Effettuare una retromarcia ad un casello non è una semplice "leggerezza", ma un'azione decisamente pericolosa. Per questo, il Codice della Strada la punisce in maniera severa. Anche se nessuna pattuglia era presente al momento dell'infrazione
Matteo Corsini
3 aprile - 11:00 - MILANO
Ogni automobilista, prima o poi, si imbatterà in qualche disguido a un casello autostradale. Che sia un malfunzionamento di un sistema di pagamento, l'ingresso in una corsia errata o anche un automobilista "bloccato" davanti alla propria auto, sono molte le cose che possono andare storte durante quello che è parte della routine di chi viaggia in autostrada. In queste situazioni, può capitare di chiedersi: "E se, semplicemente, facessi un po' di retromarcia e cambiassi corsia?". Una manovra che purtroppo non è infrequente vedere ancora oggi, ma che rappresenta uno straordinario pericolo, nonché una gravissima infrazione del Codice della Strada. Ecco perché non va mai effettuata, quali sanzioni si rischiano e cosa fare al posto della retromarcia per evitare o alleviare l'inconveniente.
sanzioni pesanti
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Effettuare una retromarcia a un casello risulta straordinariamente pericoloso, anzitutto perché gli altri automobilisti in arrivo non si aspettano di imbattersi in una vettura che procede in senso opposto, e nei casi più estremi, potrebbero accorgersene troppo tardi, causando un incidente ulteriormente aggravato dalla differenza di velocità tra i mezzi coinvolti. Per questo, le sanzioni sono pesantissime. La sede stradale di un casello è a tutti gli effetti ancora considerata come autostrada e pertanto vige il divieto assoluto di effettuare retromarcia o inversioni di marcia. Nel primo caso, la sanzione prevista va dai 430 a 1.731 euro, più la decurtazione di 10 punti dalla patente, come previsto dall'articolo 176 del Codice della Strada. Se invece si effettua un'inversione di marcia, la sanzione è ancora più importante: da 2.046 a 8.186 euro di multa, revoca della patente e il fermo amministrativo della vettura per tre mesi.
non serve essere colti "in flagrante"
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Con la più recente riforma del Codice della Strada entrata in vigore sul finire del 2024 è stata introdotta una nuova modalità per vigilare sulla circolazione ai caselli autostradali. Non è più necessario essere "colti in flagrante" da una pattuglia della polizia per essere multati, ma bastano le immagini delle telecamere di videosorveglianza. Il nuovo Codice della Strada prevede infatti la possibilità di accertamento in differita delle sanzioni osservando le telecamere presso i caselli autostradali, che rappresenterebbero una prova sufficiente per la validazione dell'infrazione. Anche pensando di averla "fatta franca" sul posto, la sanzione può infatti arrivare direttamente a casa qualche giorno più tardi.
bloccato al casello: cosa fare
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Prevenire è sempre meglio che curare. Quindi la prima cosa da fare è mettere in atto tutte le contromisure possibili per evitare di ritrovarsi "incastrati" al casello. Anzitutto, evitare di fare affidamento esclusivamente sul pagamento di tipo contactless, mantenendo sempre in auto anche una carta di credito fisica e del denaro contante, come alternativa di sicurezza per non restare bloccati in caso di malfunzionamento. Potendo scegliere tra più corsie, è bene osservare sempre da distanza se vi sono situazioni anomale, come auto con le quattro frecce attivate o con porte aperte, per evitare di incolonnarsi dove si trovano veicoli fermi. Se invece si è già rimasti bloccati nella corsia del casello, magari perché si é scelta per sbaglio la corsia telepass, o perché nessun metodo di pagamento sta funzionando, vi è un'unica via di uscita. Ovvero, premere il pulsante rosso "Help" per ottenere assistenza da parte di un operatore. Una volta descritta la propria situazione, l'operatore potrà alzare la sbarra per consentire di disimpegnare il casello. Nel caso in cui non sia stato possibile pagare il pedaggio, dal casello verrà emesso uno scontrino di mancato pagamento, con tutte le istruzioni per procedere al saldo successivamente.









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