Il n. 94 è ai box per un trauma alla spalla che necessità di un intervento chirurgico, ora tocca al 21enne biellese difendere la porta biancoceleste. Dopo l'esperienza in Serie B alla Reggiana, l'azzurrino dovrà dimostrare di essere pronto al grande salto
Un giorno all'improvviso. Dopo l'infortunio di Ivan Provedel il 21enne Edoardo Motta farà il proprio esordio in serie A lunedì sera contro il Sassuolo. Un salto importante e inaspettato, considerando che il classe 2005 (che a settembre ha debuttato con la nazionale U21), ha giocato solo per sei mesi in serie B prima di essere acquistato dalla Lazio. Nell'ultima stagione, infatti, faceva panchina a Francesco Bardi, nel 2023-24 giocava ancora nella seconda divisione del campionato Primavera. Il salto, insomma, sarà enorme. Motta dovrà infatti farsi trovare pronto anche per la semifinale di Coppa Italia di ritorno contro l'Atalanta (22 aprile) e per il derby del 17 maggio.
il sogno
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"Per me è un sogno che si realizza esser in un club così importante - ha detto Motta nel giorno della sua presentazione -. Questo è un punto di partenza, in B ho giocato 6 mesi, non ho esperienza. Devo migliorare, fisicamente e tecnicamente. In base alle richieste dell’allenatore si devono prendere delle decisioni, quindi anche giocare con i piedi. Mi ritengo forte nel posizionamento. Per il resto ho tanto da migliorare e da apprendere, cosa che voglio fare ogni giorno, anche guardando i compagni. Non mi aspettavo la chiamata della Lazio". Fu improvvisa dopo la partenza di Mandas a gennaio. Improvvisa e anche la promozione, seppur forzata, a titolare.
CARATTERISTICHE
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Cresciuto nel settore giovanile della Juventus, ha giocato anche con Alessandria e Monza (club con cui vince il campionato Primavera 2). Poi il passaggio alla Reggiana: il primo anno da secondo, in questa stagione si è conquistato la maglia da titolare. Pur avendo un fisico imponente (alto 194 centimetri, pesa quasi 90 chili), è molto reattivo fra i pali. Bravo nelle uscite alto e nella copertura degli spazi, partecipa attivamente alla fase di impostazione della squadra. Il suo idolo è da sempre Petr Cech ("Ho cominciato a fare il portiere guardando lui"). Pur essendo giovanissimo, ha dimostrato in più occasioni di restare freddo anche negli uno contro uno. Ora dovrà parare emozione e agitazione e crescere rapidamente. "Se sono qui immagino che un giorno ci sarà la prospettiva di diventare titolare ma non spingo, aspetto il mio momento per sfruttarlo al meglio". Quel giorno è arrivato. Anche se all'improvviso.









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