Roma, scendono in campo i Friedkin: l'ordine per Gasp e i dirigenti è abbassare i toni

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Messaggio della proprietà ad allenatore e dirigenza: compattezza e lavoro. Poi a fine anno la scelta tra andare avanti insieme o no

Andrea Pugliese

Giornalista

24 marzo - 08:59 - MILANO

Magari oggi si ritroveranno ancora una volta tutti insieme, a cercare di capire come andare avanti nel miglior modo possibile. O magari ognuno se ne starà per conto suo, gestendo l’area di propria competenza, aspettando che arrivino tempi migliori. Di certo c’è che oggi la Roma tornerà ad allenarsi ed allora è anche possibile che Gian Piero Gasperini si interfacci con il senior advisor Claudio Ranieri e il diesse Ricky Massara, cosa che sarebbe anche normale nella gestione ordinaria di un club. Del resto è già successo in passato (come è ovvio che sia) e succederà anche in un futuro più o meno lontano. Ma quanto? Già, perché la tensione che si vive negli ultimi tempi a Trigoria ha di fatto allontanato anche le rispettive anime. I nervi sono tesi, ognuno pensa di avere delle ragioni importanti da poter portare avanti. Sta di fatto, però, che l’ordine arrivato dall’alto (e cioè dai Friedkin, la proprietà) è quello di abbassare i toni, compattarsi il più possibile e pensare solo a lavorare.

situazione

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Perché, a conti fatti, la vittoria ottenuta domenica pomeriggio contro il Lecce - per quanto arrivata anche in modo faticoso - ha ridato fiato e speranza alla Roma, pure in virtù dell’inatteso pareggio della Juventus con il Sassuolo. Del resto, il buon lavoro in campionato di Gasperini è certificato anche da questo, dal quinto posto e da quei 54 punti che sono il secondo miglior rendimento della Roma nelle ultime otto stagioni (a questo punto della stagione meglio di lui ha fatto infatti solo Mourinho nel suo secondo anno, il 2022/23, con 56 punti). 

allenatore

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Ma allora dov’è il problema? Gasperini, da parte sua, continua ad essere convinto del buon lavoro svolto finora, soprattutto in considerazione di una rosa ridotta ai minimi termini e di giocatori non prettamente e sempre “funzionali” al suo gioco. I due macrotemi su cui insiste il tecnico da tempo sono quelli del mercato e degli infortuni (oltre che dei mancati rinnovi). La gestione degli stop dei vari Dybala, Dovbyk, Ferguson e Soulé non lo ha affatto convinto (eufemismo). A questi si è poi aggiunta la tegola-Koné, che lo ha privato del suo centrocampista migliore per un mese. In più le varie scelte di mercato - tra estate e gennaio - non lo hanno reso felice. E lui non ha mai fatto neanche nulla per nasconderlo. Gli era stato prospettata una stagione di sofferenza, ma Gasp quando ha visto che c’era comunque una buona possibilità di spesa sperava - in cuor suo - che quei soldi potessero essere investiti in modo diverso. 

club

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Dall’altra parte, però, c’è una società che è convita di star facendo tutti i passi corretti per mettere il tecnico nelle condizioni migliori per poter lavorare. Compatibilmente, è ovvio, con l’attuale situazione finanziaria ed i problemi legati al financial fair play. La rosa è considerata valida, quantomeno all’altezza per poter competere fino in fondo con Como e Juventus per la corsa alla Champions. Ci sono giocatori come Ghilardi, Pisilli e Vaz che sono rimasti a lungo in naftalina e su cui l’allenatore inizialmente nutriva qualche dubbio e che invece si sono rivelati tutti molto utili. Ognuno a suo modo e con tempi diversi. L’ultimo, appunto, è proprio Vaz, che in pochi giorni ha segnato, regalato un assist a Pellegrini e conquistato un rigore. Quei 20 milioni di euro la Roma è convinta di averli spesi bene e che tra 2-3 anni possano valere il doppio, se non di più. Magari, però, Gasp sperava in un attaccante più pronto, per dare l’assalto decisivo alla Champions. E magari a fine stagione lo farà notare ancora. A quel punto, poi, ognuno farà le sue valutazioni, forse anche definitive. E si deciderà se andare ancora avanti insieme o meno...

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