Profilo del poker player: caratteristiche e stile del giocatore passivo

2 giorni fa 5

Ogni giocatore ha il proprio stile. Esistono modi standardizzati per descrivere caratteristiche di base, stili di gioco, propensione o avversione al rischio. Ogni profilo ha pro e contro ovviamente. Oggi prendiamo in considerazione il classico giocatore alle prime armi: definizione, caratteristiche ed errori del passivo

Classificare i giocatori in base alla loro immagine al tavolo è relativamente semplice. Una caratteristica comune di chi è alle prime armi è l'insicurezza. Non sempre questi giocatori attaccano o bluffano. Vediamo di analizzare caratteristiche e stile di gioco del passivo

PROFILO CHIAVE PER CAPIRE IL GIOCO

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"Non essere troppo passivo". E' il consiglio che danno in tanti ai giocatori che vogliono cambiare marcia nel Texas Holdem. Prima di pensare che non si debba essere passivi, pensiamo per bene alla nostra strada verso il miglioramento al tavolo. Questo è un profilo di giocatore chiave a livello strategico. Se non ci fosse, sarebbe complicato fare il salto di qualità. Tutti, almeno inizialmente, abbiamo giocato in modo conservativo, senza prenderci rischi, senza controrilanciare e quant'altro. Pian piano abbiamo affinato la tecnica ma il primo "scontro" per certificare la nostra crescita avviene proprio contro giocatori passivi. Loro sono la chiave per verificare di aver compreso la prima parte del nostro percorso. Il giocatore passivo per eccellenza ha peculiarità particolari che, da un certo punto di vista, hanno la loro coerenza (sbagliata, certo, ma pur sempre "logica" dal suo punto di vista). L'avversione al rischio, unita al range di call, è la caratteristica principale. La differenza con il "nitty" sta soprattutto nella negatività di pensiero: il passivo non vuole massimizzare le vincite, vuole minimizzare le perdite. Non serve un esperto per capire che questo tipo di strategia ci fa al massimo sopravvivere un po' di più nei tornei senza però avere reali chance di arrivare fino in fondo

CARATTERISTICHE E STILE DI GIOCO DEL PASSIVO

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Attenzione però perché anche se siete "esperti" giocatori, può succedere che in un determinato momento vi trasformiate in passivi. Magari lo fate senza rendervene conto ma momenti come la bolla o l'approdo al tavolo finale, in modo quasi "naturale", vi trasformano. Prendete meno rischi, pensate sempre che quel terzo picche al river abbia dato colore al vostro avversario e così via. Sperate solo di avere monster hand e di raddoppiare. Vi ricorda qualcosa? Elencando qualche caratteristica del giocatore passivo possiamo individuarne un bel po'

  • Fare tanti call e pochissimi raise
  • Effettuare slowplay con le mani più forti
  • Essere estremamente curioso di scoprire cosa lo ha battuto
  • Non difendere la propria equity dando carte gratis all'avversario
  • Con queste premesse è facile intuire quali siano i punti deboli, a livello strategico: ad esempio c'è l'incapacità di giocare al meglio i multiway pot ovvero i piatti con 3 4 o 5 giocatori nel colpo. Un'altra pecca? Non sfruttare la fold equity: se non rilanciamo mai e ci limitiamo sempre al call quand'è che facciamo passare gli avversari? Quando ci imbattiamo in giocatori passivi è bene girare a nostro favore le sue caratteristiche. Zero bluff significa, da parte nostra, mai fare hero call. La pazienza gioca un ruolo importante: arriverà quel piatto che possiamo ingrossare perché abbiamo un punto quasi imbattibile. La curiosità del passivo sarà la chiave. L'ultima domanda è: come si smette di essere passivi? Il primo passo è cambiare punto di vista acquisendo consapevolezza: non bisogna sempre limitare le perdite. Prendere l'iniziativa è spesso fondamentale. Iniziamo con qualche 3bet e semi-bluff. Cerchiamo valore nei nostri punti, cercando di leggere bene il board. Gli step successivi, come le size di puntata, arriveranno in maniera quasi automatica

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