Non è stata solo una gara. È stato un
viaggio verticale costruito hold dopo hold, in cui atleti e
community hanno condiviso sfide, progressi e un'energia
crescente tappa dopo tappa. Dai qualifier di Big Walls,
Rockspot, Orobia e C.A.T, Red Bull Ivy ha confermato la sua
identità: un format accessibile ma altamente competitivo, dove
tecnica e gioco di squadra si incontrano.
Alla Solid Climbing Club di Buccinasco, la finale ha alzato il
livello.
Pubblico vicino alla parete, occhi puntati sui passaggi chiave,
tensione in crescita run dopo run. In gara, i migliori 15 team
emersi dalle qualificazioni: stessi blocchi, nuove pressioni,
margini ridotti al minimo.
Il format è quello che ha definito da Red Bull Ivy a partire
dai qualifier. Al centro squadre composte da due atleti che
competono in un'unica classifica senza alcuna distinzione: team
maschili, femminili e misti partono tutti dalla stessa linea,
condividendo la stessa sfida.
Ci sono però due vie, due approcci diversi che richiedono una
strategia comune.
Da una parte, una via tutta giocata sulla velocità (6a): il
cronometro scorre, il buzzer segna la fine e ogni secondo
diventa decisivo. Dall'altra una via che richiede tecnica e
controllo assoluto (7a), dove gli atleti devono avanzare con
precisione millimetrica evitando un fascio luminoso in
movimento, centimetro dopo centimetro.
Il punto di svolta arriva in cima dove il buzzer posizionato al
termine del percorso giocato sulla velocità (6a) non segna solo
il tempo, ma libera il compagno disattivando il fascio sulla
seconda via (7a). Sincronia perfetta o errore fatale.
Ogni run diventa così un equilibrio tra ritmo, precisione e
lettura del compagno.
Finale serrata, distacchi minimi, tutto deciso sul filo dei
secondi.
A conquistare il titolo di Red Bull Ivy 2026 è il team No tengo
compañero (tempo 12.533) formato da Jhoe Esteban Vera Mediavilla
e Andrea Bortolotto, che chiude davanti al team Ciavelli
composto da Tommaso Pansini e Gaby Borra (tempo 13.478).
Completa il podio il team Strizza-tori (tempo 14.825) con
Lorenzo Baldon e Filippo D'Ambrosio, autori di una prova solida
e costante.
"È stato tutto veloce e caotico, siamo diventati un team quasi
per caso ma ha funzionato in modo incredibile. Una finale da
brividi, decisa tra dubbi e istinto, dove abbiamo dato tutto
spinti dalla passione e dall'energia condivisa fino all'ultimo
movimento", affermano i NoTengo Compañero, la coppia vincitrice
del Red Bull Ivy 2026.
Ad impreziosire la finale, la presenza e la partecipazione della
campionessa italiana di arrampicata e atleta Red Bull Bea Colli
nel team Quei bagai del lagh: "Red Bull Ivy dimostra quanto
l'arrampicata stia evolvendo: non è più solo performance
individuale, ma anche connessione, strategia e fiducia
reciproca. Il format è davvero interessante perché unisce
velocità e precisione in modo unico e la componente di squadra
cambia completamente l'approccio! Allo stesso tempo, quello che
colpisce è l'energia che si crea: si percepisce tensione a ogni
run, ma anche tanta voglia di mettersi alla prova e condividere
la stessa passione. È questo equilibrio tra competizione vera e
spirito di community che rende eventi come questo così
importanti per la crescita del nostro sport."
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2 giorni fa
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