Un posto in squadra a Neymar lo troviamo?

"Ho incontrato Neymar per caso prima della partita, mi ha detto che si sta riprendendo bene e che è pronto a giocare, se non nella prossima in quella successiva. Credo che Neymar, anche non al 100%, farebbe meglio di quanto abbiano fatto gli altri attaccanti all’esordio".

Credo che Neymar, anche non al 100%, farebbe meglio di quanto abbiano fatto gli altri attaccanti all’esordio

Romario

Quindi, chi deve giocare?

"Non posso dire che Neymar sia pronto per giocare 90 minuti ma Rayan sì. Se fossi io allenatore, Rayan giocherebbe dall’inizio".

Baresi è stato il più difficile da affrontare in carriera

Romario

Quante chance ha il Brasile di vincere il Mondiale?

"Vorrei tantissimo che vincesse, ma le possibilità mi sembrano più basse. Per me le favorite sono Francia, Spagna, Portogallo e Argentina".

Non possiamo non parlare del 1994 e di quel Mondiale, iniziato un mese dopo il sequestro di suo papà.

"Ero molto preoccupato e spaventato, perché un sequestro è una cosa estremamente pericolosa, soprattutto in Brasile. Dentro di me però avevo la sensazione che qualcosa di positivo sarebbe successo. Grazie a Dio, mio padre fu liberato".

Quei due rigori sbagliati da Baresi e Baggio. Roberto non aveva mai calciato un rigore alto.

"Noi brasiliani siamo grati a Baggio per quell’errore ma so che lui porta ancora dentro di sé la frustrazione. È triste perché da bambino sognava di giocare una finale mondiale contro il Brasile e vincerla".

Ha saputo che Baresi non è stato bene?

"Mi dispiace molto per lui e gli auguro una pronta guarigione. Che Dio protegga lui, la sua famiglia e la sua salute. È stato il più forte giocatore contro cui abbia mai giocato. Non so se il migliore in assoluto, ma sicuramente il più difficile da affrontare".

Se un giorno il calcio dovesse cambiare nome, dovrebbe chiamarsi Pelé

Romario

Qual è il rapporto di Romario con l’Italia oggi? 

"Ho un legame con l’Italia per due amici. Il mio migliore amico, fin da quando arrivai al Psv, è Giovanni Branchini: più che un procuratore, per me oggi è un fratello, uno di famiglia. Poi Domenico La Sala, un ristoratore italiano che vive ancora a Eindhoven".

Se Romario avesse 25 anni, come ai tempi del Psv, quanti gol farebbe?

"Più di quanti ne facevo ai miei tempi. Il calcio oggi è molto fisico e io fisicamente sono sempre stato preparato. Se oggi avessi compagni di qualità, farei molti più gol".

E tra gli attaccanti di oggi, c’è qualcuno per cui pagherebbe volentieri il biglietto?

"Io adoro vedere giocare Mbappé. Per me è il miglior giocatore del mondo".

Allarghiamoci al passato: Pelé è stato solo il miglior brasiliano o il migliore in assoluto?

"Pelé è stato il più grande di tutti i tempi, non scherziamo. Anzi, se un giorno il calcio dovesse cambiare nome, dovrebbe chiamarsi Pelé".

Senza pensarci: la felicità più grande nella vita è stata il Mondiale o la nascita di un figlio?

"La nascita di un figlio è qualcosa di straordinario e io ne ho avuti sei, però la felicità è più o meno la stessa del giorno in cui ho vinto la Coppa del Mondo".

Sua figlia Ivy, nata con la sindrome di Down, l’ha resa più sensibile alle cause umanitarie?

"Negli ultimi vent’anni, cioè da quando è arrivata Ivy, sono diventato una persona più sensibile e meno egoista. Ho iniziato a guardare cose che prima non vedevo. Ivy mi ha reso un essere migliore".

Per quali cause lotterà ancora Romario?

"La mia causa è sempre stata legata al 100% alle persone con disabilità e con malattie rare. Lotterò per questo fino alla fine del mio mandato da senatore e per tutta la vita".

E allora, quando si parlerà di Romario tra 100 anni, quale frase vorrebbe sentire?

"Credo che la frase che mi piacerebbe sentire sia un’espressione molto brasiliana: 'Romario è foda'. Significa 'Romario è uno vero'. Uno che mantiene la parola, uno autentico. Uno che dice in faccia ciò che pensa. Sì, Romario è 'foda'".

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