Un articolo su Biological Diversity chiede alle istituzioni di riconoscere il giardinaggio terapeutico come pratica medica ufficiale
Eu.Spa.
3 aprile - 12:52 - MILANO
Il prossimo farmaco suggerito dal medico potrebbe non avere un bugiardino. Ma un indirizzo: un giardino botanico, per la precisione. L'idea che piantare, innaffiare e prendersi cura di qualcosa di vivo possa essere una cura a tutti gli effetti, con tanto di prescrizione medica, è al centro di un articolo scientifico appena pubblicato sulla rivista Biological Diversity da scienziati del South China Botanical Garden e dei Royal Botanic Gardens Victoria di Melbourne. Il nome che i ricercatori danno a questa pratica è "Horticultural Healing Prescription". Una ricetta per chi soffre di depressione, malattie croniche e disturbi da stress.
adotta una pianta
—
Ma funziona? La risposta, stando ai dati che snocciolano i ricercatori, è sì. Occuparsi di qualcosa di vivo, in uno spazio aperto, con altre persone intorno, agisce su cortisolo, umore e senso di isolamento in modo misurabile. Tanto che alcuni giardini pubblici, anche in Europa, hanno già programmi attivi di Plant Adoption, che coinvolgono anziani soli, migranti e famiglie a basso reddito, che adottano una pianta e se ne prendono cura per settimane. Chi partecipa riferisce meno ansia e meno solitudine.
I ricercatori spiegano che una maggiore varietà di piante in uno spazio verde produce benefici psicologici più forti, il che da ai giardini botanici un vantaggio rispetto al parco sotto casa, dove spesso crescono sempre le stesse (poche) specie di albero. E sarebbero ben sette i meccanismi attraverso cui questi spazi migliorano la vita di chi abita in città: dalla riduzione dello stress all'aiuto per chi soffre di ansia per il futuro del pianeta, passando per benefici economici, educativi e culturali.
natura e città
—
Nei paesi più ricchi la quota di persone che vive in città supera l'80 per cento. Più abitanti in ambienti costruiti, meno contatto con la natura, più disturbi legati allo stress e alla solitudine. In compenso, i giardini botanici custodiscono il 30 per cento delle piante selvatiche del pianeta, e all'interno si fa anche ricerca. Quello che manca è che le istituzioni riconoscano il loro ruolo per la salute pubblica. L'articolo indica cinque azioni da fare, una tra tutte cominciare a lavorare con i medici per dare "prescrizioni verdi" ai pazienti che mostrano di averne bisogno. "In definitiva, i buoni giardini botanici migliorano la vita umana", scrivono i ricercatori, che vedono in questi spazi uno strumento per ricucire, finalmente, il legame tra che abita in città e la natura.











English (US) ·