Qatar ferma l'export del gas per forza maggiore, fornitura a rischio

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QatarEnergy, la società energetica dell'emirato, ha sospeso "per forza maggiore" le consegne di gas a Italia e altri paesi, a causa degli attacchi missilistici iraniani. E il gasolio oggi nel nostro paese ha sfondato il muro dei 2 euro al litro, bruciando buona parte degli effetti del taglio delle accise.

QatarEnergy ha fatto valere oggi la clausola contrattuale della "forza maggiore" per giustificare l'interruzione delle sue forniture di gas naturale liquefatto (quello imbarcato sulle navi) a Italia, Belgio, Corea del Sud e Cina. Le cause ovviamente sono la chiusura dello Stretto di Hormuz e gli attacchi missilistici dell'Iran ai suoi impianti. La mossa era stata anticipata come possibilità qualche giorno fa dal ceo del gruppo, Saad al-Kaabi.

Il Gnl in arrivo via nave dal Qatar è pari a 7 miliardi di metri cubi, su un totale di 62 consumati in Italia, cioè l'11,3% circa. Il terminale di riferimento per il Gnl proveniente dal Qatar è il rigassificatore di Rovigo, Adriatic Lng. Edison è il principale importatore dall'emirato.

Ma la guerra di Usa e Israele contro l'Iran non si fa sentire in Italia solo sul gas. L'Osservatorio sui prezzi dei carburanti del Mimit ha reso noto che oggi il prezzo medio dei carburanti in modalità 'self service' lungo la rete stradale nazionale è pari a 1,736 euro al litro per la benzina e 2,021 euro/litro per il gasolio.

L'Unione nazionale consumatori, analizzando i dati del ministero, rivela che la soglia dei 2 euro al litro per il diesel è stata superata in quasi tutte le regioni italiane, tranne le Marche, dove resta a 1,994 euro, e l'Abruzzo, dove è a 2 euro esatti.

Fuori dalle autostrade, il gasolio più caro si vende a Bolzano, a 2,042 euro al litro. Seguono la Sicilia, seconda con 2,035 euro, e Calabria e Molise, terze a 2,034 euro. La scorsa settimana, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini aveva spiegato che il taglio delle accise fino al 7 aprile, deciso con decreto legge dal governo, aveva lo scopo di ridurre il prezzo del gasolio di 25 centesimi, e tenerlo entro 1,90 euro. Un obiettivo che, dopo neanche una settimana, è stato vanificato dagli aumenti.

Il Codacons segnala che "a fronte di uno sconto da 24,4 centesimi di euro, i listini del gasolio risultano oggi inferiori di appena 8,4 centesimi rispetto ai prezzi medi in vigore prima del decreto del governo".

Le associazioni degli autotrasportatori Cna Fita e Unatras sono concordi nel parlare di "speculazione" sui carburanti, che vanifica il taglio delle accise deciso dal governo e mette in ginocchio il settore.
   

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