La celebrazione su quattro ruote del mitico 5 cilindri dei quattro anelli si chiama RS 3 Competition Limited ed è la massima evoluzione della super hot hatch di casa Audi. Il cuore pulsante è quello di sempre, ma "sotto" ci sono affinamenti tecnici esclusivi che la rendono ancora più godibile
Matteo Corsini
28 aprile - 00:02 - MILANO
Un'auto non è definita solamente dal suo motore. Ma è pur vero che ci sono auto che fanno del proprio cuore pulsante un elemento d'identità. E così come la Porsche 911 ha il flat-six, l'Audi RS 3 ha il cinque cilindri turbo. Una scelta tecnica che viene dal passato dei quattro anelli, da quando nel 1976 Ferdinand Piëch decise di montarlo sulla Audi 100 per farla competere con i sei cilindri delle rivali dell'epoca di casa Bmw e Mercedes-Benz. Non avendo spazio nel vano motore per montare un "sei in linea", si optò quindi per un cinque cilindri da 136 Cv. Poi con l'arrivo della Quattro questo abbracciò il turbo, e da lì è storia: Mondiale Rally, Pikes Peak e persino il campionato sport prototipi statunitense, l'Imsa, tutti terreni in cui il 5 cilindri dei quattro anelli sale sul gradino più alto del podio. Nel 1994 il cerchio si chiude con la RS2, belva pressoché sperimentale divenuta l'antenata delle super-SW che hanno fatto la storia di Audi negli ultimi 20 anni, con un 5 cilindri turbo da 315 CV, un telaio sviluppato insieme a Porsche e prestazioni inedite per un'auto della sua categoria. Da lì il nulla fino al 2009, quando il cinque cilindri torna con la TT RS, per poi arrivare nel 2011 anche sulla prima generazione della RS 3. Così parte il secondo ciclo di vita del cinque cilindri turbo, che, salvo dietrofront, sarà anche l'ultimo. Ma prima dell'uscita di scena, la RS 3 ha tutto il tempo per festeggiarne i 50 anni. E non lo fa certo in abito nero, anzi, tutt'altro: veste il verde "malachite", colore caratteristico della mitica Audi Sport Quattro a passo corto. Per l'occasione, poi, si affina ulteriormente sul piano tecnico, per poter dar prova di tutte le sue potenzialità. Ecco come è fatta e come va la nuova Audi RS 3 Competition Limited.
1 Carisma a pistoni
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Non poteva che essere confermato il protagonista assoluto della festa, il cinque cilindri turbo. La storia della RS 3 potrà proseguire, mentre dopo 50 anni quella del suo motore potrebbe fermarsi (in Europa), con l'entrata in vigore delle normative antinquinamento Euro 7. Prospettiva che sarà letta non senza rammarico da chi ha saggiato questo propulsore, un cuore pulsante "di carattere", che eroga i suoi 400 Cv dai 5.600 giri fino ai 7.000 giri, proprio dove sta la linea rossa. La curva di coppia in cui si possono scaricare i 500 Nm, ovviamente sulle quattro ruote motrici, va invece dai 2.250 giri ai 5.600 giri. Ma oltre i freddi numeri, quel che entusiasma dell'L5 della RS 3 è il suo comportamento, un vero "teppista" che chiede di essere maltrattato, di girare alto, con un crescendo inebriante verso la linea rossa mentre urla scalpita e vibra. E non gli serve nemmeno nessun "trucco" per emozionare anche sul piano sonoro: il sound che arriva in abitacolo non viene pompato da casse o altri artifizi, ma è dovuto a due nuovi assi nella manica esclusivi della RS 3 Competition Limited. Il primo è la rimozione di quattro chili di materiale fonoassorbente dal vano motore, il secondo uno scarico con una speciale gestione delle valvole a seconda della modalità di guida selezionata. Così viene ulteriormente esaltato il suo timbro, assolutamente unico e riconoscibile agli alti regimi, dovuto alla sua particolare sequenza d'accensione e dei collettori di scarico di lunghezze diverse. L'unico accorgimento extra è un amplificatore delle sole vibrazioni posizionato oltre il parabrezza, per rendere ancora più "movimentata" l'accelerazione nelle modalità di guida più sportive. Assemblato ancora oggi a mano, senza robot, nello stabilimento ungherese di Györ, viene poi inviato a Ingolstadt per essere unito con la propria scocca. Il blocco è in alluminio e alcune componenti sono in magnesio per abbattere il peso del propulsore, che ferma la bilancia a 160 kg, mentre l'albero a camme ha fasatura variabile lato scarico.
2 Affinata
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Se il motore è quello di sempre, sul piano tecnico la Competition Limited si concede alcune chicche esclusive. Anzitutto nuove sospensioni anteriori e posteriori, regolabili in compressione ad alte e basse velocità ed in espansione tramite apposite ghiere, accessibili più comodamente sollevando l'auto con cric o rampette. L'auto viene consegnata al cliente con setup ottimizzato per la strada, lasciando a corredo istruzioni per impostare un setup dedicato all'uso in pista. Oltre ad essere regolabili, le sospensioni della Competition Limited vantano una taratura dedicata, con molle irrigidite del 14%, nonché una barra antirollio posteriore irrigidita (+6%) per favorire una maggiore "mobilità" della coda nella guida più sportiva. Punto cardine della dinamica della RS 3 resta naturalmente il ripartitore di coppia posteriore con due frizioni a controllo elettronico, sofisticatissimo componente che ha rimpiazzato gli Haldex delle precedenti generazioni garantendo un notevole salto in avanti sul piano dinamico. Di serie la Competition Limited è equipaggiata con un impianto frenante a dischi carboceramici e pneumatici Pirelli P Zero, ma è possibile richiederla direttamente con dei semi-slick Trofeo R.
3 Affilata
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Facile riconoscere una RS 3 Competition Limited. Un primo indizio può venire dalla verniciatura: se è verde Malachite o bianco ghiaccio opaco si va sul sicuro, perché sono tinte riservate alla serie speciale. Se invece l'esemplare veste il grigio Daytona a effetto perlato (disponibile anche sulla normale RS 3) le differenze sono comunque più che evidenti, grazie all'aggiunta di una lunga lista di appendici aerodinamiche in fibra di carbonio opaca. Il frontale viene ulteriormente incattivito con due deflettori canard per lato e uno splitter, mentre in coda spunta uno spoiler in materiale composito. Riservati alla Competition Limited gli intricatissimi cerchi a razze incrociate da 19", verniciati in oro neodimio opaco, così come naturalmente tutte le caratterizzazioni che ricordano come questa non sia una normale RS 3, ma un tributo in serie limitata al suo mitico propulsore. I badge RS hanno una colorazione dedicata, ispirata agli storici colori Audi nel motorsport, mentre i terzi finestrini riportano la denominazione "Competition Sport". E l'ultima chicca passa per i gruppi ottici anteriori: i Led Matrix vengono scuriti, dettaglio fino ad ora non disponibile sulla RS 3, e all'accensione presentano una grafica che omaggia l'ordine di accensione del cinque cilindri turbo, ossia 1-2-4-5-3. Numeri che indicano quindi l'ordine con il quale avvengono gli scoppi che muovono i rispettivi cilindri, da cui si evince un'altra ragione dietro il distintivo sound del motore: contrariamente a quanto accadrebbe in un normale sei cilindri in linea, qui lo scoppio non avviene in simmetria, ma alterna accensioni tra cilindri adiacenti e distanti. Irregolarità che si traduce in un suono gutturale e pulsante.
4 Abitacolo
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L'oro neodimio dei cerchi viene ripreso anche negli interni, con i rivestimenti in microfibra della sezione interna dei sedili, il bracciolo e i pannelli porta. Di serie la Competition Limited monta sedute anteriori a guscio in fibra di carbonio opaca con cuciture in bianco zenzero e fianchetti in pelle nera, a cui viene abbinato un volante sportivo con "tacca" centrale in bianco. Tratto esclusivo della serie speciale, anche la strumentazione digitale con tachimetro a sfondo bianco, dettaglio direttamente ispirato alla RS2. Essendo infine una versione maggiormente votata alla performance e all'uso in track day, sia il display centrale che il quadro strumenti guadagnano nuove schermate per monitorare temperature, pressioni, accelerazione laterale e anche il tempo sul giro.
5 Come va
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Per raccontare come si guida l'Audi RS 3, tocca nuovamente tirare in ballo la Porsche 911. E il motivo è semplice. Entrambe, prima di guidarle, fanno pensare: "il motore lì non ci dovrebbe stare". Una volta scesi, tuttavia, si realizza che sì, lo schema è anti-convenzionale, ma fior fior di ingegneri ci si sono sbattuti la testa fino a farlo funzionare perfettamente, rendendolo una caratteristica distintiva anziché un compromesso. Su una bella strada a tornanti la RS 3 aggredisce le curve con possenza, ci si butta a capofitto, con tanta decisione e altrettanta confidenza. E in uscita la straordinaria trazione catapulta l'auto fino alla curva successiva, dove si può frenare molto più tardi rispetto a quando l'istinto di sopravvivenza suggerirebbe. Ci si aggrappa ai dischi carboceramici, e forzando sullo sterzo si riesce a strappare una bella linea d'ingresso, contenendo bene un piccolo e fisiologico allargamento di traiettoria. Il volante non è straordinariamente comunicativo, alle mani la "texture" della strada viene filtrata, ma ha il giusto peso ed è immediatamente intuibile. Bello tutto, ma il vero protagonista ha un nome e un cognome ben precisi: Audi 2.5 Tfsi. Un cuore pulsante che romba vibra e stantuffa con una fame insaziabile di giri, perché i 400 cavalli ci sono ancora tutti anche sulla linea rossa, diventando man mano sempre più chiassosi e imbizzarriti. Un vero e proprio teppista a bielle e pistoni che chiede di essere spremuto a fondo e lo fa capire, più si affonda il gas, più lui si accontenta. E l'accelerazione è infatuante, totalizzante, in quei pochi secondi di gas spalancato concessi tutto il resto momentaneamente svanisce, resti solo tu che "parli" con lui.
6 Trasformista
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Viaggiando in modalità comfort, nonostante l'aggiunta di un assetto più "cattivo", la RS 3 Competition Limited dimostra di non aver perso la grande fruibilitá quotidiana che ha fatto la fortuna dell'attuale generazione di RS 3. Il rombo e le vibrazioni del cinque cilindri ai regimi "civili" sono ridotti al mimino, e pur restando percettibilmente rigida, non diventa mai eccessivamente scomoda, seppur le asperità dell'asfalto più marcate risultino ben percepibili. Una hot hatch, sì, ma con arie da piccola GT ad alte prestazioni. Passando alla Dynamic, la parola d'ordine è "cavalli facili". Le prestazioni sono estreme, ma la RS 3 infonde tanta confidenza, tanta sicurezza, con una stabilità esemplare e un comportamento intuibile che non dà mai sorprese. Per spremere tutto il succo della RS 3 c'è però la modalità Performance RS. Appena selezionata, subito si nota la differenza della risposta al pedale, abissale: se prima lo scatto era fluido e gentile, con un minimo "lag" tra l'affondo del pedale e l'effettiva accelerazione, in RS diventa immediato, responsivo, super nervoso. Ed è così che si riesce a far cantare bene il cinque cilindri, facendolo girare alto e chiedendogli tutto. Lo sterzo diventa granitico, l'assetto pure, e si possono aprire le danze tra una curva e l'altra che raccontavamo. Delle notevoli doti di trasformismo, insomma, per una compatta sportiva che ha imparato ad allargare i propri orizzonti, da GT di lusso ad alte prestazioni ad "arma" da curve.
7 Prezzi e disponibilità
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L'Audi RS 3 Competition Limited sará prodotta in 750 esemplari, tutti numerati con una targhetta sulla console centrale. Verrà prodotta sia in configurazione Sedan a quattro porte, sia come Sportback a cinque porte. In Italia arriveranno complessivamente 84 esemplari, tutti con carrozzeria Sportback, di gran lunga la più popolare nel nostro mercato. Il suo prezzo parte da 106.700 euro, mentre l'inizio delle consegne è programmato per il mese di giugno 2026.
8 Pregi e difetti
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Di seguito, pregi e difetti riscontrati durante la nostra prova dell'Audi RS 3 Competition Limited
Pregi:
- Motore: il cinque cilindri turbo viene celebrato come si deve. Ha tutta la grinta e la fame di giri che l'ha sempre contraddistinto, e con le nuove migliorie all'assetto può essere goduto ancora più a fondo
- Ampio range di utilizzo: la RS 3 Competition Limited ha buone doti da trasformista. In Comfort è molto gestibile anche nella guida quotidiana (pur con qualche sacrificio in più in termini di comfort), ma quando la strada si apre la Dymanic sguinzaglia bene i suoi 400 CV, senza mettere troppo in difficoltà. Per le emozioni forti c'è la RS Performance, che esprime tutto il carattere del 5 cilindri e rende sterzo e assetto granitici
Difetti:
- Festeggia un compleanno, che può essere anche un addio: con la Competition Limited si celebrano storia e carattere del cinque cilindri turbo di Audi. Ma allo stesso tempo, pare che in Europa lo si saluterà per sempre: probabilmente non sará adeguato alle normative Euro 7 e per questo, quando entreranno in vigore, man mano ci lascerà.
- Risposta pedale: nelle modalità di guida di default non è particolarmente immediata, si avverte un percettibile "lag" quando si affonda l'acceleratore, il che risulta un po' fastidioso soprattutto in uscita di curva. Per non sperimentarlo affatto occorre selezionare le modalità di guida più spinte
- Prezzo: l'esclusività si paga a caro prezzo. 106.700 euro il listino nel mercato italiano
9 Scheda tecnica
Audi RS 3 Competition Limited
| Motore | 5 cilindri turbo |
| Potenza massima | 400 Cv |
| Coppia massima | 500 Nm |
| Accelerazione 0-100 km/h | 3"8 |
| Velocità massima | 290 km/h |
| Trasmissione | Cambio S tronic a 7 rapporti |
| Trazione | Integrale quattro con Rs torque splitter |
| Peso | |
| Freni | Carboceramici |
| Pneumatici | Pirelli P-Zero Trofeo R; ant. 265/30 R19, post. 245/35 R19 |
| Esemplari | 750 (84 per l'Italia) |
| Prezzo | 106.700 euro |








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