Il debutto in borsa di SpaceX,
previsto per oggi, è accompagnato da tensioni legali. Devin Kim,
ex ingegnere al servizio di Elon Musk, ha depositato a inizio
settimana una causa in California contro il suo ex datore di
lavoro, xAi, e la controllante SpaceX, con l'accusa di essere
stato licenziato perché chiedeva controlli di sicurezza più
severi su Grok, il chatbot di intelligenza artificiale
disponibile via web e sulle app per iOS e Android.
Il timore di Kim era che il programma potesse alimentare
discriminazioni e diffondere informazioni su armi di distruzione
di massa. Gli eventi successivi hanno confermato le sue
preoccupazioni. Nel 2025, il chatbot ha generato messaggi di
elogio ad Adolf Hitler e, dopo l'uscita di Kim da xAi a
settembre, ha diffuso sul social finte immagini a sfondo
sessuale non consensuali.
L'azione legale non accusa direttamente Elon Musk, ma si
concentra su Jimmy Ba, co-fondatore di xAi uscito dall'azienda
lo scorso febbraio. Secondo i documenti citati da TechCrunch, Ba
avrebbe ignorato le regole di sicurezza stabilite da Musk,
cercando inoltre di aggirare le indicazioni dell'Unione Europea
durante il lancio della versione Grok Code 1, costringendo lo
stesso Musk a intervenire di persona. L'ingegnere sarebbe stato
licenziato pochi giorni prima dalla presentazione delle sue
ricerche ai manager dell'azienda.
Devin Kim chiede un risarcimento economico per i danni subiti e
una sentenza del giudice che dichiari illegale il comportamento
di xAi. Il 2 giugno, l'esperto è stato nominato presidente del
Center for AI Safety, un ente no-profit che analizza proprio i
pericoli legati all'intelligenza artificiale.
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3 ore fa
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