Prysmian lancia il primo cavo al
mondo con impronta carbonica negativa, in grado di assorbire
fino a una tonnellata di Co2 al chilometro. Lo annuncia il
gruppo spiegando che il nuovo cavo si basa su un approccio
"cradle-to-gate" (circolare, ndr.), in cui le fasi di
approvvigionamento delle materie prime e di produzione
permettono di eliminare più emissioni di anidride carbonica
rispetto a quelle generate, garantendo quello che il gruppo
definisce come un "impatto positivo e tangibile sul clima".
Terminata la fase di sperimentazione Prysmian si prepara ad
avviare quella di industrializzazione della tecnologia rivolta
ai clienti del business 'Power Grid', relativa alle reti
elettriche di trasporto e distribuzione, sfruttando la propria
presenza produttiva globale. Per la nuova tecnologia Prysmian ha
già fatto domanda di brevetto e i nuovi cavi potranno integrarsi
nelle reti già esistenti offrendo quello che viene definito come
"un impatto positivo senza precedenti nel ridurre le emissioni
di carbonio". Due sono le innovazioni che consentono di ottenere
questo risultato: l'ingegneria all'avanguardia, che consente di
ottimizzare la struttura dei cavi garantire prestazioni
elettriche e meccaniche "senza compromessi" e i materiali di
nuova generazione. Questi ultimi sono il risultato di una
"attenta combinazione di materiali low-carbon, riciclati e
bio-polimeriv- spiega Prysmian - in grado di ridurre
significativamente la carbon footprint (impronta carbonica, ndr)
del prodotto, fino a renderlo "complessivamente a impatto
negativo".
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