Raccolto e curatissimo, discreto e privilegiato, con l'obiettivo di dare alle persone il privilegio di sentirsi uniche e profondamente accudite. Il lusso inteso non come ricchezza da mostrare ma da vivere 'nella normalità' lontana dall'apparenza e dall'ostentazione ma non per questo non vissuta. Su questa direzione che poi è quella del quiet luxury, il lusso discreto, si registra una nuova tendenza che riguarda il mondo premium e alto spendente, l'ultra-lusso che interessa globalmente una piccola percentuale di persone ma che è economicamente molto importante.
il lusso sta attraversando una fase in cui desiderio, qualità e attenzione al valore sono centrali e la misura per misurarlo è la possibilità di sottrarsi: al rumore, ai ritmi vorticosi, alla saturazione degli spazi, alla folla. Questo concept fa sì che i super alto spendenti, fatte salve le suite top degli hotel di lusso, cerchino altri spazi in cui risiedere in un ambito di confort particolare, sia che si viaggi per piacere che per business, che entrambi .
A Londra, a New York, Parigi, negli Emirati e di recente anche in Italia sono cresciute strutture esclusive che sono ville, suite in palazzi antichi, residenze, persino yacht, boutique hotel da dieci stanze o poco più dove il cliente ultra-lusso può avere una ospitalità senza etichette ma ineccepibile, su misura, guidata da uno staff che va dal maggiordomo alla trainer yoga, dal persona shopper alla guida turistica tutto incluso nel team di servizio dedicato sin dalla prenotazione. E accanto a questo, sul modello degli esclusivi club anglosassoni dove conversare e fare lobbyng tra pari, le club house si moltiplicano e dove per entrare non basta averne disponibilità economica ma serve una presentazione di un membro interno. il concetto di soggiorno di lusso si sposta oltre i modelli tradizionali: non più semplici strutture ricettive, ma residenze private su misura, pensate per chi cerca il massimo livello di comfort, riservatezza e personalizzazione, in alcune delle location più suggestive e prestigiose.
Testimonia questa evoluzione anche Fabrizio Narducci, consulente e imprenditore nel settore spa in hotel di lusso, titolare dello spazio benessere al Punta Tragara di Capri e all'Aleph di Roma. "La luxury hospitality per questo particolare target significa interpretazione del desiderio degli ospiti, attraverso una preparazione professionale, una conoscenza reale delle proposte, un'agenda importante di indirizzi e conoscenze dove indirizzare manager o famiglie senza improvvisazione. Queste persone vogliono sentirsi curate, accudite e al tempo stesso vivere una vita nella normalità, pur se nei loro canoni e dunque è facile che chiedano dove mangiare autentico ad esempio, più che nel ristorante alla moda. Quanto al mio settore, il benessere, è centrale interpretare le richieste, fondamentale garantire ad esempio l'esclusività della spa, terapisti dedicati, pratiche di massaggio che donino immediati risultati in termini di lift e glow più che trattamenti magari ottimi ma da ricevere per lunghi periodi. La conoscenza dell'inglese è fondamentale neanche a dirlo come anche la preparazione rispetto ai costumi della nazione di appartenenza per evitare gaffe indimenticabili".
In Italia, è sbarcato da pochissimo Sirreti Residences che proprio in questa tendenza di hospitality ultra-lusso si colloca. Propone un nuovo
e raffinato servizio di alloggi di lusso ultra-esclusivi progettato per viaggiatori molto esigenti che desiderano vivere esperienze di soggiorno private, riservate e di altissimo livello. Non è un hotel tradizionale né una piattaforma di prenotazione convenzionale: si tratta di una collezione curata di proprietà di prestigio — ville storiche, palazzi di rappresentanza e residenze esclusive — disponibili per affitti a breve e medio termine, pensati per vacanze private, soggiorni riservati e permanenze di alto profilo. L’accesso è selettivo e spesso su invito o segnalazione preferenziale, ogni proprietà, è completamente servita e gestita secondo standard personalizzati di ospitalità ultra-lusso, con un’attenzione meticolosa ai dettagli, al comfort e alla sicurezza. A disposizione un team di ospitalità composto da professionisti del servizio e maggiordomi abituati a gestire ospiti di alto profilo, famiglie internazionali, VIP e clientela ultra-benestante. Il marchio è gestito da Wolf Wörster, e fa parte dell’ecosistema più ampio di Sirreti Group.
E sempre di febbraio 2026 è l'annuncio della creazione, italiana, del nuovo marchio Le Graal, nuova avventura, di Fabrizio Di Amato, protagonista nel mondo dell’industria e della finanza . Il marchio, di cui è presidente e con l'imprenditore Giuseppe Ambrosi, che partecipa all’iniziativa avrà tre strutture in apertura nel 2026, un hotel 5 stelle a Cortina, un private members club a Roma in via Giulia e un Relais & Spa sul Lago di Garda.
Le Graal Cortina, la cui apertura è prevista per l’estate 2026, parte dal recupero dell’ex Hotel Italia, attraverso il design dell’architetto Achille Salvagni, che ha dato vita a una sorta di ‘rifugio alpino’ contemporaneo che si compone di 30 camere, di cui 13 suite, un ristorante fine dining, un café bistrot con american bar e una spa, con accesso anche agli ospiti esterni. La gastronomia trae beneficio dell’esperienza nasce dalla consulenza dello chef Giovanni Guarneri (Ristorante Don Camillo, Ortigia).La struttura risale al 1925. L'idea è di reinterpretare l’ambiente alpino attraverso un design eclettico, lontano dagli stilemi tradizionali della montagna.
La seconda struttura dovrebbe aprire nell’inverno 2026 nel cuore della Roma rinascimentale, in Via Giulia, dove Le Graal aprirà un private club all’interno di Palazzo Medici Clarelli, il primo della città. Si tratta di “un concept rivolto ad una comunità internazionale di affini, cioè imprenditori, viaggiatori, professionisti, creativi e visionari, legati da interessi e valori comuni. Sarà quindi un luogo ideale per networking e incontri privati, ma anche uno spazio per eventi culturali, artistici e letterari”, ha dichiarato Claudio Ceccherelli, neo manager incaricato di Le Graal, che vanta una lunga esperienza alla guida di strutture iconiche quali Villa d’Este a Cernobbio, il Park Hyatt Milano o il Danieli di Venezia.Il progetto è stato curato da Achille Salvagni, nell’ambito di un profondo restauro degli spazi. Il club è composto da 11 camere e suite, una sala trattamento, una palestra e un’ampia offerta food & beverage: due ristoranti, uno etnico e uno curato da Guarneri, una lounge nel chiostro del palazzo, un american bar, oltre ad uno speakeasy, una cigar room, e una cantina privata. Le Graal Lago di Garda, infine, trasforma una Villa Palladiana in una destinazione dedicata al benessere e al fine dining, pensata per essere vissuta tutto l’anno.
Un concept non lontano, seppure in piccolo, è il Collina Luxury Relais in Val Seriana. “Il Collina non è solo un hotel: nasce da un’idea precisa di ospitalità che mette al centro le persone, senza etichette e senza rigidità. Un luogo immaginato per accogliere, dove il vero lusso non è l’apparenza, ma il tempo, il silenzio, la natura e un’attenzione sincera, fatta di gesti e ascolto, che non ha bisogno di formalità” afferma Tina Verzeroli, proprietaria del Collina Luxury Relais. In Val Seriana, 12 camere. esperienze da vivere con guide e professionisti esterni, come sessioni di yoga, forest bathing, tour in barca.
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3 giorni fa
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