Quando Antonelli ricordava al Festival di Trento: "Al mio primo test in F.1 nevicava..."

2 ore fa 2

Nel 2024 il pilota Mercedes era stato ospite del Festival: "Senna? Mi sono documentato molto su di lui e ho capito che non era solo un grandissimo pilota, ma una grandissima persona: un modello di riferimento"

16 marzo - 18:14 - MILANO

La prima vittoria di Antonelli in F.1, nel Gran Premio di Shanghai, era un'emozione che mancava all'Italia dal 2006, dall'ultimo successo di Giancarlo Fisichella. Sul podio, sul terzo gradino, c'era anche la Ferrari di Lewis Hamilton. Non era la prima volta che Kimi si piazzava davanti al sette volte campione del mondo, ma era la prima in cui si ritrovavano insieme sul podio. Ospite al Festival di Trento nel 2024, alla vigilia della sua prima stagione in F1, si era parlato anche di come eventualmente l'avrebbe presa Lewis: "È un signore, mi farebbe i complimenti".

gli inizi

—  

Antonelli, sul palco del Festival, aveva raccontato a tifosi e appassionati tutte le varie tappe che lo avevano portato ad essere un pilota Mercedes: "Con la velocità mi sono sempre trovato a mio agio", raccontava. "La mia passione nasce da mio padre, che correva nel Superturismo e poi ha iniziato a gestire il suo team. E ricordo che guardavo su Sky un programma, Formula 1 Retrò, e una gara che mi rimase impressa fu il duello di Digione tra Villeneuve e Arnoux. Ho iniziato con i kart, a 3 anni la prima volta sulle gambe di mio padre, ma la prima volta che ho guidato un Delfino avevo 5 anni e mezzo. Però non ho capito prestissimo che volevo fare questo lavoro, avevo 11 anni”. Toto Wolff ci mise poco ad accorgersi di lui, grazie alla segnalazione di Minardi: "Quando arrivò la prima telefonata di Toto io e mio papà ci siamo rimasti, non ci credevamo. Poi nel 2018 con la Academy Mercedes firmai a Monaco, dove Toto Wolff invitò me e mio padre. E ricordo con emozione di aver visto vicino a lui le FP1 dentro il box: c'è anche una foto di quel momento. Per me è come un secondo padre, abbiamo un bellissimo rapporto, il suo supporto è fondamentale". 

i primi giri

—  

La prima volta su una F.1 non era stata delle più facili: "A Zeltweg il giorno prima c’erano 26 gradi, quello in cui dovevo girare io nevicava. Non ci potevo credere! Sono uscito e mi sono giocato subito un bel jolly, dopo 10 giri ho preso la macchina di mio padre con lui a bordo. E per la prima volta l’ho visto avere paura, mi ha chiesto di fermarmi, aveva paura di non tornare a casa con la macchina. L'avevo spinta al limite!". Dopo l'anno in F.2, i miglioramenti costanti hanno convinto la Mercedes che era già pronto: "Erano colpiti dalla gran velocità che ho avuto da subito. Ho faticato all’inizio con il passo gara, ma dopo un test a Spa hanno visto un netto passo avanti e si sono convinti". 

senna

—  

Nonostante il suo anno di nascita, 2006, l'idolo di Antonelli è sempre stato Ayrton Senna: "Mi sono documentato molto su di lui e ho capito che non era solo un grandissimo pilota, ma una grandissima persona: un modello di riferimento. Potessi, mi piacerebbe molto averlo come compagno, sarebbe molto difficile, ma imparerei tanto". La personalità di Kimi, il suo carattere sono uno dei motivi per cui la Mercedes ha creduto e scommesso tanto su di lui: "Per i risultati, sicuramente, ma anche per la persona che sono. E questo grazie alla mia famiglia con cui ho un bellissimo rapporto". 

La Gazzetta dello Sport

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Leggi l’intero articolo